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GIUNTA LENDINARA (ROVIGO)

Sul caso della stretta di mano che ‘sporca': “Sollevato un polverone su una battuta inopportuna"

Luigi Viaro, sindaco della città: “Nessun rimpasto per ora”. "Si è voluto sollevare un polverone politico sulla frase inopportuna di un referente politico. L'assessore Sasso non c'entra" 

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LENDINARA (Rovigo) – Dopo il consiglio comunale del 13, Luigi Viaro ha riunito la maggioranza, assenti giustificati Lorenzo Valentini, Loris Tietto e Lorenza Masiero, incontrando la stampa per smentire le supposizioni circolate su di un precoce clamoroso rimpasto e sulla redistribuzione delle deleghe. 
“Sono illazioni alle quali non intendo rispondere, perché non vere, non in questo momento almeno.” Del resto, dice Viaro: “Capire quali siano le persone giuste al posto giusto è una prerogativa del sindaco ma questo si valuterà nel tempo. In ogni caso, si tratterà “di un normale assestamento operativo”. 
“Questa sera - puntualizza il sindaco - si è voluto concludere l’esame delle linee programmatiche e l’individuazione di alcune deleghe ma è noto che, statutariamente, quella dei consiglieri delegati è una scelta politica di un incarico temporaneo delle deleghe riservate al sindaco che potrebbe coinvolgere, qualora sussistessero le condizioni, anche i consiglieri di minoranza nella gestione di determinate tematiche in base ai criteri di competenza e sensibilità individuale”. 
“Ogni altra lettura è fuorviante ed evocare il manuale Cencelli inutile, è vero invece quello che ho sempre detto in campagna elettorale: voglio una squadra coesa, corresponsabile e disponibile h24”. Viaro si appella al principio che, nelle scelte operate, vuole la persona a fare la poltrona e non viceversa. Naturalmente, la maggioranza sarà attenta alle proposte provenienti dai cittadini e dalla minoranza. Sul caso della “stretta di mano in consiglio”, Viaro taglia corto: “Irene Sasso non c’entra e non è in discussione il suo comportamento, la verità è che si è voluto sollevare un polverone politico sulla battuta se vogliamo inopportuna di un referente politico”. 

Il presidente del consiglio comunale, Nico Pavarin, “un bravo ragazzo da sempre vicino al Partito Democratico eletto con l’impegno di militanti del Pd” come l’ha definito una nota di quel partito (LEGGI ARTICOLO), sicuramente tornerà su quell’episodio chiarendolo definitivamente.
La parola è quindi passata al capogruppo di maggioranza Federico Amal che ha confermato la condivisione nelle scelte operate, ripromettendosi un ruolo attivo e non di “yes man”, mentre Gino Zatta ha posto l’accento sulla svolta collegiale voluta dal sindaco e, quanto alle deleghe, ha espresso la convinzione che queste siano un’opportunità, soprattutto per i più giovani della squadra “… anche se Nico Pavarin, il più giovane presidente del consiglio che Lendinara abbia mai avuto, ha già dimostrato di sapersi muovere bene”.  
Anche Claudio Ghirardello si è unito alla corale affermazione d’impegno e buona volontà. Davide Bernardinello che si è dichiarato coinvolto più che mai nel progetto dicendosi convinto che le deleghe accordate dal sindaco serviranno all’efficienza e alla continuità amministrativa.  
Il vicesindaco Guglielmo Ferrarese ha elogiato la compagine dicendo: “Siamo una bella squadra, variegata ma, proprio per questo, ognuno potrà portare il proprio contributo.” Tutto il resto, a suo dire, sono dicerie di chi è frustrato per la debacle elettorale, ma ha aggiunto che “Proprio perché so cosa sia stare in minoranza, auspicherei un’opposizione sui contenuti e non sulle contrapposizioni personali”.  
Alla fine Viaro ha fatto la sintesi dell’incontro: “Il risultato elettorale è stato chiarissimo e non ammette repliche ma questo ci responsabilizza maggiormente. Credo che in questo momento, non ci sia bisogno di veleni ma di lavorare serenamente. Per questo ho voluto cinque assessori fulltime e, ripeto, una gestione collegiale in cui anche i delegati saranno molto impegnatiSe poi qualcuno non reggerà il ritmo o si chiamerà fuori lo valuteremo. Intanto auguro buon lavoro a tutti.” 
Le varie dichiarazioni, in definitiva, sembrerebbero blindare la solidità della maggioranza e taciterebbero le voci circolate in questi giorni, lasciando però aperta la possibilità che in futuro possa accadere. Agli avvenimenti che seguiranno l’ardua sentenza. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 27 Giugno 2019

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