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CALCIO GIOVANILE

Bambini invitati ad andare altrove per giocare, scoppia il caso

A Lendinara (Rovigo) interrogazione urgenze della consigliera comunale Valentina Travaglini Boldrin che chiede all’assessore allo Sport Franco Fioravanti delucidazioni su quanto sta accadendo nella società di calcio della città

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LENDINARA (RO) - “Apprendo che nei giorni scorsi alcuni genitori di giovani giocatori di calcio di Lendinara sono stati contattati dalla società sportiva per ricevere la comunicazione che i loro figli non avrebbero più fatto parte della squadra. I bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni sono stati invitati ad andare in altre società e quindi via da Lendinara”.

leggi la risposta della società Union Vis Lendinara

A sollevare il caso la consigliera comunale e componente della terza Commissione, Valentina Travaglini Boldrin, che con una interrogazione urgente esige delle risposte dall’assessore allo Sport, Franco Fioravanti.

“Il caso più eclatante che difficilmente sfugge agli occhi è quello dell'annata 2007 ossia dei bambini di 11 anni che in 2 anni, con tale sistema, sono stati ridotti da circa 20 a 4/5 unità. Con tale sistema si compromettono anche le importanti relazioni tra le famiglie che soprattutto nell'annata 2007 si erano particolarmente amalgamate accompagnado i ragazzi sempre con spirito di gruppo. Incredibile ma tutto questo è successo in questi giorni a Lendinara che vorremmo tutti essere città ospitale sul serio. Bambini che nelle loro camerette hanno i poster dei loro campioni e delle loro squadre del cuore. Si addormentano sognando un giorno di essere come loro”.

Una vicenda che ha scosso famiglie intere  “Mi viene spiegato dai genitori - spiega Valentina Travaglini Boldrin - che per questi bambini le famiglie pagano ogni cosa. Dalla borsa alla borraccia alla tuta ai tornei, assicurazioni, visite mediche e tesseramento. Nulla è gratuito. In due anni Lendinara, ed è triste dirlo, ha "spinto" in modo esplicito e con una telefonata decine di bambini verso Badia, Cavazzana, addirittura Este o a smettere di giocare. Una scelta che risulta contro le disposizioni internazionali dei diritti del fanciullo. Il diritto al gioco è sancito dall’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia emanata dall’Onu nel 1989.

Se si trattasse di società private in campi privati in qualche modo si potrebbe anche giustificare con il professionismo ed il business ma stiamo parlando di Lendinara dove in questi anni le attività sportive sono andate avanti grazie alle firme dei funzionari degli uffici comunali e ai Sindaci”.

A Lendinara spesso e volentieri ci sono state battaglie tra società, divisioni e poi ricongiungimenti. Una piazza in cui il calcio è molto sentito, ma tra dirigenti spesso ci sono state divergenze forti.

“L’intero apparato tecnico e politico sia di maggioranza che di opposizione si è mosso per anni in favore degli impianti sportivi arrivando finalmente alla progettazione e alla fase esecutiva per una nuova tribuna che tra poco vedrà la luce. Un progetto gestito dal comune per oltre un milione di euro e praticamente sarà interamente destinato al calcio. In qualità di consigliera comunale e di componente della terza commissione che proprio di sport si occupa, desidero capire cosa sta succedendo. Il comune investe ma parallelamente si mandano via i bambini”.

Il 26 luglio prossimo sarà portata in Consiglio Comunale una question Time sull'argomento. L'Assessore competente sarà chiamato a spiegare cosa sta succedendo.

“Dopo la fuga dei cervelli non è permesso - conclude Valentina Boldrin Travaglini - che ci sia pure la fuga dei piedi ricordando che Lendinara non è il vivaio della Juventus o del Milan e deve dara e garantire a tutti i "suoi figli" il diritto al calcio e se sono in tanti allora si devono raddoppiare le squadre e non dimezzarle”.

 

Articolo di Mercoledì 24 Luglio 2019

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