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INFRASTRUTTURE SUL CANALBIANO

Questo è il porticciolo turistico integrato della comunità rodigina. Deserto

Dieci anni dopo l'ultimazione dei lavori e cinque anni dopo l'affidamento in gestione, sostanzialmente gratuita fino ad oggi, all'Approdo che deve garantire il servizio turistico - ricreativo - ricettivo. Costò 1 milione e 700mila euro di soldi pubblici

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ROVIGO - Il porticciolo turistico in zona Interporto nel 2009 era una bellissima struttura vuota, da riempire. Riempire di attività legate alla nautica, attività sportiva, attività di ricezione e forse anche ristoro. Graziano Azzalin, che all’epoca della presentazione era assessore ai Lavori pubblici del Comune, dovrebbe ricordarsi benissimo quel momento di euforia. Il porto turistico di Rovigo fu presentato con un certo orgoglio l’ingegner capo del Comune di Rovigo Alberto Moscardi (LEGGI ARTICOLO ). Erano appena stati spesi 1milione e 700mila euro dell’Unione Europee per costruirlo e finirlo, per l’esattezza grazie ad un progetto del sindaco precedente Paolo Avezzù. Una club house su due piani in grado di essere allo stesso tempo foresteria (tre stanze a disposizione), punto ristoro, ufficio di direzione, sala convegni; un capannone per il deposito dei natanti, tre ampi pontili che avrebbero potuto offrire ormeggio a cinquanta imbarcazioni fluviali. L'agibilità del complesso era stata concessa dallo stesso Moscardi il 30 giugno 2009. In realtà molti servizi erano da completare o sistemare, mancavano per esempio i convettori nel reparto foresteria, tutti gli allacciamenti e collaudi dell'impianto di riscaldamento, senza contare che l'opera era incompiuta perché non si potevano, e questo neanche oggi, alare e varare le imbarcazioni.

Oggi, 10 anni dopo, il Porticciolo integrato di Rovigo è quanto potete vedere dalle immagini. Il tetto è bicolore, chissà perché, le finestre sono sempre chiuse. Una struttura che non dà segni di vita, club house vuota, qualche imbarcazione messa a deposito qua e là nel lotto, ma gli anni sono passati, e quindi il degrado si fa sentire: l’erba cresce nel parcheggio, le tegole continuano a staccarsi dal tetto della club house, la vernice dell'edificio è scolorita e imbrattata dal guano degli uccelli, i pontili sono deformati e bucati per via delle piene e della mancata messa in sicurezza della struttura flottante per la quale le briccole, cui i pontili sono ancorati, erano state fissate ad un altezza non idonea a contenere i momenti di piena del Canalbianco. Ma non è sempre stato così.

Nel 2010 una porzione della struttura fu affidata provvisoriamente al gruppo canoe Polesine, società sportiva che aveva chiesto un luogo al Comune dove poter svolgere la propria attività: l'amministrazione Merchiori, con l’assessore allo sport Giovanni Cattozzo, concesse l'utilizzo del capannone per il ricovero delle canoe e dei bagni. In quel momento il gruppo sportivo trovò una struttura nuova in stato di abbandono: venne sistemata e ripulita, fatti tutti gli allacciamenti e collaudi, tutto funzionava, le aiuole vennero piantumate con essenze floreali e di pregio, ancor oggi l'unica ombra disponibile è quella dei Celtis australis piantati da Gcp. Al Porticciolo si insediò un'attività nautica continuativa e quotidiana che lo fece conoscere ai rodigini. Vennero organizzati prestigiosi appuntamenti internazionali di canoa (LEGGI ARTICOLO) con oltre 500 atleti da tutta Italia e da diversi paesi esteri (addirittura dal Giappone).

Si accese un interesse notevole a nuovo questo spazio che l'amministrazione di Bruno Piva decise di gestire affidandolo temporaneamente a Stefania Giro, titolare del Centro nautico Porta mare, ma senza una deliberazione di locazione. Alla club house furono organizzate anche delle feste che taluni rodigini ricordano ancora, nel febbraio 2012.

RovigoOggi nel maggio dello stesso anno sollevò il caso perché un ciclista ci segnalò quello che secondo lui era un grande spreco. Angelo Sivier, consigliere provinciale del Pd, nel maggio 2012 fece un’interpellanza (LEGGI ARTICOLO). Stefania Giro fu sfrattata con tanto di sindaco Bruno Piva, il comando della polizia locale e stampa presente. 

Volendo sistemare così le cose dopo l’estate nel 2012 il Comune pubblica il secondo bando per la concessione della gestione del porticciolo comprensivo delle strutture turistiche e ricreative, il primo del 2009 andò deserto, e se lo aggiudica Massimo Zanirato, con l’offerta vincitrice della sua società AApprodo. 

L’assessore al patrimonio dell’epoca, Nello Piscopo, a RovigoOggi.it dichiarò riferendosi a Zanirato: "Ha presentato una proposta interessante - spiega l’assessore - con un progetto di investimento sull’attività turistica, il coinvolgimento delle scuole, la sistemazione della reception e della struttura ricettiva” (LEGGI ARTICOLO).

L’affidamento a Zanirato da parte del Comune - nel frattempo era cambiato l’assessore di riferimento diventato Alba Rosito, presidente di Assonautica - si fa attendere. Lo firmano Giampaolo Ferlin, dirigente dei Lavori pubblici, e Massimo Zanirato, l’11 giugno del 2014. Zanirato da contratto deve garantire il “servizio turistico - ricreativo - ricettivo del Porticciolo turistico integrato, comprensivo di strutture turistico-ricettive sul Fissero-Tartaro-Canalbianco". Dove è l'attività turistica di ricettività e di ospitalità, e di ricreatività? Eppure il contratto di affidamento parla chiaro e stabilisce cosa deve essere fatto in quel luogo pagato dall’Unione europea e dato in gestione dal Comune di Rovigo per 7mila euro annui. Il contratto ha previsto l’esonero del pagamento della “retta” per i primi 5 anni perché il gestore avrebbe dovuto riparare la caldaia della club house, il camino, la copertura, le porte esterne, la scala sterna, il capannone in qualche punto, e l’area esterna degli attracchi. Tempo 90 giorni doveva partire l’attività. Ottobre 2014, siamo buoni, gennaio 2015, il servizio turistico - ricreativo - ricettivo doveva essere attivo. Siamo ad agosto 2019 qualcuno a Palazzo Nodari provi a spiegarci cosa è successo. O meglio cosa non è successo.

Articolo di Domenica 11 Agosto 2019

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