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ROVIGOFINANZA

Risparmio tra follia e buon senso

Paolo Rimbano, consulente finanziario analizza il risparmio come era in passato e come è diventato al giorno d’oggi con scelte fuori dagli schemi

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ROVIGO - Chi ha letto gli articoli precedenti di questa rubrica avrà fatto caso che parlo spesso di buon senso perché, anche in finanza, il buon senso è una bussola che deve guidare le scelte. Ora però stiamo vivendo un periodo storico dove è difficile coniugare ciò che sta accadendo con il buon senso.

Chi di voi presterebbe 1.000 euro per riceverne sicuramente 990 fra un anno? Il buon senso direbbe che nessuno di noi è disposto a fare un prestito del genere. Eppure un ottimo articolo del Sole 24 Ore di metà giugno parla di un mondo finanziariamente capovolto, dove 12mila miliardi di dollari di obbligazioni hanno tassi negativi: è chi presta i soldi che paga il debitore per il prestito che ha fatto. Un articolo di qualche giorno fa riporta come ormai tre obbligazioni statali europee su quattro generano nel tempo una perdita, ossia hanno un tasso negativo.

Ricordo articoli di quattro/cinque anni fa nei quali diverse case di investimento e diversi commentatori economici, applicando il buon senso, raccomandavano di non investire in titoli di stato europei perché ormai i tassi erano negativi. Il consiglio, di buon senso appunto, aveva una sua logica. Eppure, con il balzo dei prezzi di questi titoli avvenuto negli ultimi mesi, chi avesse investito nei titoli di stato europei in quel periodo ci avrebbe guadagnato. Perché quello che sembrava folle in quel periodo ha dimostrato di poter diventare ancora più folle di quanto si potesse immaginare: oggi non solo le obbligazioni statali europee hanno rendimenti negativi, ma anche molte obbligazioni di aziende europee (i cosiddetti corporate) e in qualche caso anche le obbligazioni di aziende con basso merito creditizio (cosiddette obbligazioni ad alto rendimento o high yield).

La conseguenza è che tutti i fondi obbligazionari sono saliti, anche molto, da inizio dell’anno. In pratica è salito tutto e gli italiani dopo un 2018 molto difficile ora stanno vedendo che il vento è cambiato. Forti di questi risultati, oggi corrono il rischio di incorrere in uno dei principali errori di finanza comportamentale: le persone tendono ad investire negli strumenti che stanno dando maggiore soddisfazione/rendimento. Così un fondo obbligazionario su titoli di stato europei, magari a lunga scadenza, che da inizio anno sta rendendo anche il 10%, di sicuro attira investitori attratti appunto dal rendimento realizzato. Si corre il rischio di fidarsi di un rendimento passato credendo che tale rendimento possa essere realizzato anche in futuro. 

I dati sulle scelte degli italiani stanno dimostrando che i risparmi nei mesi scorsi sono stati investiti in gran parte nei fondi obbligazionari. Attenzione: non è detto che perché sono andati bene continueranno a farlo.

Per capire i rischi di un comportamento di questo tipo bisogna ricordare che esiste una relazione inversa tra il prezzo e il rendimento di un titolo obbligazionario a tasso fisso (come la maggior parte dei titoli di Stato). 

Se il prezzo del titolo sale, il rendimento scende e viceversa. Facciamo un semplice esempio. Immaginiamo di acquistare al prezzo di 100 un titolo che rende l’1% all’anno, durata 5 anni, che alla scadenza verrà rimborsato a 100. Il rendimento sarà dell’1% annuo. Se però, esemplificando, questo titolo lo acquistassi a 105, il rendimento sarebbe nullo perché i 5 anni di interessi (5% totale) verrebbero compensati dalla perdita di capitale (comprato a 105, rimborso a 100, ho una perdita di 5). Il prezzo è cresciuto da 100 a 105 e il rendimento è sceso da 1% a zero. Quello che sta succedendo oggi è che questo titolo avrebbe un prezzo di 106: avrei più convenienza a venderlo subito e incassare i 6 di guadagno che attendere 5 anni ricevendo un 1% all’anno. 

Acquistando oggi i fondi obbligazionari che investono in titoli di stato europei, che magari sono andati bene da inizio anno, devo considerare che sto acquistando proprio questi titoli che hanno rendimenti negativi che, per crescere ancora, dovranno andare a rendimenti ancora più negativi. Ossia arrivare ad un superiore livello di follia.

Ora, le scelte della Bce che paventa un ulteriore taglio dei tassi potrebbero portare a rendimenti ancora più negativi. Ma, considerata questa relazione inversa tra prezzo e rendimento, cosa potrebbe succedere se per qualche motivo il mondo si svegliasse e ritornasse al buon senso? Che i tassi salirebbero e tornerebbero positivi. Ma una salita dei tassi significa un calo dei prezzi, ossia una perdita di capitale per chi ha acquistato quei titoli quando avevano tassi negativi. E la perdita di capitale farebbe fatica ad essere compensata dalle cedole, che sono praticamente nulle. Ecco il rischio che corre chi, oggi, sta acquistando questi fondi decidendo sulla base dei buoni rendimenti da inizio anno.

Ma allora che fare? Continuare a sperare che il mondo diventi ancora più folle, ossia con tassi ancora più negativi? O continuare ad usare il buon senso? Io continuo ad essere un sostenitore del buon senso e ad orientare le persone che seguo in questa direzione, considerato che qualche soluzione di buon senso ancora c’è.

Paolo Rimbano


La rubrica "RovigoFinanza" pubblicata dal quotidiano RovigoOggi.it, curata dal dott. Paolo Rimbano è una rubrica di educazione finanziaria e NON è una rubrica di consulenza finanziaria. I contenuti pubblicati dal giornale potranno fare riferimento ad analisi e dati che provengono da fonti ritenute serie, attendibili e affidabili. Non si garantisce tuttavia in alcun modo che il contenuto del sito e dei report di analisi sia esatto, completo o affidabile. In particolare, le informazioni e le opinioni vengono fornite senza alcuna garanzia. Quanto contenuto nella rubrica NON rappresenta un consiglio di investimento e NON si garantisce pertanto che se ne possa fare affidamento per effettuare un investimento. L’eventuale utilizzo dei dati e delle informazioni come supporto di scelte di operazioni di investimento personale o altre decisioni è pertanto a completo rischio del lettore utente, che si assume in proprio le responsabilità derivanti da perdite o da ogni altro danno diretto o indiretto.
Articolo di Domenica 14 Luglio 2019

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