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CDA VENETO SVILUPPO

Isi Coppola ha chiuso con la politica, ma rimane a disposizione per la Regione Veneto

L’ex assessore regionale, dopo la nomina nel cda di Veneto sviluppo risponde alle critiche circa le motivazioni della sua decadenza da consigliere regionale che le sono state mosse dai Cinquestelle e ribadisce che si tratta di un compito puramente tecnico

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ROVIGO - “E’ una nomina che non mi aspettavo. E' stata una grande soddisfazione!”. Maria Luisa Coppola, o più semplicemente Isi Coppola, non nasconde l’entusiasmo e, al tempo stesso, la gioia per la nomina all’interno di Veneto sviluppo spa, la finanziaria della Regione Veneto da parte della Regione. “E’ il riconoscimento di un settore che ho sempre curato - spiega l’ex assessore regionale - Veneto sviluppo la conoscevo bene. Negli ultimi anni è cresciuta, migliorata e si è evoluta e quindi mi adeguerò e cercherò di dare il mio contributo nel migliore dei modi e nei limiti delle mie capacità”.

Isi Coppola ci tiene però a mettere fin da subito in chiaro una cosa per mettere a tacere le malelingue: “E’ un ruolo non politico. Al di là delle filosofie politiche lì si lavora per le aziende, per le imprese del Veneto. E’ un ruolo abbastanza tecnico e molto pratico”.

E sempre parlando di malelingue, smentisce anche chi insinua di un suo cambio di casacca, visto che la nomina è partita dalla Lega (proposta da Nicola Ignazio Finco e votata dal Carroccio): “Non ho cambiato nessuna casacca. Non ne ho. Devo senza dubbio ringraziare il presidente Luca Zaia per la rinnovata stima ma in primis anche Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan che appartengono oggi a Fratelli d’Italia e anche quel partito che mi ha votato e ha permesso questo. Ma si tratta di competenza”. Isi Coppola non nasconde comunque l’affetto nei confronti di Giorgetti, della Donazzan e di Giorgia Meloni stessa, “siamo stati tutti militanti nello stesso partito per anni. Non sono iscritta al partito ma ciò non significa che loro non possano essere stati così lungimiranti da capire chi può occupare determinati ruoli e chi no. A volte non basta avere una tessera di partito in tasca”.

E il Polesine? Potrà sperare in qualche sorta di “attenzione speciale”? Coppola ammette che è un po’ prematuro per parlare di questo argomento “sicuramente tutti ricorderanno bene l’ultimo provvedimento fatto a suo tempo proprio grazie ai fondi di rotazione di Veneto sviluppo con un fondo dedicato al Polesine, all’epoca su mia proposta. Un occhio di riguardo al territorio c’è sempre. Ma non sono più l’assessore di riferimento del territorio, oggi sono in un cda e Veneto sviluppo si chiama Veneto sviluppo, non Polesine sviluppo. E le imprese sono uguali in tutto il Veneto”.

Un ultimo pensiero l’ex assessore lo riserva al Movimento cinque stelle da cui erano arrivati nei giorni scorsi gli attacchi più pesanti in merito alla sua decadenza: “Non sono nemmeno degni di risposta. E’ gente che non sa niente e parla. Se vogliono andare ancora ad infangare rivangando quella storia facciano pure. E’ l’unica cosa che sanno fare. Queste cose non mi toccano. So di aver subito un’ingiustizia frutto di una perizia giurata falsa e quindi pago per un’ingiustizia. Che qualcuno ne gioisca o meno sono affari suoi. Ribadisco l’abbandono della politica. Nessuna dietrologia rispetto a questa nomina se non quella di potersi mettere a disposizione, su richiesta, del Veneto. E credo che i voti in consiglio regionale la dicano lunga su quello che può essere stato il mio ruolo in Regione e la stima che le persone hanno dimostrato nei miei confronti”.

Veneto Sviluppo è una società per azioni di diritto privato a partecipazione prevalente pubblica con 10 soci di cui il 51% nelle mani della Regione Veneto che ha espresso in Consiglio regionale Veneto i propri 3 componenti del cda che nel triennio precedente era composto di 5 consiglieri con Fabrizio Spagna presidente. Il Consiglio Veneto con 27 voti favorevoli ha nominato Maria Luisa Coopola, con lei Fabrizio Spagna per 26 voti a favore ed Ada Imperadore con 10 voti, consiglieri di amministrazione per il triennio degli esercizi 2019-20-21 quindi fino a giugno 2022.
Articolo di Giovedì 27 Giugno 2019

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