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CASA DI RIPOSO PAPOZZE

Dimissioni thriller per una 89enne con Alzheimer che alla fine ritorna in casa di riposo

Lunedì 12 agosto viene sfrattata dall'Opera Pia Bottoni di Papozze ed in ambulanza viene portata dalla figlia ad Adria, la quale si è rifiutata di accettarla in casa. L'odissea per l'anziana termina nuovamente in casa di riposo

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PAPOZZE (Rovigo) - Una situazione da autentica odissea quella avvenuta nella mattinata di lunedì 12 agosto, con una persona anziana 89enne costretta a dover lasciare la casa di riposo di Papozze per essere trasportata a casa della figlia ad Adria. La figlia U. M. non avrebbe accettato sua madre in casa, in quanto è la struttura assistenziale di Papozze che se ne dovrebbe prendere cura. L'anziana è stata portata quindi prima in pronto soccorso ad Adria, per poi essere riportata nella residenza per anziani del piccolo paese sulle rive del Po. Chiaro che muovere con un caldo del genere e un’umidità pazzesca una persona che ha già delle difficoltà fisiche, di certo non sembra essere stata una buona idea.  

La decisione era stata presa dal direttore Mauro Badiale, che aveva riscontrato una morosità importante da parte della signora che dal 2017 non paga la retta e quindi la conseguente espulsione della stessa nella dimora della propria figlia. Era stata mandata una raccomandata a casa e l’assistente sociale della struttura aveva chiamato la figlia proprio per comunicare che il 12 agosto sarebbe avvenuto il trasporto. Quest’ultima ha deciso di procedere subito con una denuncia ai carabinieri per abbandono d’incapace nei confronti del direttore Badiale e del legale rappresentate della struttura Diego Guolo. La signora era ricoverata in tale struttura dal 2015, con una scheda Svama di valutazione che la valutava come paziente con sintomi di demenza senile e morbo di Alzheimer.  

L’avvocato della figlia, Carlo Barrotti, ha sostenuto il fatto che vi sono diverse sentenze a favore dell’anziana signora, che sarebbe dovuta essere lasciata nella struttura. Inoltre aveva sottolineato: “Diversamente da quanto sostiene Diego Guolo, presidente dell'Opera Pia Bottoni, nel 2018 avevamo avanzato proposta transattiva: versare regolarmente l'indennità di accompagnamento, anche con parte di arretrati. Come risposta è arrivato il decreto ingiuntivo, ora opposto”. 

Lo stesso sindaco di Papozze Pierluigi Mosca aveva spiegato in una nota: “Si prega di non procedere con le dimissioni della signora, fin tanto che non verrà definita la vertenza presso il Tribunale di Rovigo, per ovvie ragioni di salute nelle quali si trova l'assistita”.  

Non manca chiaramente anche l’opinione del presidente Diego Guolo: “Basta con questa retorica che non porta a nulla, la signora non paga da due anni la retta, anzi la sua famiglia non la pagava, ma pretendeva che ce ne prendessimo cura noi”. “Penso che questa sia una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di tante altre persone che hanno il suo stesso problema e che pagano puntualmente”. Sottolineando: “Non è solo una questione economica, ma di moralità, in quanto la figlia non ha voluto riprendere in casa sua madre”. “Tutti parlano di soldi e se la prendono con la casa di risposo, ma quando è ora di pagare i dipendenti sono tutti pronti ancora a puntare il dito; infatti l’assistita ha un debito di 40.000 euro, quasi un mese di stipendi per i dipendenti della struttura che lavorano anche per lei e che meritano ugualmente rispetto”. “Consiglieri di minoranza in consiglio comunale e del Cda non hanno mai tirato fuori questo problema, come mai? Eh si che quando è ora di rinfacciare le difficoltà economiche della struttura sono sempre bravi e ora cosa dicono?”. 

Alle 12.30 della mattinata del 12 agosto la signora è stata riportata alla struttura “Opera Pia Bottoni”, in attesa che venga presa una successiva decisione. Anche se è chiaro che se il direttore Mauro Badiale si è preso una tale responsabilità avrà valutato attentamente tutte le possibilità prima di intraprendere questo percorso.
Articolo di Lunedì 12 Agosto 2019

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