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INFRASTRUTTURE TURISTICHE

La questione Porticciolo nell’agenda del sindaco Edoardo Gaffeo, in mezzo ad altri “malanni"

"La città è stata lasciata andare allo sbando" commenta il nuovo primo cittadino di Rovigo. Stefania Giro, ex gestore provvisorio, ricorda come abbia dovuto lei stessa accatastare l'immobile

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ROVIGO - “La situazione difficile del Porticciolo turistico integrato? Metteremo anche questa in cantiere” risponde Edoardo Gaffeo, sindaco di Rovigo. “Il problema è che potrei fare una lista con decine di situazioni altrettanto gravi. L’intera città è stata stata lasciata andare allo sbando”. C’è la promessa dunque di trovare una soluzione da parte del primo cittadino che eredita una situazione non certo facile dalle amministrazioni precedenti.

Incalza sul versante del lassismo amministrativo anche Fabio Osti, coordinatore della lista civica Con Edoardo Gaffeo: “Sono talmente tante le cose non fatte o fatte male dalle ultime amministrazioni di centro destra che occorrerà predisporre una scaletta delle priorità, cosa che peraltro questa amministrazione e il sindaco Gaffeo stanno già puntualmente facendo. Credo pertanto che chiedere ai sindaci di centro destra che si sono alternati a governare la città, come mai siamo arrivati ad una situazione così disastrosa, sia quantomeno doveroso”.

Porta la sua testimonianza anche Stefania Giro, presidente del Circolo Nautico Porta Mare, che fu creato appositamente per la gestione del porticciolo con la volontà di mettere a disposizione di pubblico ed amministrazione l'esperienza trentennale nel settore nautico. “Il porticciolo mi fu assegnato dopo una proposta, regolarmente depositata e protocollata, completa di offerta economica. In un anno e mezzo abbiamo, con l'aiuto di 140 soci, aggiustammo ogni cosa, fatto funzionare tutto ciò che non funzionava, comunicato ad ogni associazione la disponibilità a dare il luogo per riunioni, eventi sportivi e quant'altro. Collaborammo col Gruppo Canoe per un memorabile meeting nel 2012, al quale partecipò anche Bebe Vio. Presi i contatti con Gal Adige per avere una motonave che potesse portare in gita i rodigini tutte le domeniche. Sempre tramite soci, aprimmo una rimessa per imbarcazioni che avrebbe potuto permettere ai tanti concittadini possessori di barche tenute ad esempio a Porto Levante, di risalire a fine stagione, fare la manutenzione e tenerle ad ormeggio in porto, qui in città”. 

“Tutto questo non bastò. L'assegnazione non mi fu mai formalizzata. Chiesi il contratto fino allo sfinimento. Mi veniva risposto che bisognava attendere. Tutti avete visto il perché. Nel frattempo mi era stata data la residenza che ho mantenuto fino a qualche tempo fa”.

Giro mette in evidenza un'altra situazione che appare non essere nuova tra i beni del patrimonio comunale, soprattutto impianti sportivi (LEGGI ARTICOLO): “Ho provveduto personalmente all'accatastamento del sito che non aveva nemmeno il numero civico. Sono riuscita ad averlo solo dopo essermi rivolta alla Comunità Europea, alla quale, visto l'esito, ho provveduto a denunciare il tutto. Ho avuto comunicazione del differimento della questione al tribunale Europeo. Quindi penso e spero ci sarà giustizia.

L’epilogo per la signora Giro poi fu durissimo (LEGGI ARTICOLO  ) con la “cacciata” dell’associazione da parte dell’amministrazione comunale che arrivò allo sfratto coatto con la Polizia locale.

Massimo Zanirato, titolare di Aapprodo srl, società di scopo nata dopo l’aggiudicazione della gara indetta dall’amministrazione comunale, nel dicembre 2012, per la gestione del servizio turistico ricreativo ricettivo del porticciolo turistico integrato, prese possesso solo dopo il contratto dell’11 giugno 2014.  Vi fu la convivenza con il Gruppo Canoe Polesine come aveva auspicato e cercato di favorire Alba Rosito, assessore ai Lavori pubblici nel 2014 in una lettera, a cui il Comune aveva dato provvisoriamente parte degli spazi, il capannone e i bagni, ancora nel 2010, ma fu impossibile. Gli atleti rimasero senza corrente elettrica, senza acqua calda per le docce in pieno inverno e alla fine senza le chiavi del cancello d’ingresso per potersi allenare (LEGGI ARTICOLO). La questione finì in tribunale relativamente al possesso della disponibilità di accesso alla struttura preclusa dai cancelli posti dalla Aapprodo. Il giudice sentenziò a favore di Zanirato e a fine 2017 il gruppo Canoe Polesine abbandonò la sede del Porticciolo turistico.

Articolo di Martedì 13 Agosto 2019

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