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ECONOMIA POLESINE

Vincenzo Marinese: "Zes come le Olimpiadi, anche noi vinceremo questa sfida"

In prefettura i sindaci dell'area Zes e quelli delle zone limitrofe, guidati dal presidente della Provincia, Ivan Dall'Ara hanno dato mandato al prefetto affinché porti le loro istanze da Sergio Mattarella

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ROVIGO - Sfilata di autorità nella prefettura di Rovigo: sindaci, consiglieri, assessori ma anche rappresentanti della Regione e del Governo e perfino il presidente di Confindustria Venezia area metropolitana di Venezia Rovigo Vincenzo Marinese per chiedere al prefetto Maddalnea De Luca di portare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un messaggio chiaro: "Il Polesine ha bisogno della Zes come dell'aria". 

"E' un tema a noi molto caro - ha evidenziato Marinese facendo riferimento al "sogno" di Zaia che si è realizzato che vedrà arrivare in Veneto i giochi olimpici invernali (LEGGI ARTICOLO) - che riguarda non solo il mondo delle imprese ma tutti i cittadini: questo è un progetto inclusivo che vuole unire l'Italia senza fare distinzione tra nord e sud. Queste sono le nostre Olimpiadi. Come hanno vinto gli altri così vinceremo anche noi questa sfida!". 

Come già anticipato nei giorni precedenti a palazzo Celio dal presidente della Provincia, Ivan Dall'Ara (LEGGI ARTICOLO), “dall’ultimo incontro con il ministro per il Sud, Barbara Lezzi c’è stato una sorta di rifiuto ad inserire la zona economica in Polesine quando noi abbiamo già predisposto tutto, comprese le autorizzazioni da parte della Regione Veneto e Confindustria. Facciamo questa azione forte perché abbiamo voluto alzare il tiro e coinvolgere direttamente il Presidente della Repubblica attraverso sua eccellenza il prefetto perché riteniamo che la Zes sia un diritto fondamentale che ci spetta per il nostro territorio”. 

Per questo gli amministratori dei 16 comuni coinvolti ma non solo, visto che la Zona economica speciale avrà una ricaduta a cascata anche sui comuni limitrofi, si sono ritrovati per leggere e approvare il documento che sarà lasciato nelle mani del massimo rappresentante dello Stato. 

"La Zona economica speciale dei territori di Marghera e Polesine - si legge nel documento - rappresenta una fondamentale occasione per il Veneto meridionale che, diversamentedalle immagini descritte nelle ultime settiman, vive in una condizione di sofferenza equiparabile a quella di altre regioni italiane meno sviluppate. Negli ultimi anni, il territorio polesano sta vivendo un drammatico calo demografico. 
Tra il 2014 e il 2018 la popolazione è passata da 242.533 abitanti a 234.864. Si tratta di un dato che si accompagna a saldi naturali e migratori negativi e a un indice di vecchiaia in continua crescita (234,6 dato 2018) e decisamente più alto rispetto al dato nazionale(172,9) e veneto (172,2). La diminuzione e l'invecchiamento della popolazione non consentono previsioni ottimistiche per il futuro della provincia sia dal punto di vista sociale che economico e culturale". 

Il documento sottolinea come un calo così consistente si sia visto solamente dopo la tragica alluvione del 1951 quando oltre 100.000 polesani migrarono verso altre regioni industralizzate, in America o Nord Europa in cerca di fortuna. Un quadro quindi a tinte fosche e un treno che è necessario prendere visto che "le ricadute occupazionali previste dallo studio effettuato da Confindustria Venezia-Rovigo, dimostrano come l'istituzione della Zes potrebbe rimettere in moto un'economia sofferente che non ha potuto e saputo rialzarsi dalla drammatica crisi economica dell'ultimo decennio". 

Numeri messi in evidenza anche dal sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia che ha parlato di uno spopolamento terrorizzante per il Polesine, mentre il primo cittadino di Polesella, Leonardo Raito ha puntato sul fatto dell'appartenenza al territorio e di come questa situazione faccia emergere un modo di fare squadra che va oltre l'appartenenza ai partiti di appartenenza che ha fatto in modo di sottoscrivere un documento condiviso da tutti. 

Pieno appoggio e supporto anche non solo dal sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore ma anche da tutti quelli del Veneto Orientale: "C'è una necessità di crescita e dobbiamo cercare di proporre un metodo di lavoro che sia necessario per fare rete e sistema". 

"Si tratta di ricadute importantissime per il territorio - ha detto il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo che, pur non rientrando nella Zona economica speciale ha voluto portare il suo contributo - parliamo di creare posti di lavoro di qualtà per la nostra provincia che ha una percentuale più alta di giovani che studiano rispetto alla media veneta. E' fondamentale portare a casa la Zes". 
Articolo di Martedì 25 Giugno 2019

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