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STRISCIONI E AUTORIZZAZIONI

Attacco al Ferragosto badiese. Il sindaco Rossi: “Strumentalizzazioni”

Presentazione a Badia Polesine (Rovigo) del numero unico della 73esima fiera tra le polemiche per l’area ristoro in Abbazia, dopo 7 anni dalle prime iniziative, “ma il colore dell’amministrazione era diverso” ricorda Giovanni Rossi

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BADIA POLESINE (ROVIGO) – Lo striscione di protesta appeso ai cancelli della Vangadizza al parco Bruno Munari (v. foto) ha monopolizzato l’attenzione in quella che avrebbe dovuto essere la presentazione ufficiale del Numero unico, l’annuale pubblicazione tipo almanacco, che da’  il la al 73° ferragosto badiese. In sala consiliare l’8 agosto il sindaco Giovanni Rossi ha largamente approfondito, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe, la questione davanti ai cittadini presenti. Lo striscione, a quanto pare, avrebbe voluto esprimere un gesto di contrarietà alla decisione della Pro Loco di allestire “la tradizionale osteria” nel chiostro abbaziale durante il Ferragosto. Il condizionale è d’obbligo perché, in effetti, la scritta lasciava confusamente intuire che i 5 milioni di euro (in verità 4) investiti per il recupero dell’Abbazia fossero inconciliabili con l’utilizzo proposto. È dal 2012 a oggi, ma l’amministrazione era quella dove Idana Casarotto era assessore alla cultura e la medesima questione non fu mai sollevata, che “si è già mangiato in Abbazia - spiega il sindaco Rossi - almeno 40 volte tra appuntamenti di associazioni locali, matrimoni, cene sociali. Ma solo oggi, a sette anni dalle prime iniziative di ristoro, a due giorni dalla fiera del 2019, qualcuno solleva la questione come fosse un problema”. Per tagliare la testa al toro il Comune di Badia ha chiesto alla Sovrintendenza il parere sull’allestimento di un’area ristoro in Abbazia. “Parere favorevole per l’Osteria della Pro Loco, hanno fatto sapere de Verona - spiega il sindaco - ma inopportuno per l’uso delle panche, da sagra”.



Il giudizio d’inopportunità, non quindi un espresso divieto, è appunto relativo alle panche: “E dire che sul progetto dell’architetto Vio presentato alla soprintendenza, c’è anche un ristorante!” ha detto Rossi. 

Il Sindaco ha fatto un parallelismo di metodo fra l’infame striscione apposto da Forza Nuova sul muro della casa della legalità e questo che appare come “lo sfogo di un qualche disperato”, come saggiamente ha detto qualcuno: “È stato usato lo stesso metodo, su due edifici pubblici sono stati attaccati degli striscioni non autorizzati, è un reato amministrativo, saranno sanzionati gli autori, li conosciamo perché in entrambi in casi ne hanno rivendicato pubblicamente la paternità”.

In ogni caso il Sindaco ha visto un tentativo di attaccare o comunque di disturbare chi sta lavorando per il 73° ferragosto badiese. “Non è – ha detto Rossi - che si può polemizzare su tutto, l’amministrazione è tenuta ad applicare le norme e i regolamenti che si è data”. Nessuna norma vieta quest’utilizzo in Abbazia. Fra l’altro c’è un’evidente problema di inconciliabilità fra la restrizione da qualcuno invocata e la valorizzazione del bene.  “E’ dal 2012 che viene utilizzato il portico con la medesima modalità … polemizzare su tutto e sempre non produce alcun risultato”.  “In ogni caso questa situazione crea un precedente” quindi Rossi ha chiuso dicendo: “Lo dico fin da subito, dopo questo ferragosto non si farà più in Abbazia l’osteria perché non voglio speculazioni”. 

Dopo lo sfogo del primo cittadino è intervenuto il presidente della Pro loco Giuseppe Romani affermando: ”La Pro Loco non risponde alle provocazioni, dico solo che non siamo dei barbari, abbiamo a cuore la Vangadizza più di casa nostra, piuttosto ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Numero unico, soprattutto gli sponsor così numerosi che qualcuno è sfuggito dalle citazioni rituali”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 10 Agosto 2019

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