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INTERVISTE BADIA POLESINE

Shelly Chinaglia, la top model di Badia Polesine

Classe ’92, professione: bellissima; ha iniziato giovanissima ed ha già lavorato con alcuni dei più prestigiosi marchi di moda si racconta a Rovigooggi.it

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BADIA POLESINE (ROVIGO) – Shelly Chinaglia è nata il 7 gennaio 1992, figlia unica di Linda Cosetta Cestaro e di Marco Chinaglia è la top model polesana più famosa. Rovigooggi.it l’ha incontrata a Villa d’Adige, dove torna appena possibile a riabbracciare i suoi cari, per farle alcune domande.

A quale età hai fatto la tua prima sfilata?

“La mia prima sfilata l’ho fatta per gioco all’età di quattordici anni e ricordo che già a quell’età dei direttori di agenzie di moda locali mi volevano. Ma ero ancora troppo giovane anche se due anni dopo, a soli sedici anni (2008), ho vinto il concorso internazionale “The Look of The Year” a Taormina con la partecipazione di modelle provenienti da oltre 40 stati dove sono stata premiata da Renato Balestra”.  

E a quando risale il tuo primo servizio fotografico?

A sedici anni per la rivista Gioia e pochi giorni dopo e sempre sedicenne, mi ha scelta il famoso fotografo Oliviero Toscani per il video e  rivista Io Donna”.

Sei stata testimonial di alcuni celebri marchi, quali ricordi con più piacere?

“Difficile fare una classifica perché ormai di molti sono stata testimonial: Imetec, Piero Guidi, occhiali Italia Independent di Lapo Elkan, della campagna pubblicitaria Juventus anno 2015/2016, pubblicità Liu Jo, Yamaha, Gianfranco Ferrè, Pierre Cardin, Dolce&Gabana, Bulgari, Diesel ed altri. Temo di dimenticare qualcuno. Qualche giorno fa ho scattato e fatto un video per Emporio Armani”.

Come sei arrivata a Playboy nel 2016?

Ho fatto un casting a Milano gestito dalla figlia di Oliviero Toscani. Le sono piaciuta e mi ha confermata per il calendario di febbraio”.

La metà degli italiani è convinta che oggi chiunque possa diventare famoso ma se uno vale un divo, siamo tutti divi? O nessuno, in realtà, lo è più. 

Non è l’ammirazione verso le persone famose che viene a mancare: è l’immedesimazione nei divi che è svanita, trasformando lo star system al massimo in una mera questione di box office. Gli unici ambienti in cui sopravvive il divismo sono il calcio e il mondo della musica (grazie a YouTube), e più in generale, coi personaggi che ruotano attorno ai social network (e qui gioca un ruolo decisivo Instagram). Verrebbe da pensare che l’unico vero divo della nostra epoca sia proprio internet. A proposito di Instagram, in questo periodo sono seguita da circa 120.000 follower in costante aumento e questo mi è utile per l’attività che svolgo, perché ho spesso diverse proposte di lavoro anche da imprenditori internazionali nel campo della moda ora”.

Spiegati meglio.

Non sono i personaggi famosi a indicare gli orizzonti di vita alle persone comuni, permettendo a chi li imita di elevarsi a un livello sociale ed economico superiore. Sono le celebrità a trasformare in spettacolo la visione del mondo del loro pubblico. E in questa dialettica tra seduzione e tradimento il divo finisce per scomparire”.

Parlaci del tuo video “Non è un gioco da ragazza”.

Un regista emergente di Milano, ora anche mio amico, Alessandro Rosato, in Instagram “LuciFross”, aveva un progetto da realizzare su una ragazza dal carattere forte e che praticasse arti marziali e dopo avere visto un mio video caricato su Instagram, in cui combattevo con mio papà in una spiaggia, mi ha chiesto di fare da protagonista. Il video lo abbiamo girato a Milano, più precisamente a Lambrate e in una palestra di boxe. Premetto che all’età di sei anni ho iniziato a praticare karate con mio padre raggiungendo il grado di cintura nera secondo dan e il diploma di istruttrice, vincendo cinque titoli italiani nel kumitè (combattimento) ed un bronzo ai mondiali. Lo sto praticando tuttora perché il karate è una parte di me”.  

Che cosa pensano della tua avventura i tuoi genitori Marco e Linda? 

“I mei genitori mi hanno sempre supportato e consigliato. Ovviamente quando ho iniziato il mio lavoro da modella, erano in pensiero, tuttora devo dire loro quando raggiungo la destinazione di ogni lavoro, però alla fine sono tranquilli, in quanto sanno che sono una brava ragazza. I miei genitori mi hanno sempre amata e trattata come una principessa ma mai viziata, anzi grazie a loro ho capito cosa significhi il duro lavoro”.

Com’è la tua giornata tipo?

“Ufficio, casting su richiesta, torno in ufficio dove non vado se quel giorno lavoro come modella. Praticamente sono diventata multitasking ed ora inizio a lavorare anche con i social. Non ho più una mia vita privata, però devo dire che mi sento una donna realizzata e il lavoro non mi fa paura. Come booker nell’agenzia che mi rappresenta, “26modelsmilano”, gestisco altre modelle e contatto clienti”. 

Hai incontrato amici nel mondo della moda?

Certo, sia tra i modelli italiani ma anche fra truccatori e parrucchieri. E’ come qualsiasi lavoro, solo che viaggi di più e hai l’opportunità di conoscere più persone”.

Che rapporti ha conservato con la tua terra d’origine?

Quando posso ci torno anche per staccare e rivedere i miei genitori e gli amici”.

E’ una strada che consiglieresti ai più giovani?

Fare la modella ad alti livelli è una vita stressante. Può capitare di viaggiare per moltissime ore e fare scatti per centinaia di capi di abbigliamento in una giornata. E’ capitato che mi sia recata a Londra in giornata. La consiglierei solo a persone forti di carattere e che non siano disposte a cambiare per piacere degli altri. Spesso mi sento dire “hai troppi centimetri di fianchi …”, ma la mia fortuna è che lavoro molto di viso”.

Come vesti nella vita di tutti i giorni?

“Mi vesto sempre basic con un tocco vintage, raramente indosso scarpe con il tacco”.

Hai un sogno nel cassetto?

Ho due sogni nel cassetto. Il primo in assoluto è riuscire a costruirmi una famiglia tutta mia ed avere almeno un figlio. Sembra una cosa semplice ma con il ritmo di vita che ho, ora come ora è impossibile. Se proprio devo avere un rimpianto, questo lo posso considerare come tale. Il secondo sogno è migliorare come booker ed ampliare la mia rete di contatti. Detto ciò, da vera capricorno, sono certa che riuscirò a realizzarli entrambi”.

Cosa farai da “grande”?

Continuerò a lavorare come booker”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 25 Giugno 2019

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