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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Il Consorzio pescatori pretende nero su bianco i 15 anni di pesca dalla Provincia

Passaggio formale nella giornata di mercoledì 10 luglio con l’arrivo di una pec a palazzo Celio in cui i pescatori chiedono lo sblocco della situazione oppure le motivazioni del diniego

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PORTO TOLLE (Rovigo) - Passaggio formale da parte del Consorzio cooperative pescatori del Polesine nei confronti della Provincia di Rovigo. I primi, tramite il loro avvocato, Giampietro Berti e forti del parere dell’avvocatura di Stato (LEGGI ARTICOLO), si rivolgo a palazzo Celio chiedendo che venga applicata l’estensione a 15 anni dei diritti in nome dell’equiparazione dell’acquacoltura all’attività produttiva in quanto tale perché è compresa nella previsione dell'articolo 1 della legge finanziaria comma 682. In sostanza, come spiega l’avvocato, si tratta di assimilare i diritti esclusivi di pesca alle concessioni demaniali ma in materia di acquacoltura e pesca. 

La pec, inviata dal Consorzio, è stata ricevuta dalla Provincia di Rovigo nel pomeriggio di mercoledì 10 luglio, proprio quando il presidente Ivan Dall'Ara stava rimandando a data da destinarsi qualsiasi discussione (LEGGI ARTICOLO); gli uffici hanno 30 giorni di tempo per accogliere o negare la richiesta e, in quest’ultimo caso, fornendo adeguata motivazione. In questo caso, l’avvocato Berti, non nasconde che scatterebbe immediatamente il ricorso al Tar del Veneto

Lo stesso legale ammette che la situazione è entrata in una fase di stallo: “Siamo in attesa. C’è grande preoccupazione a Scardovari e a Porto Tolle ma nel Basso Polesine in generale e anche trepidazione per i pescatori, le loro famiglie e l’indotto economico bassopolesano. Dall’entusiasmo iniziale dovuto all’intervento del prefetto che ha fatto un lavoro straordinario è subentrata la preoccupazione perché la Provincia ha manifestato perplessità e anche necessitò di esaminare, valutare e decidere il da farsi con i tempi che si stanno allungando”.

L’avvocato Berti non sa quanto tempo ci vorrà per ottenere la risposta (stante i 30 giorni che però, potrebbero anche diventare di più nel caso la Provincia decidesse di rispondere con ‘ci serve più tempo per fare ulteriori approfondimenti’) “nel frattempo però il mondo della pesca bassopolesano non starà zitto. Il Consorzio si farà sentire con richieste di incontro e solleciti” e non si escludono manifestazioni sotto palazzo Celio. “Visto che l’estate è calda questo argomento arroventerà ancora di più il clima” dice l’avvocato. 

Articolo di Giovedì 11 Luglio 2019

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