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IRAS ROVIGO

Iras, la Uil chiama a raccolta gli altri sindacati: “Gaffeo parli con noi prima di decidere”

I sindacati preoccupati per le sorti dei lavoratori, nonostante le rassicurazioni del sindaco chiedono un incontro per capire il destino dell’ente

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ROVIGO - Anche la Uil Fpl, così come la Fp Cgil (LEGGI ARTICOLO) si dice preoccupata per la questione Iras. Non sono bastate le rassicurazioni del sindaco, Edoardo Gaffeo circa le sorti dei lavoratori. Cristiano Maria Pavarin ha infatti richiesto al primo cittadino un incontro con il primo cittadino a cui parteciperanno anche Cgil, Cisl e le Rsu aziendali affinché l’amministrazione si impegni direttamente sulla questione della crisi Iras. “Auspichiamo un coinvolgimento diretto durante le fasi di cambiamento in modo da essere a conoscenza del piano industriale adottato e poter così dare le corrette informazioni ai lavoratori - dice Pavarin - Chiediamo la rivalutazione del personale, attraverso la liberazione del fondo della produttività, parte considerevole del salario dei dipendenti, purtroppo azzerato completamente in questi anni per fare cassa”.

“L’Iras è piena di debiti… L’Iras è stata commissariata a causa di un bilancio in rosso…. L’ Iras è in banca rotta… Queste sono le frasi che ormai da troppo tempo sentiamo ripetere da cittadini, lavoratori, politici e sindacati - prosegue il rappresentante della Uil - Evidentemente la convenzione, che risale al lontano 2003 con il Comune di Rovigo in merito alla gestione di Casa Serena che prevedeva la ristrutturazione dello stabile, ha gravato pesantemente sulle casse dell’Iras così come il fondo regionale di rotazione”. 

Pavarin spiega che a tutto ciò si deve aggiungere la gravosa e ormai nota carenza di impegnative sanitarie, “il tutto ha pesantemente inciso sulle casse dell’ente a tal punto che oggi si trova costretto a ricercare non facili soluzioni allo scopo di reperire risorse economiche. E’ fuori dubbio che la soluzione vada ricercata attraverso un accordo di programma che coinvolgerà altri enti, in primis il Comune di Rovigo, quale proprietario dello stabile di Casa Serena”. 

Secondo il rappresentante della Uil Fpl la proposta attualmente più attendibile sembra quella di cedere parte dello stabile all’Ater, che convertirà alcuni dei locali in edilizia residenziale pubblica popolare per anziani autosufficienti. 

“Come Uil esterniamo la nostra preoccupazione per le sorti dell’ente ma soprattutto per i lavoratori che si sono sempre prodigati per garantire la continuità dei servizi con professionalità e passione. Lavoratori che in questi anni si sono sobbarcati, attraverso il taglio della produttività, i costi derivati dalla precaria situazione economica dell’ente. Ci auguriamo che i tempi per la sottoscrizione di un accordo siano brevi ma soprattutto che si tratti di un accordo che non si limiti ad una semplice operazione di cassa, ma diventi un occasione per definire i criteri per la programmazione futura delle politica socio-sanitarie nel nostro territorio. Invitiamo a fare molta attenzione al nuovo Piano socio sanitario nel quale la Regione ha previsto un ruolo di fondamentale importanza alle strutture pubbliche di assistenza come l’Iras. Queste, infatti, gestiranno la cronicità in ambiente residenziale, ma potrebbero anche svolgere funzioni di assistenza domiciliare assieme ad altri servizi competenti.

Se, come pare, la giunta regionale sta ultimando il percorso giuridico che porterà alla riforma delle Ipab, l’Iras potrà trasformarsi in una azienda pubblica dei servizi alla persona e, di conseguenza, avere la facoltà di gestire servizi direttamente per conto dei Comuni, del distretto sanitario e della azienda sanitaria locale”. 

Un ultimo pensiero viene riservato al sindaco: “Ci auguriamo che l’amministrazione Gaffeo sappia cogliere questa grande opportunità e sappia gestire al meglio lo “strumento” Iras riportandolo al pieno delle sue funzioni”.

Articolo di Sabato 20 Luglio 2019

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