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ECONOMIA OCCHIOBELLO

Mercatone Uno, dal Movimento lavoratori solidarietà a chi ha perso il lavoro

Il Mlac critica il modo in cui sono state lasciate a casa le persone a Occhiobello, attraverso un sms , e auspica che si possa risolvere in fretta la crisi

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OCCHIOBELLO (Rovigo) - Anche il Mlac - Movimento lavoratori di azione cattolica della diocesi di Adria-Rovigo si unisce al proprio vescovo Pierantonio Pavanello nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori di Mercatone Uno. 

“Il recente fallimento della Shernon Holding srl, che da poco aveva acquisito i punti vendita di Mercatone Uno (LEGGI ARTICOLO), è una ferita aperta per gli oltre 1.800 lavoratori che, se possibile, è resa ancora più bruciante per il modo in cui la proprietà ha comunicato la chiusura ai suoi dipendenti - si legge nel comunicato del Movimento lavoratori - Anche il Polesine è stato colpito da questa crisi aziendale; dal 1983 infatti nel comune di Occhiobello sorge lo stabilimento del Mercatone Uno nel quale, almeno fino a maggio, operavano 55 lavoratori. E’ a queste persone e alle loro famiglie che va innanzitutto la solidarietà e la fraterna vicinanza del Mlac”. 

Il Movimento lavoratori di azione cattolica della diocesi di Adria-Rovigo spiega infatti che si tratta di una vicenda assai complessa e dolorosa quella che stanno vivendo i 1.860 dipendenti Mercatone Uno: “Nel 2018 la Shernon Holding srl aveva rilevato lo storico marchio emiliano gravemente colpito da una crisi finanziaria che aveva causato la chiusura di alcuni punti vendita e i conseguenti licenziamenti. Ora il tribunale di Milano, con sentenza datata 23 maggio, ha decretato il fallimento e quindi la chiusura dei 55 centri commerciali presenti in Italia, compreso quello di Occhiobello. A rendere il tutto ancora più gravoso è stata la maniera, assai indelicata, con la quale la ditta ha trasmesso ai suoi collaboratori la decisione di chiudere: con un sms nel pieno della notte tra il 24 ed il 25 maggio. Le imprese potranno anche avere delle motivazioni oggettive per giungere a certi epiloghi, ma il rispetto per la dignità delle persone non deve mai venire meno. Il Mlac, come ha fatto nei giorni scorsi anche il vescovo, assicura sincera vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti ed auspica che tutti gli attori sociali coinvolti collaborino assieme per trovare la piena soluzione della crisi. Ciascuno umanamente e cristianamente faccia la sua parte”. 

Articolo di Lunedì 24 Giugno 2019

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