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EVENTI BADIA POLESINE

Il Festival dei Popoli alla ricerca della vera democrazia

E’ entrata nel vivo la manifestazione a Salvaterra di Badia Polesine che chiuderà i battenti il 14 luglio con tematiche legate anche all’immigrazione e alla politica

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BADIA POLESINE (Rovigo) – “La democrazia come?” è il tema assegnato dal Centro Documentazione Polesano alla 36° edizione del Festival dei Popoli che fino al 14 luglio anima la frazione di Salvaterra con dibattiti, spettacoli, mostre e “Paciclica”, la biciclettata della pace promossa con la Fiab come momento di aggregazione e riflessione condivisa. 

Il presidente Remo Agnoletto aggiunge: “C’interroghiamo sul perché tutti parlano di democrazia ma pochi la praticano veramente”. Quindi, Agnoletto fa la cronistoria del Festival che ha debuttato nel 1984 allo stadio Verzaro con i mitici Inti Illimani, peregrinando in varie sedi: dal chiostro dell’abbazia Vangadizza, al parcheggio Arena, alla vecchia sede di via San Rocco, fino a trasferirsi da qualche anno a villa Valente Crocco, ora casa della Cultura della legalità, sempre in un crescendo di partecipazione e d’interesse. Oggi il festival travalica la dimensione locale coinvolgendo personaggi di livello nazionale, per finire su Rai 3 che sabato trasmetterà uno special su questa edizione. 

Il Centro di documentazione polesano, come ha poi ricordato Agnoletto, è nato nel 1976 attorno alla figura di don Castello che nei primi anni Settanta aveva proposto a Stelio Spiazzi il progetto “Esperienze e dialogo” per giovani con provenienze culturali diverse. Dopo l’incontro con Gianni Tognoni avvenne la nascita del Festival dei Popoli. Nell’ambito del Festival, quest’anno è possibile apprezzare la mostra fotografica sul tema della democrazia curata da Vittorino Zambello e Beppe D’Alba

L’esordio di questa edizione è stato sabato 6 luglio, con Marco Silvestrini e Romina Zangirolami che hanno sorpreso il pubblico con lo spettacolo “Sostanzialmente un effetto collaterale” tratto dal ciclo “Teatro in Bustine”. 

Si tratta di una performance teatrale che offre una riflessione inquietante allo spettatore con dialoghi del tipo:“Stai tranquillo: sono qui, per te. Io non sono affatto il male: semplicemente tutto ciò che non è bene, sono ciò che non conviene. …. Io sono la tua giustificazione. Vieni con me. Ti mostrerò cos’è per te la donna, cos’è per te un lager libico, cos’è la pedofilia e cos’è la tua benedizione. Ti farò capire come sei arrivato a tutto questo. Io gioco all’evoluzione, creo e disfo a mio piacimento nel caos generale. Quando sarai dinnanzi all’Altissimo tu farai il mio nome, e darai a me la colpa di tutto... Tranquillo, sono qui per te”.

Domenica 7 luglio invece con il concerto “Vox Populi- Democrazia e musica popolare” il gruppo Bonifica Emiliana Veneta (col rodigino Marco Dainese) ha presentato i ritmi della tradizione padana con musiche e cantate intercalate da leggende e storie sussurrate. Una storia musicale di furlane, pavane, gighe, saltarelli delle quattro province di Piacenza, Genova, Alessandria e Pavia, alternate da una canzone ferrarese, convertita in dialetto di Reggio Emilia e un canto popolare veronese molto struggente ed altre composizioni da loro arrangiate musicalmente. 

Lunedì 8 luglio è stata la volta dell’ex parlamentare europea Elly Schlein, già responsabile per il gruppo socialista per la riforma del tanto discusso “Regolamento di Dublino” sulla ripartizione degli immigrati, che ha parlato di: “Europa, cosa c’insegnano le donne”. 

Martedì 9 luglio, invece, Raffaele Mantegazza dell’università di Milano Bicocca ha parlato di una possibile pedagogia della resistenza nei confronti di ogni arroganza del potere e sulla necessità di recuperare i giovani alla politica

Mercoledì 10 luglio Michele Di Bari, sociologo dell’università di Padova ha parlato della “Crisi della rappresentanza in ragione di un falso mito: il ricorso al popolo”, sviscerando tutte le contraddizioni e “i rischi della democrazia diretta” per la democrazia costituzionale (è parso chiaro il riferimento alla “Piattaforma Rousseau”), soprattutto in riferimento alla tutela delle minoranze. “Non è detto che la maggioranza abbia sempre e comunque ragione - ha rilevato il professore - e non è scontato che il popolo sia preparato su qualsiasi argomento, spesso invece esprime attraverso i quesiti referendari pulsioni emotive”. 

E’ vero che la democrazia è un sistema complicato, che il sistema proporzionale è poco efficiente, che i partiti tradizionali hanno deluso e che il sistema maggioritario, col falso mito della governabilità, ha limitato la rappresentanza delle minoranze favorendo la disaffezione degli elettori ma la risposta non può essere il ricorso permanente all’istituto referendario né la democrazia “online”.  Di Bari ha messo in guardia sui pericoli delle derive populiste e sulla necessità di recuperare il dialogo “… anche compromissorio, se necessario, ma che dia voce alle diverse opinioni e agli opposti interessi”. Peccato che all’interessantissimo incontro mancassero proprio i giovani.

La rassegna proseguirà giovedì con la proiezione del documentario di Ivan Grozny giornalista freelance: “Entre la espada y la pared” (Tra la spada e il muro) che parla del muro fra gli Usa e il Messico e delle storie di chi fugge dalla miseria e dalle guerre non dichiarate. Venerdì 12 luglio Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale dell'Associazione Avviso Pubblico, parlerà delle sfide della democrazia nel XXI secolo mentre, sabato 13 luglio sarà la volta dello spettacolo teatrale “La Burrasca - Dialogo con un patriota salta fossi” proposto dal Centro di produzione artistica Via Rosse di Sant’Urbano. 

Il festival chiuderà domenica 14 luglio con i “Corpi” spettacolo di danza contemporanea del coreografo belga Thierry Parmentier e Gianni Tognoni (segretario generale del Tribunale permanente dei popoli) in un connubio tra arte e riflessione. 

Il Deus ex machina dell’organizzazione Remo Agnoletto ha sintetizzato, con le parole di Stephane Hessel, l’essenza di questa edizione 2019: “I mass media propongono ai nostri giovani, come unico orizzonte il consumismo, il disprezzo dei più deboli, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza”, concludendo che “Bisogna invece recuperare il senso dei valori condivisi o no ma recuperarli”.

Non poteva mancare infine il ringraziamento di Remo ai collaboratori di sempre: Donatella Traniello (ex presidente del Centro), Silvano Usini tesoriere e cineoperatore, Graziano Berto, Claudio Vallarini, Paola Turri, Elisa Marigo e Fausto Andretto per anni a loro fianco. “Un gruppo affiatato, ispirato all’insegnamento di don Pierantonio Castello, che lavora tutto l’anno per la casa della Legalità.”

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 11 Luglio 2019

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