Condividi la notizia

RUGBY ROVIGO

Zambelli: “La Monti non ha più a che fare con noi”

Divorzio su tutta la linea tra FemiCz Rovigo e Monti Junior, il patron Francesco Zambelli spiega i motivi della scelta di aderire con l’Under 18 rossoblù alla Franchigia Polesine con Badia e Frassinelle 

0
Succede a:

ROVIGO - La resa dei conti atto terzo. Quando si mandano quattro pec, piuttosto di attraversare il campo per parlare con le persone interessate, chiaramente la guerra tra Rugby Rovigo Delta e Monti Junior Rovigo è arrivata ai massimi livelli.

Conferenza stampa fiume del patron della FemiCz Rovigo Francesco Zambelli accompagnato dal direttore generale Roberto “Willy” Roversi e dal consulente tecnico Davide Breviglieri che per la prima volta ci mette la faccia, e molto di più (LEGGI ARTICOLO).

Divergenze insanabili allo stadio Battaglini tra la società che gestisce la prima squadra che milita nel massimo campionato italiano, e quella che per il momento, perchè i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo, gestisce il vivaio rossoblù.

“La Monti non ha più a che fare con noi”, una frase forte al termine di quasi un’ora di parole, e quando le pronuncia il presidente Zambelli è molto di più di un campanello d’allarme, 

“Spero che possa rimettersi in filiera con la Rugby Rovigo Delta”. Società che sono unite solo dagli stessi colori, ma dal punto di vista manageriale e strutturale sono due entità separate.

Zambelli ha spiegato le ragioni di una scelta coraggiosa, e che per molti potrebbe risultare impopolare, ma con numeri alla mano ha un suo perchè. Un futuro, anzi un presente, che riguarda l’Under 18 Elite della Rugby Rovigo che non sarà più gestita dalla Monti Junior, ma che entrerà nel progetto della Franchigia Polesine composto da Badia e Frassinelle per schierare due squadre, un nel campionato più prestigioso, l’altra in quello meritocratico. Una scelta che ha indispettito non poco la società che gestisce il settore giovanile, che a questo punto potrebbe anche far mancare l’”obbligatorietà” richiesta dalla federazione, con conseguente ricaduta sulla prima squadra in termine di punti di penalizzazione o peggio. Esiste comunque un piano B, Badia come squadra Cadetta del Rovigo in una Franchigia allargata anche al resto del settore giovanile.

Roberto Roversi, Francesco Zambelli e Davide Breviglieri

“La Rugby Rovigo si è unita a questa Franchigia per assicurare al movimento giovanile del territorio un campionato serio di under 18 - ha spiegato Zambelli - frutto dell’esperienza dell’anno scorso con una seconda fase con una U18 ed una squadra Cadetta con 15-16 giocatori a disposizione, e con il rischio di incorrere in penalità. Un rischio che si poteva riproporre anche l’anno prossimo. C’era un problema anche di conduzione tecnica, avevamo parlato con la Monti che ha avuto la pretesa di un accordo triennale e un concorso dei costi, con l’indicazione di Joe McDonnell in qualità di coordinatore tecnico. Con i problemi che ci sono stati su questa persona, e il modo in cui si è comportato non è il mio sogno averlo come coordinatore tecnico del settore giovanile. Non sono d’accordo a continuare ad affidarmi a questa risorsa”.

Esiste un problema, e va risolto. Una prima squadra ha un tecnico che predica un certo tipo di gioco, il settore giovanile predilige un sistema diverso. Chiaramente senza un disegno comune diventa complicato il passaggio di un atleta dall’Under 18 alla prima squadra.  “Almeno 20 genitori sono venuti a trovarmi - sottolinea Zambelli - dicendo che non andava bene come gestivano il settore giovanile alla Monti, sembra che i bambini non li vogliano proprio”. 

“Ho avuto lunedì 29 luglio l’incontro con i dirigenti di Badia e Frassinelle - ha spiegato Zambelli - non ho paura a negare che è per forza che facciamo questo passo, ma abbiamo tutto l’anno per strutturare questa Franchigia e diventare soci, oltre a riprenderci nome e ruolo a pieno titolo. L’unico obiettivo importante dei soci della Franchigia è il riferimento Rugby Rovigo Delta, e che la società possa avvalersi dei migliori giocatori del territorio”.

Tre società che lavorano con unico obiettivo comune, dare nuova linfa ai Bersaglieri portando in prima squadra più giovani possibili, evitando di dover continuamente andare a pescare in altre società o tra gli “Accademici”.

“Non è cambiato niente, non è vero che la Rugby Rovigo Delta tradisce e rinuncia - tuona Zambelli - semmai il tradimento è avvenuto diversamente in tempi recenti da altri”. 

“La Monti Junior doveva essere un supporto, invece la divisione è continuata. Se abbiamo preso questa decisione dipende anche da quello che è successo l’anno scorso, circa la lottizzazione dello stadio, quando mi sono accorto di quanto stava succedendo, dopo le mie dimissioni, sono ritornato.

C’è uno sviluppo del settore giovanile in maniera deviata, la disdetta della convenzione non fu fatta perché è cambiato tutto, e dopo le notizie che mi sono giunte, non si può fare finta di niente”. Una convenzione tra Delta e Monti ancora in essere e firmata da Nicola Azzi e Attilio Roversi, che all’epoca erano presidenti in carica. Un accordo che a questo punto Zambelli non considera più attuale.

“Per la questione della Cadetta abbiamo detto alla Monti che se avevano i ragazzi la potevano fare, ma poi sono emersi questione di soldi, un percorso obbligato”.

“La Rugby Rovigo lotterà per stare in alto finchè sarò presidente, l’operato del settore giovanile non ci garantisce di stare al vertice in questo momento. Abbiamo raggiunto sei finali scudetto, e finchè ci sarò io lotteremo per questo traguardo, e con questa decisione non ho tradito le ambizioni della nostra Under 18, invece è una possibilità in più”.

Giovedì 1 agosto verrà presentato lo staff e il progetto con i dirigenti delle società coinvolte.

Giorgio Achilli

Articolo di Martedì 30 Luglio 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Sport

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it