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CSA ADRIA

Tanto rumore per nulla, lo sciopero è un flop

I lavoratori in protesta contro la direzione della Casa di riposo di Adria si contano sulle dita di una mano, Omar Barbierato, assente, ribadisce di essere contrario al commissariamento del Cda della presidente Sandra Passadore

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ADRIA (Rovigo) - Doveva essere un successo il quinto sciopero in due anni e mezzo al Csa di Adria? Non è stato così.
Nella mattinata di sabato 6 luglio sono stati cinque o sei i dipendenti, che hanno partecipato allo sciopero indetto dai sindacati di Cigl, Cisl e Uil.

C’è da sottolineare il fatto che la struttura sociosanitaria ha l’obbligo di un numero minimo di operatori per garantire il servizio, ma gli stessi hanno comunque il diritto primario di sciopero se comunicato in tempo debito al datore di lavoro, che in questo caso è il direttore Mauro Badiale. Così non è stato fatto, nonostante la tempestività dei sindacati. Quindi, di fatto, lo sciopero non ha avuto alcun effetto sulla normale operatività della struttura non vedendo partecipazione alcuna da parte dei veri interessati. La protesta era rivolta ai lamentati numerosi tagli fatti al personale sociosanitario e agli stipendi dello stesso (LEGGI ARTICOLO). I sindacati parlano di 25 unità mancanti e 100 – 150 euro di decurtazione dello stipendio. Di fatto, gli standard regionali sono rispettati dalla residenza per anziani e le decurtazioni derivano dal mancato pagamento di una quota variabile del salario accessorio intesa come indennità di turno, che sostanzialmente non spetta di diritto a tali lavoratori secondo la direzione del Csa di Adria.

Tale, ennesima, protesta non ha sorbito il risultato sperato. Presenti comunque il consigliere del Csa Simone Mori, il vicesindaco Wilma Moda e l’assessore Sandra Moda. Assente il sindaco Omar Barbierato.

Simone Mori ha commentato: “Lo sciopero ha avuto la partecipazione delle maestranze che non erano state precettate. Pochissime persone hanno potuto aderire perché il direttore ha precettato quasi tutti. Ai gazebo, soprattutto quello del mercato, c’era il vicesindaco Wilma Moda, l’assessore ai Servizi sociali, Sandra Moda mentre per la minoranza non si è visto nessuno. Il sindaco aveva avvertito che sarebbe stato in ferie. Poca la partecipazione da parte dei familiari e comunque della città. Sicuramente si sperava in numeri ben diversi. Non voglio dire che sia stato un flop perché mi dispiacerebbe, ma la partecipazione non è certamente stata quella che si voleva che fosse. Certo, tutto influisce, caldo compreso, ma quello che ha fatto la differenza è questo modo di precettare tutti non dando spazio ai lavoratori. Lo sciopero e la protesta sono sacrosanti”.

Il sindaco Barbierato ha fatto sapere: "é dal 2016 che sosteniamo di non voler il commissariamento del Centro servizi anziani”
“Il territorio e la politica si devono preparare e devono avere gli strumenti per affrontare la riforma delle Ipab che aspettiamo da anni e confrontare sugli strumenti perchè il servizio possa rimanere pubblico e di qualità”.

"In questi mesi e nei prossimi continueremo – conclude Barbierato - ad effettuare il nostro ruolo di controllo e di proposta verso l’attuale Cda, dalla parte di lavoratori, ospiti e familiari come abbiamo sempre fatto in questi anni, per il bene comune del nostro Csa”.
Articolo di Sabato 6 Luglio 2019

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