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DATI ATER ALLOGGI

95 famiglie sopra i 100.000 euro annui vivono nelle case popolari di Rovigo

Il presidente Guglielmo Ferrarese traccia un elenco delle 3.432 posizioni in essere con eclatanti esempi di nuclei familiari caratterizzati da redditi importanti beneficiari di alloggi popolari

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ROVIGO - Il presidente dell'Ater di Rovigo Guglielmo Ferrarese ricorda l'origine della revisione dei canoni di locazione negli immobili dell'Ente (LEGGI ARTICOLO) con cui la Regione del Veneto, in collaborazione con tutte le Ater ed i principali Comuni del Veneto, ha fornito alcune precisazioni sulle modalità di calcolo del canone di locazione, sia con riferimento alla condizione di “indigenza”, sia all’individuazione dei valori OMI da utilizzare per assicurare la congruità dei canoni rispetto al valore di mercato.

Con deliberazione della Giunta Regionale n. 1985 del 21/12/2018, inoltre, è stato costituito un tavolo tecnico, al fine di monitorare gli effetti dell’applicazione della nuova normativa, individuando per le  situazioni di particolare fragilità sociale, relative ai soggetti più deboli, quali anziani e disabili, idonee misure al fine di permettere a tali soggetti di adeguarsi gradualmente alla nuova normativa proponendo eventuali correttivi.

Al fine di rendere maggiormente comprensibili le modalità del calcolo del canone di locazione, il presidente Ferrarese fornisce alcune delucidazioni sulle informazioni che vengono inserite sulla piattaforma regionale.
I primi dati riguardano:
-    I dati catastali relativi all’alloggio assegnato;
-    La superficie convenzionale dell’alloggio;
-    Gli indici necessari per il calcolo del costo unitario dell’alloggio, sulla base della legge sull’equo canone;
Questi dati forniscono il valore del “canone oggettivo”, derivante dal calcolo del costo unitario per la superficie convenzionale dell’alloggio assegnato, che viene moltiplicato per la percentuale ISTAT applicata, analoga per tutti gli appartamenti e che pertanto fornisce il valore dell’Equo canone annuo.
Sulla base del valore dell’ISEE-ERP del nucleo famigliare, viene determinato dalla piattaforma regionale, il valore dell’Equo canone Personalizzato.

Il valore dell’ISEE-ERP deriva da una serie di valori quali:
il patrimonio mobiliare, il patrimonio immobiliare e il reddito dell’intero nucleo famigliare:
Questo è il vero elemento innovativo introdotto dalla legge Regionale 39/2017.


Pertanto entrano nel novero dei dati che influiscono positivamente o negativamente sull’ISEE-ERP, i seguenti fattori:
- reddito del nucleo famigliare
- patrimonio mobiliare e immobiliare;
- numero di componenti il nucleo e situazioni di invalidità;
- detrazioni su indice di vetustà ed indice di conservazione;
- detrazioni detraibili dall’ISEE ed in particolare il costo del canone sostenuto nell’anno precedente;
 - verifica sopportabilità canone confrontandola con la tabella consumi spesa media mensile familiare prevista dall’istat.

Dal confronto fra tutti i fattori elencati, la piattaforma regionale fornisce il valore finale dell’ISEE-ERP derivante dalla scala di equivalenza.
Dal valore così individuato di ISEE-ERP e dalle caratteristiche iniziali dell’appartamento occupato, si ottiene l’Equo canone personalizzato intermedio che risulta il primo valore possibile del canone applicabile.
La norma a questo punto ha introdotto una ulteriore variabile di verifica, legato al valore OMI (banca dati valori immobiliari della Agenzia delle Entrate) e quindi al calcolo del valore del canone OMI.
Dal confronto di tali dati emerge  il canone più idoneo per il nucleo familiare dell’assegnatario.
Ultimo confronto, che esegue automaticamente il programma, è volto a verificare la sopportabilità del canone calcolato graduandolo in funzione della fascia ISEE-ERP alla quale l’assegnatario appartiene.
Il valore finale del canone di locazione calcolato risulta sempre inferiore all’importo del canone sopportabile per la fascia di appartenenza.
Si è cercato, con quanto sopra riportato, di spiegare a parole, quanto la piattaforma regionale applica sui dati forniti.
Nel corso del 2018 a inizio 2019 sono state eseguite numerose simulazioni ed altrettante modifiche al programma al fine di mitigare i rincari e le conseguenti ripercussioni sugli inquilini, ricercando nel contempo una equità sociale che, a detta di tutti, la vecchia legge 10/96 non garantiva più visto il tempo trascorso dalla sua entrata in vigore.

Da una prima valutazione sulla entrata in vigore, che si conferma essere dal 1 luglio 2019, senza alcuna i modifica retroattiva dei canoni, per qualsivoglia casistica di inquilino, può essere sintetizzata come segue sulle 3.432 posizioni esistenti:
n. 930 posizioni il canone ha subito una diminuzione;
n. 2.502 posizioni il canone ha subito un incremento.

Valutando il canone per fasce di costo si evince che:
n. 356 posizioni inferiore a 50 euro
n. 1.239 posizioni tra 50 e 100 euro
n. 1.131 posizioni  tra 100 e 200 euro
n. 441 posizioni tra 200 e 300 euro
n. 176 posizioni tra 300 e 400 euro
n. 89 posizioni superiori a 400 euro.

ISEE ERP aggiornati:
Isee inferiori a 6.000 n.745
Isee tra 6.000 e 20.000 n.2.281        
Isee tra 20.001 e 23.000 n. 145    
Isee tra 23.001 e 26.000 n. 98        
Isee oltre 26.000. n.163

ISP (indicatore situazione patrimoniale)
Da 50.000 a 60.000 n .63
Da 60.001 a 70.000 n. 61
Da 70.001 a 80.000 n. 29
Da 80.001 a 90.000 n. 26
Da 90.001 a 100.000 n.29
Da 100.001 a 110.000 n 11
Da 110.001 a 120.000 n .12
Da 120.001 a 130.000 n. 9
Da 130.001 a 140.000 n 11
Da 140.001 a 150.000 n. 8
Da 150.001 a 160.000 n.7
Da 160.001 a 170.000 n 5
Da 170.001 a 180.000 n.5
Da 180.001 a 190.000 n.4
Da 190.001 a 200.000 n. 3
Da 200.001 a 210.000 n. 5
Da 220.001 a 240.000 n. 4
Da 240.001 a 280.000 n 4
Da 280.001 a 580.000 n 7
Articolo di Martedì 30 Luglio 2019

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