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AMBIENTE

La centrale biogas si farà

Il consigliere di minoranza del comune di Papozze (Rovigo), Arianna Pozzato, sottolinea le criticità del progetto della centrale biogas che continua senza sosta

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PAPOZZE (Rovigo) – Continua il dibattito per la centrale di biogas di Papozze, con l’amministrazione comunale che continua il suo percorso per portarla nel piccolo paese polesano e l’opposizione che cerca ogni tipo di motivazione per fermare questo processo che sembra inevitabile. In questo caso è il consigliere di minoranza Arianna Pozzato che dichiara: “La ditta Valsugana Green Energy si è costituita il 17 maggio 2019 con un capitale sociale di 10.000,00 euro di cui versato 2.500,00 euro. Non vi viene il dubbio che la titolare, signora Flavia Silvestri con l’altro socio Andrea Carlini siano delle teste di legno? Cosa vi viene da pensare che una ditta deve costruire un impianto di svariati milioni di euro (oppure che l’intera operazione sia di svariati milioni di euro), abbia un capitale sociale di € 10.000,00 euro? L’amministrazione ha fatto una verifica di chi sono i proprietari? Li ha incontrati? Una ditta di 2 mesi di vita, con titolari che non hanno mai fatto gli imprenditori di impianti di fonti rinnovabili. Se io fossi un sindaco di un comune dove so che  vogliono fare un intervento del genere, minimo voglio vedere bene chi sono i proponenti della centrale”. 

Sottolineando poi il fatto che: “Come consigliera, sono venuto a conoscenza della presenza di opere abusive all’interno della centrale. Più precisamente di un cancello carrabile con pilastri e muretti; inoltre la strada di accesso (peraltro non in proprietà della ditta, bensì di proprietà comunale) è stata asfaltata. Il tutto in assenza delle dovute autorizzazioni. So che è stato fatto un verbale a seguito di un sopralluogo dell’ufficio tecnico nel febbraio 2018, in cui sono state confermate le opere abusive. Perché dopo un anno e più dal verbale, non è stato dato corso alla rimozione delle opere abusive ed al ripristino dei luoghi? Perché i cittadini di Papozze non possono transitare lungo la strada pubblica, ma questa è stata interclusa al traffico, per uso solo esclusivo alla ditta?”. Punti essenziali e oscuri di questa situazione che sembra vada avanti da diverso tempo.  

“Uno dei temi centrali in termini di impatti di questo intervento è (come detto) quello dello spandimento dei digestati nei terreni agricoli. Ebbene, in base a ciò, sembra sia contrario a tale norma che possa insediarsi un impianto a biometano, perché non è né a servizio dell’agricoltura, né vi sono lavorazioni di prodotti agricoli e alimentari; ma è solo finalizzato alla produzione di combustibile. Quindi possiamo dire che il progetto presentato è in contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico e, quindi, non approvabile”. A questo punto si cercano risposte proprio dell’amministrazione comunale, che fino ad oggi ne ha dato sempre poche, continuando a testa bassa e senza proferire parola sull’argomento.

Articolo di Domenica 11 Agosto 2019

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