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STOP VIOLENZA VERBALE

Adria è contro il razzismo, la discriminazione e il pregiudizio

Comune e Gruppo Famiglie Adottive attivi contro la discriminazione. Si terrà il 6 e 7 settembre un’importante manifestazione ad Adria (Rovigo), con l’obiettivo di stimolare la comunità civile, accogliente e sensibile 

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ADRIA (Rovigo) - A seguito del triste episodio accaduto in un spiaggia di Sottomarina di Chioggia a discapito di un ragazzo adriese di 18 anni, che si è visto negare l’accesso per via del colore della propria pelle (LEGGI ARTICOLO), l’amministrazione comunale si è attivata da subito con il Gruppo Famiglie Adottive per ideare un’azione di sensibilizzazione e di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole coinvolgendo tutta la città e la realtà del territorio adriese. Per dire no ad ogni forma di discriminazione e pregiudizio.  

L’iniziativa “A casa mia contro ogni pregiudizio, contro ogni forma di discriminazione” avrà inizio venerdì 6 settembre con la mostra “il peso delle parole” a cura dell’artista Andrea Dodicianni, il quale installerà nell’atrio del comune pannelli con frasi razziste e violente raccolte nel social network con l’obiettivo di far rendere conto della gravità, a volte drammatica, delle parole utilizzate nel mondo virtuale. La manifestazione continuerà poi sabato 7 settembre dalle 17 alle 24 in piazza Cavour dove vari gruppi e artisti si alterneranno ad intervalli di ospiti al fine di stimolare riflessioni sul tema affinché “Casa Mia” diventi realmente un posto migliore e più inclusivo.  

È il consigliere Federico Paralovo che commenta: “Credo sia un’occasione importante per tutti noi per capire quale sia l’importanza della “non” discriminazione, in quanto troppo spesso ci troviamo in situazioni veramente assurde e dove si sfiorano offese veramente assurde”. “Una manifestazione che ci deve aiutare alla riflessione e soprattutto a capire quanto la situazione ci stia sfuggendo di mano”.  

Successivamente è anche il presidente dell’associazione “Gruppo Famiglie Adottive”, Cristiano Roccato che racconta: “Io ho un figlio di colore e adottato, per cui ho dovuto subirne tante di discriminazioni, prima di tutto il fatto di dover far cambiare scuola a mio figlio”. “Credo che sia assurdo quello che è successo al ragazzo che è andato a Sottomarina”. Sottolineando: “Sono particolarmente sensibile a questi temi e per questo ho voluto far qualcosa di concreto per creare maggiore sensibilità alle persone di Adria, che sono sicuro non sono ricche d’odio, ma di amore per il prossimo”.

Stefano Spano 

Articolo di Mercoledì 14 Agosto 2019

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