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ROVIGO FINANZA

Una montagna di debiti: la trappola dei tassi bassi

Paolo Rimbano, consulente finanziario mette in guardia dagli strumenti d'investimento che una volta erano considerati tra i più prudenti come le obbligazioni

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ROVIGO - Oggi vorrei proporvi alcune riflessioni sugli strumenti d’investimento che sono generalmente considerati tra i più prudenti, ossia quelli obbligazionari. Quando acquisto un’azione sto diventando socio dell’azienda in questione e la variazione del capitale investito dipenderà dal successo o meno dell’azienda. Quando acquisto un’obbligazione, sto invece comprando il debito di uno Stato (titoli pubblici) o di un’azienda (obbligazioni private), con la promessa di vedermi restituito il capitale alla scadenza convenuta.

Ma che livello di prudenza presenta oggi il mondo obbligazionario?

Se con un’obbligazione acquistiamo del debito, cerchiamo di capire qual è il livello del debito globale. Secondo l’Institute of International Finance, a fine 2018 il debito mondiale era pari a 247 trilioni di dollari, ossia 247 miliardi di miliardi di dollari (247.000.000.000.000.000.000 di dollari). Un numero con 18 zeri. Questo debito è pari al 318% del Pil globale, in costante aumento sia in termini assoluti che in percentuale del Pil. Per capirne la crescita basti pensare che nel 2000 questo valore era a 84 trilioni, diventati 177 nel 2008, anno del collasso della banca americana Lehman Brothers, sino ai 247 attuali.

Una montagna di debiti, cresciuta molto più velocemente dell’economia mondiale. Anzi, questa crescita del debito è proprio uno dei motivi per cui l’economia cresce. Se voglio cambiare auto ma non ho la liquidità, mi indebito e la pago a rate. Se voglio acquistare casa faccio spesso un mutuo. In entrambi i casi l’economia cresce e gira grazie al debito. Quando uno stato vuole rilanciare la crescita, uno degli strumenti ai quali può ricorrere è l’aumento del debito. Ne stiamo sentendo parlare in queste settimane nel dibattito Italia-Ue sul deficit di bilancio.

Dopo la crisi del 2008 le banche centrali mondiali hanno adottato una politica di bassi tassi di interesse, diventati addirittura negativi e questa politica ha messo il turbo al debito. Molte aziende private hanno trovato molto più conveniente indebitarsi. Di più. Molte aziende che erano in difficoltà grazie al taglio dei tassi sono riuscite a rimanere a galla. Altre aziende si sono indebitate per ricomprarsi le proprie azioni sui mercati finanziari (cosiddetti buy-backs) e questo ha aiutato le borse a crescere, assieme alla mancanza di alternative data dai tassi zero nelle obbligazioni.

Arrivati al punto attuale, qualcuno inizia però a farsi delle domande in due direzioni strettamente connesse: sostenibilità del debito e vulnerabilità dell’intero sistema.

Il debito aiuta l’economia ma deve essere sostenibile, ossia ad un livello tale per cui possa essere ripagato. Se una famiglia continua ad indebitarsi a fronte di un reddito che rimane stabile, o cresce poco, potrebbe nel tempo fare fatica a rimborsare il debito contratto. Quanto alla vulnerabilità, una famiglia poco indebitata è in grado di sopportare anche un calo del reddito, mentre una famiglia che ha già molti debiti, in caso di calo del reddito (perdita di lavoro), potrebbe andare in default.

Considerata la montagna di debito globale, diversi economisti segnalano che oggi il sistema è molto vulnerabile: finché l’economia cresce i debiti vengono pagati, ma se l’economia dovesse entrare in crisi (recessione) cosa potrebbe succedere? Considerato l’attuale livello del debito, ci sarebbe spazio per fare nuovi debiti per sostenere l’economia? E le aziende più indebitate riuscirebbero a rimanere a galla o fallirebbero?

E, punto fondamentale, se i tassi dovessero crescere, i debitori sarebbero ancora in grado di fronteggiare i propri impegni o il livello di debito diverrebbe insostenibile? Qualcuno dice che le banche centrali sono in trappola: con i tassi bassi hanno contribuito a creare una montagna di debiti che, per restare in equilibrio, hanno bisogno che i tassi rimangano bassi. Sarebbe una situazione difficilissima da gestire, dove di colpo tanti nodi verrebbero al pettine.

Cosa significa questo per il risparmiatore? Che gli strumenti obbligazionari, ritenuti da sempre prudenti, dove viene allocata gran parte del risparmio, potrebbero dimostrarsi in futuro molto meno prudenti di quanto si pensi, con potenziali ampie oscillazioni di prezzi a fronte di rendimenti attesi molto bassi. Visto che ormai una parte consistente del mondo obbligazionario ha tassi zero o molto bassi, qualcuno potrebbe essere portato a ricercare rendimento o allungando le scadenze (il trentennale italiano rende oltre il 3%) o prestando a soggetti con un basso merito creditizio che, proprio per questo, pagano i tassi più alti del mercato. In entrambi i casi si sta aumentando il proprio rischio, all’interno di un sistema che come abbiamo visto è vulnerabile.

La realtà è che stiamo vivendo tempi mai vissuti prima, con incognite che invitano alla prudenza, anche nella parte obbligazionaria.

 

Paolo Rimbano

La rubrica "RovigoFinanza" pubblicata dal quotidiano RovigoOggi.it, curata dal dott. Paolo Rimbano è una rubrica di educazione finanziaria e NON è una rubrica di consulenza finanziaria. I contenuti pubblicati dal giornale potranno fare riferimento ad analisi e dati che provengono da fonti ritenute serie, attendibili e affidabili. Non si garantisce tuttavia in alcun modo che il contenuto del sito e dei report di analisi sia esatto, completo o affidabile. In particolare, le informazioni e le opinioni vengono fornite senza alcuna garanzia. Quanto contenuto nella rubrica NON rappresenta un consiglio di investimento e NON si garantisce pertanto che se ne possa fare affidamento per effettuare un investimento. L’eventuale utilizzo dei dati e delle informazioni come supporto di scelte di operazioni di investimento personale o altre decisioni è pertanto a completo rischio del lettore utente, che si assume in proprio le responsabilità derivanti da perdite o da ogni altro danno diretto o indiretto.

Articolo di Domenica 30 Giugno 2019

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