Condividi la notizia

AUMENTO AFFITTI ATER ROVIGO

Aumenti affitti Ater, sono in 700 a rischiare

La Cgil lancia l’allarme e promette battaglia, Giancarlo Saccardin segretario provinciale di Sunia pronto a portare in tribunale Ater se non ci saranno risposte soddisfacenti sull’applicazione della retroattività

0
Succede a:

ROVIGO - La Cgil lancia l’allarme sulla situazione dell’aumento degli affitti Ater ed è pronta a portare in tribunale la stessa Azienda territoriale se non darà motivazioni valide circa la retroattività. Il sindacato ha denunciato una problematica che la politica, ma non solo, sta osservando con attenzione, con oltre 700 persone su circa 4mila utenti in tutta la provincia di Rovigo che rischiano di vedersi aumentare il canone di affitto Ater: “Stiamo parlando degli aumenti degli affitti sulle case popolari a fronte dell’applicazione della legge regionale 39 del novembre 2017 - ha ricordato il segretario generale, Pieralberto Colombo inquadrando il contesto - premesso che noi non siamo contrari all’utilizzo dell’Isee come indicatore, perché riteniamo che è lo strumento che delinea in linea più oggettiva il reddito, il problema è che questa legge è stata fatta in maniera superficiale”. Colombo spiega che non si è colpito solamente il “furbetto” di turno ma una popolazione molto più vasta. “L’errore, se di questo si tratta, è che la Regione, a parte in una sola audizione, non si è confrontata con nessuno. Né con le parti sociali, né con i Comuni. Ciò è sbagliato e a dimostrazione di ciò basta osservare gli effetti deleteri di questo provvedimento”. 

Nicoletta Biancardi, segretaria dello Spi Cgil ha evidenziato che sono molti i casi che si stanno raccogliendo in giro per il territorio: “Ci sono persone che si sono viste aumentare gli affitti e spesso e volentieri si tratta di soggetti deboli, anziani o persone sole. Riteniamo che vada messa all’attenzione questa problematica perché temiamo possa scoppiare un nuovo problema sociale e di fatto si andrebbe a scaricare tutto sui servizi sociali dei Comuni già in difficoltà”. Nicoletta Biancardi propone quindi alla Regione di rivedere la normativa che sta creando più problemi che altro. 

Giancarlo Saccardin, segretario provinciale di Sunia, l’organizzazione degli inquilini di residenza pubblica e privata, ha parlato della genesi della legge regionale in questione: “E’ stata fortemente voluta dalla Lega e gli effetti che sta provocando sul territorio polesano ma anche più in generale sul Veneto, sono devastanti”. Saccardin ha spiegato che viene posto un vincolo - condivisibile - ovvero il fatto che il reddito viene definito dall’Isee che introduce anche il meccanismo dei valori mobiliari. “Il limite posto dalla legge è 20.000 euro di Isee; sopra questo tetto c’è il limite sulla decadenza. Chi sfora deve rientrare entro i due anni successivi pena lo sfratto per locazione non appropriata. Posso condividere se è condotto all’interno di un meccanismo ben definito. Cosa che non avviene con questa legge”. 

Saccardin denuncia due situazioni rischiose che potrebbero verificarsi in provincia di Rovigo: da un lato il possibile aumento degli sfratti per morosità, dall’altro la “migrazione” degli inquilini verso il mercato privato che, quasi paradossalmente, potrebbe divenire per loro molto più conveniente rispetto a quello di edilizia residenziale. “Abbiamo raccolto in una decina di giorni circa una sessantina di istanze da parte di persone in situazioni gravi. Anche da parte di Ater, che abbiamo incontrato, c’è stato un silenzio roboante” ha detto Saccardin che ha posto in evidenza anche alcune incongruenze. “Ai cittadini affittuari di immobili Ater sono state inviate comunicazioni a chi rientrava nel canone Isee e a chi sarebbe dovuto uscire dalla casa entro due anni”. Il segretario di Sunia ha spiegato che mentre a Rovigo l’Ater avrebbe applicato la retroattività a partire dal mese di gennaio (la legge è entrata in vigore da luglio), ciò non sarebbe avvenuto a Padova. “Abbiamo chiesto immediati chiarimenti all’Ater altrimenti ci troveremo in tribunale. E’ una presa in giro: oltre ad aumentare i canoni si continua a non fare manutenzione”. Giancarlo Saccardin chiede quindi alla Regione correttivi immediati, per evitare di vedersi sfuggire di mano la situazione.

Caterina Casonato, volontaria di Sunia ha invece parlato della preoccupazione da parte soprattutto degli anziani che vivono nelle case popolari. “Non si inviano raccomandate agli utenti 3 giorni prima della scadenza del canone. E’ quantomeno improprio. Altra questione è quanto avvenuto a partire dal mese di luglio con l’Ater di Rovigo che si è adeguata sull’applicazione dell’Iva al 10%. Questo diventa un costo per gli utenti, con scelta delle Ater in cui si spiega che la parte locatrice ha deciso di cambiare sistema di imposizione. Per l’Ater diviene quindi una partita di giro, mentre per le persone si tratta solamente di un costo che grava in maniera abbastanza evidente”. 

Articolo di Giovedì 25 Luglio 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it