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LA STORIA

Il Comune gli nega la residenza e lo denuncia per simulazione di reato

Peggiora la situazione di un cittadino italiano, un tempo residente a Villadose, oggi uscito da un periodo di carcerazione e impossibilitato a seguire il percorso di cura in comunità

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VILLADOSE (Rovigo) - Tenta di rimettere insieme i pezzi della sua vita, provando ad uscire dal tunnel delle dipendenze, ma il Comune di Villadose si metterebbe di traverso in quanto non concedendogli la residenza gli nega la possibilità di trasferla all'interno di una comunità di accoglienza per persone che lottano come lui per provare ad uscirne. A segnalare il caso è l’avvocato Roberto Rossin del foro di Rovigo che sta seguendo una vicenda che vede al centro un uomo dai trascorsi turbolenti, finito prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, ma che è indirizzato sulla strada del cambiamento. Ma, come spiega il legale,  il Comune di Villadose non ne vuole sapere di dargli la residenza ed è in atto uno “scaricabarile” con Rovigo (LEGGI ARTICOLO). “C’è tanta volontà di condannare una persona per delle sue pregresse condotte non edificanti - spiega Rossin - ciò che è grave è che si vuole impedire a questa persona di provare a tentare di recuperare una condizione psicofisica ottimale”. 


L’assistito del legale deve essere inserito in una comunità terapeutica ma, paradossalmente, ciò non può avvenire fino a che il Comune non rilascia un certificato di residenza. Cosa che non parrebbe intenzionato a fare.
“Ho fatto istanza al Comune che però mi ha risposto che la sorella del mio assistito, che risiede nel comune in una casa con una porzione di immobile di proprietà del fratello non vuol saperne di lui e quindi non c’è nessun legame con il Comune in questione. E ci hanno suggerito di rivolgerci al Comune di Rovigo”. Quest’ultimo, però, spiega che l’ente competente dovrebbe essere Villadose e per questo l’avvocato insiste sul fatto che il vincolo di sangue è, di fatto, oggettivo.  

Non solo: l’avvocato Roberto Rossin fa sapere che oltre a negare la residenza il Comune avrebbe denunciato il suo assistito per simulazione di reato (dicendo che è falso che non si voglia concedere la residenza) “inoltre i carabinieri di Ceregnano in virtù di questa denuncia dicono che il mio cliente è persona dedita a commettere illeciti perché ha denunciato il Comune. Per effetto di ciò i militari dell’Arma hanno proposto una misura di detenzione intimandogli di stare, guarda a caso, per 3 anni lontano dal comune di Villadose. E’ assurdo”. 

Attualmente l’uomo sarà ospitato fino a martedì dalla Caritas di Zelo di Giacciano con Baruchella. “Viene impedito ogni riscatto sociale - dice Rossin - la residenza gli serve solo per entrare nella comunità o per avere un medico di base. Stiamo parlando di un uomo che sta lottando per un suo diritto”. 

Articolo di Domenica 14 Luglio 2019

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