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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

La Provincia rema contro, per il prefetto De Luca non c'è nulla da temere e la proroga da 15 anni si può fare

Maddalena De Luca a breve trasmetterà alla Provincia il parere dell’avvocatura dello Stato; palazzo Celio potrà quindi deliberare la proroga a beneficio del Consorzio cooperative pescatori del Polesine senza bisogno di gara

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ROVIGO - Da Palazzo Celio bocche cucine, qualche mormorio che fa sapere di un incontro tra l'avvocato del Consorzio cooperative pescatori del Polesine ed il massimo dirigente Maria Votta Gravina in mattinata che non avrebbe rasserenato affatto gli animi.
Motivi per stare sereni i pescatori non ne hanno, al momento, dopo che gli è stata revocata l'autorizzazione allo sfruttamento esclusivo delle aree di pesca che sarebbe scaduto a settembre 2020 con il voto favorevole di tutti i consiglieri provinciali, sindaco di Porto Tolle compreso (LEGGI ARTICOLO), e che è stato portato "solo" fino a dicembre 2019.
Unica voce fuori dal coro è stata quella di Valeria Mantovan, assessore di Porto Viro che si rifiutò in maniera decisa al voto contro gli interessi dei "suoi" pescatori. Lo spettro da scongiurare, per i pescatori, sarebbe quello di andare a bando europeo per i diritti di pesca. Una catastrofe annunciata secondo il Consorzio.

Sul motivo del perchè vi siano delle contrarietà da parte della Provincia di sottoporre al voto dei consiglieri l'affidamento da 15 anni proposto dal prefetto di Rovigo Maddalena De Luca (LEGGI ARTICOLO) al momento non c'è ufficialità, sembra derivi dal fatto che la risposta dell'Avvocatura di Stato sarebbe, secondo il segretario generale di Palazzo Celio, blanda o non pertinente.


Il prefetto Maddalena De Luca, sulla questione dei diritti esclusivi di pesca, mette le mani avanti e si prepara a passare la palla alla Provincia. Lo scorso 28 giugno l’onorevole Antonietta Giacometti della Lega aveva anticipato il parere positivo dell’avvocatura dello Stato alla richiesta del prefetto di Rovigo (LEGGI ARTICOLO ).

Anche se il documento deve ancora essere analizzato nei minimi dettagli, prima di essere trasmesso in via ufficiale alla Provincia, il prefetto ha voluto già fare qualche importante precisazione: “Si tratta di un parere di carattere generale, come era stato auspicato. Si pronuncia in particolare sulla possibilità di far rientrare l’attività dell’acquacoltura nell'attività produttiva in quanto tale perché è compresa nella previsione dell'articolo 1 della legge finanziaria comma 682 e quindi la possibilità di prorogare la concessione per 15 anni”. 

Al momento, infatti, i pescatori possono sfruttare le zone di pesca fino a fine anno dato che la proroga triennale era stata dapprima concessa e poi subito tolta dal consiglio provinciale (LEGGI ARTICOLO) con l'unico voto contrario del consigliere Valeria Mantovan che si è sempre fermamente opposta alla cancellazione della delibera. 

Adesso il problema sembra essere stato risolto e, anzi, lo stesso Consorzio cooperative pescatori del Polesine che offre lavoro a 1.500 persone, si ritroverebbe con una gestione quindicinale che permetterebbe loro di poter avviare una gestione serena con investimenti a lungo termine. 

Il prefetto, in merito ai dubbi o le perplessità sollevati dagli uffici della Provincia ha precisato: “La legge deve avere una veste di carattere generale che deve riguardare più fattispecie. Il parere chiaramente interpreta quello che è il disposto normativo che si riferisce a questo tipo di attività”. 

Articolo di Mercoledì 3 Luglio 2019

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