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PESCA PORTO TOLLE (ROVIGO)

I pescatori non ne possono più: "Dall'Ara presidente della tristezza"

Consorzio dei pescatori sul piede di guerra dopo l’assenza di stamattina mercoledì 31 luglio in Prefettura da parte della dirigente Maria Votta e del presidente della Provincia

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PORTO TOLLE (ROVIGO) - La Provincia se ne sta lavando le mani, ormai i pescatori la pensano così, ma non demordono. Non solo le promesse non si stanno concretizzando ma a rischio è un intero comparto di lavoro, quello dei pescatori di Scardovari riuniti in Consorzio con 1500-2000 soci, che mantengono altrettante famiglie, "un intero territorio che rimane senza lavoro" commenta il presidente del consorzio dei pescatori del Polesine Luigino Marchesini, il suo vice Andrea Natali è ancora più caustico: "oramai sono del parere che Ivan Dall'Ara non sia il sindaco del paese della felicità, quanto della provincia della tristezza".

“Non è possibile andare avanti in questa situazione - spiega Marchesini - l’assenza di stamattina all'incontro in Prefettura (LEGGI ARTICOLO) della dottoressa Maria Votta e del presidente della Provincia Dall’Ara è stata molto grave e assolutamente non concepibile”.
“Sono amareggiato perché ci sono state tante promesse e alla fine non ne è stata mantenuta nemmeno una, anzi, continuano a rimandare la situazione”. Tanta rabbia nelle parole di Marchesini che vede il continuo rimandare dell’accordo per la concessione dei diritti esclusivi di pesca per 15 anni nella laguna di Scardovari, concessione che oggi sembra essere in forte discussione, dato che la dirigente Votta spinge non poco verso l'indizione del bando di gara europea.

“Per noi il bando sarebbe insostenibile - spiega il vicepresidente Andrea Natali - dato che tutti possono partecipare e rischiamo veramente di non poter accedere alla concessione come consorzio, mettendo a rischio lavoratori, famiglie e figli a seguito. L’economia locale ne risentirebbe non poco”. 

Poi è di nuovo Marchesini che specifica: “Sicuramente manifesteremo entro settembre, ma non garantiremo l’ordine pubblico, perché siamo in una situazione veramente difficile e che è difficile da sistemare”. Marchesini ricorda: “Vorrei far presente che abbiamo chiesto parere all’avvocatura di Roma per capire il nostro caso e ci ha dato ragione, ha specificato che 15 anni erano giusti come concessione, ma la dirigente Votta non ha voluto accettare il parere che si è rivolta all’avvocatura regionale, la quale ha riconfermato il giudizio, aggiungendo che potevano essere anche di più gli anni di concessione”. Inspiegabile per i pescatori la posizione della dirigente della Provincia. “Nonostante tutto questo, lei, la Votta, non si è mossa di un centimetro, anzi, continua sulla sua strada, pensando di aver ragione e senza dare spiegazioni sulla sua posizione; infatti noi vorremo più che altro capire perché vuole andare per forza a bando senza mezze misure. Noi da parte nostra difendiamo il nostro lavoro".

Articolo di Mercoledì 31 Luglio 2019

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