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CSA ADRIA

Troppe bugie sulla casa di riposo, la presidente non sarà dal Prefetto con i sindacati

Presidenza e direzione della struttura assistenziale in riviera Sant'Andrea ad Adria non parteciperanno al quinto incontro dal prefetto di Rovigo prima dello sciopero concordato per sabato 6 luglio. "Tutto inutile, una perdita di tempo" fanno sapere

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ADRIA (Rovigo) - I sindacati dei lavoratori del Csa di Adria, la locale casa di riposo, si rivogeranno nuovamente al Prefetto di Rovigo per cercare di "sbloccare" la situazione di vertenza che hanno con la direzione della struttura, Mauro Badiale e la rappresentanza dell'istituto, Sandra Passadore (LEGGI ARTICOLO). Al tentativo di conciliazione a Palazzo del Governo il Csa non presenzierà, e verrà quindi proclamato lo sciopero.

Lo annuncia il Csa stesso per voce della presidente Sandra Passadore: "Francamente non riteniamo opportuno fare da cassa di risonanza alle aspettative dei sindacati e per tale motivo non ci presenteremo dal Prefetto, già informato peraltro della nostra volontà nel pieno rispetto della sua autorità e del suo ruolo.
Spiace rilevare che la sede della Prefettura di Rovigo sia diventata ormai per alcuni l’unico modo per mettersi in mostra e che lo strumento dello sciopero sia stato così inflazionato presso il Csa di Adria da renderlo velleitario e ormai retaggio di passati costumi".

La presidente Passadore ricorda che "gli stipendi sono pagati puntualmente e che i dati oggettivi dimostrano come sia appetibile il centro sevizi anziani quale luogo di lavoro. Al concorso di un paio di settimane addietro si sono presentate 210 persone che ambiscono all’inquadramento di Ooss a tempo indeterminato. Dovranno superare tre prove e questo perché al Csa si punta sulla qualità. Qualche tempo addietro invece si bussavano tre porte… per fortuna retaggio del passato" commenta Passadore.

Oltre alle posizioni di ooss sul sito del Csa è pubblicato anche il concorso per l’assunzione di due infermieri a tempo indeterminato, "siamo convinti che le iscrizioni saranno in numero notevole, per le stesse ragioni per cui oltre 200 persone vogliono lavorare da noi come ooss" ha sottolineato Sandra Passadore.

In merito al contratto invocato dai sindacati la direzione del Csa fa sapere che il 21 maggio 2018 è stato sottoscritto il nuovo Ccnl “Funzioni locali” il quale dettava dei precisi tempi per provvedere al rinnovo del contratto decentrato. Il nuovo Ccnl ha previsto aumenti delle retribuzioni dei dipendenti e non tagli .
"Il contratto decentrato sottoscritto nell’anno 2013 per i dipendenti del Csa di Adria vedeva quindi scadere i suoi effetti, per sua stessa disposizione, in via definitiva nell’agosto dell’anno 2018. Il Csa ha quindi provveduto in ossequio alle disposizioni del nuovo Ccnl a nominare la delegazione trattante di parte pubblica, determinare il fondo delle risorse decentrate (parte stabile) e inviare alle organizzazioni sindacali la propria piattaforma contrattuale per avviare la trattativa finalizzata alla sottoscrizione di un nuovo contratto decentrato.
Dopo aver sollecitato l’invio della piattaforma contrattuale da parte delle organizzazioni sindacali, il segretario Direttore ha informato le organizzazioni sindacali che in ogni caso i termini per la trattativa sarebbero decorsi dalla fine del mese di aprile, sempre nel rispetto delle disposizioni del Ccnl in vigore. Decorsi i giorni per effettuare la trattativa il segretario Direttore ha informato le organizzazioni sindacali che avrebbe applicato unilateralmente – come prevede il Ccnl – alcune clausole della piattaforma contrattuale già trasmessa al fine di consentire la normale funzionalità delle attività dell’ente".

"A fine del mese di maggio le organizzazioni sindacali hanno quindi chiesto di incontrare la delegazione trattante di parte pubblica - ricordano dal Csa di Adria - La riunione si è svolta il 5 giugno, senza tuttavia avere un esito positivo, stante l’impossibilità di accogliere richieste della parte sindacale contrarie alle disposizioni del contratto collettivo nazionale del lavoro “Funzioni locali”".

"Ci troviamo difronte all’ennesimo sciopero, il quinto (LEGGI ARTICOLO) - sottolinea la presidende della casa di riposo Sandra Passadore - I precedenti quattro nulla hanno prodotto, stante che l’amministrazione del Csa abbia sempre agito in maniera legittima, nel rispetto delle disposizioni di legge e di contratto.
Per la quinta volta ci saremmo dovuti trovare difronte al Prefetto di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) ad ascoltare generiche istanze, prive di qualsiasi supporto giuridico, con l’unico scopo di creare malumore tra i dipendenti (e mantenere qualche tessera), e per questi motivi non ci presenteremo".
Articolo di Lunedì 1 Luglio 2019

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