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TRIBUNALE ROVIGO

Alberto Bergo assolto perché il fatto non sussiste

Accusato dall’allora sindaco di Adria, Massimo Barbujani per aver attestato il falso in atto pubblico, il coordinatore della lista Ora Cambia, difeso da Stefania Tescaroli è stato dichiarato innocente

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ADRIA (Rovigo) - Alberto Bergo, coordinatore della lista Ora Cambia, assistito e difeso dall’avvocato di fiducia, Stefania Tescaroli, nella mattinata di martedì 2 luglio è stato assolto con formula piena in quanto il fatto non sussiste, dal giudice del tribunale di Rovigo, Laura Contini, dal reato ex articolo 483 codice penale. 

Bergo era stato accusato, dall'allora sindaco di Adria, Massimo Barbujani e dalla sua amministrazione, di aver attestato falsamente in atto pubblico, indirizzato al Comune di Adria, relativo alla petizione per l'asfaltatura e nuove tubature dell'acquedotto di via Veneto a Bottrighe e la tombinatura di scolo Spolverin (con raccolta di firme dei cittadini del Comune di Adria) presentata in data 1 ottobre 2013 e sotto la propria responsabilità “che le firme raccolte, dall’ 1 settembre 2013 al 1 ottobre 2013 sono autentiche e apposte alla mia presenza” fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità (LEGGI ARTICOLO). 

Il giudice, come si legge nel comunicato del legale Stefania Tescaroli, ha disposto l'assoluzione di Alberto Bergo, accogliendo la tesi difensiva, dopo la discussione avvenuta in aula durante la quale il pm nella requisitoria aveva chiesto la condanna e il suo legale, l’avvocato Tescaroli, nell'arringa aveva chiesto l'assoluzione, perché il fatto non sussiste ex articolo 530 1 codice di procedura penale con lettura del dispositivo in udienza, a dimostrazione dell'infondatezza delle accuse mosse nei suoi confronti. 

Tale assoluzione è stata accolta con molta soddisfazione da parte di Bergo che ha ricordato come dopo 6 lunghi anni, anni di processo e di sofferenza morale, condotto con molta professionalità dal suo avvocato di fiducia Stefania Tescaroli, si è finalmente arrivati a fare chiarezza su una vicenda che lo aveva coinvolto in modo ingiustificabile. 

Lo stesso Bergo ha specificato di essere rimasto molto amareggiato del fatto che la maggioranza dell'epoca guidata dal sindaco Massimo Barbujani avesse strumentalizzato dei fatti privi di rilevanza giuridica, per meri fini politici, tentando di eliminare un avversario “scomodo”, che cercava solo di risolvere le problematiche della comunità di Bottrighe. Bergo ricorda infatti che pur avendo sostenuto e fatto eleggere Barbujani si è poi trovato in disaccordo con il sindaco, il quale aveva disatteso gli impegni assunti nei confronti di Bottrighe e della lista “Ora Cambia”. Bergo conclude: “La verità dei fatti è emersa, seppur con i tempi biblici della giustizia italiana, sconfessando l’amministrazione Barbujani”. 

Articolo di Martedì 2 Luglio 2019

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