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TURISMO FLUVIALE

“Porticciolo turistico solo nei sogni”. La lista infinita dei malfunzionamenti la fa Massimo Zanirato

Sulle rive del Canalbianco la società Aapprodo dal 2014 ha in gestione la struttura della Regione Veneto attraverso il Comune di Rovigo. “impossibile farla funzionare senza lavori straordinari”

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ROVIGO - Il Porticciolo è paralizzato e non da ieri, ma da anni. Alcune persone dicono da quando è stato dato in gestione a Massimo Zanirato nel giugno 2014, attraverso la sua società Aapprodo, dopo la vittoria di una regolare gara indetta dal Comune di Rovigo a cui parteciparono in nove. Ma sostanzialmente non ha mai funzionato con regolarità e secondo normativa. Zanirato è perentorio: “Fin dal primo momento fu chiaro che ci veniva data una struttura collaudata ma non in sicurezza. Dovevamo finire quanto l’impresa che aveva realizzato la struttura non aveva finito. A mio avviso non ci fu un controllo. E alcuni lavori furono fatti senza alcuna intelligenza”.

La gara vinta da Aapprodo prevede la gestione del servizio di porticciolo, approdo turistico navale e da diporto, il contratto parla di “servizio turistico, ricreativo e ricettivo”. Dopo la chiacchierata con Zanirato appare evidente che né il servizio turistico, né quello ricettivo, possono essere realizzati senza interventi di manutenzione straordinaria. “La manutenzione straordinaria dipende dal proprietario, come gestore posso andare incontro alla proprietà, ma non posso assumermi una responsabilità che non mi compete” spiega Zanirato.

Il tetto canadese della club house nel 2014 era già scivolato via. “Ci offrimmo di sistemarlo. Ma l’errore è alla base: le tegole sono incollate e non inchiodate, quindi va rifatto tutto. Noi le tegole le abbiamo comprate, ma il rifacimento totale chi se lo deve accollare? Per me il proprietario”.
“Appena insediati facemmo realizzare il cancello elettrico d’ingresso, bene chi lo collauda? Io che sono il gestore o il proprietario?”.
L’impianto elettrico e di riscaldamento sono stati realizzati in maniera tale che, se si intende riscaldare o illuminare solo una porzione, per esempio i bagni esterni a disposizione dei diportisti, bisogna accendere l’impianto elettrico e di riscaldamento di tutta la struttura. Bisognerebbe realizzare gli impianti separati. Chi si accolla questo onore? “Per me tocca sempre al proprietario”. “Ho messo un generatore adesso per ovviare a questo problema, ma non è la soluzione ideale”. Ovviamente non c’è nemmeno l’aria condizionata.

Parliamo dell’attività nautica. Nessuna imbarcazione può essere messa a mare o sollevata perché lo scivolo non c’è. “Un porto è definito tale solo se c’è lo scivolo. E’ previsto, è progettato ma non ci sono gli esecutivi. Non posso inventarmi di farlo a modo mio. Ho chiesto al Comune e alla Regione Veneto il progetto esecutivo dello scivolo fin dal giorno dopo l’insediamento, non me l’hanno mai dato”. “Per il cancello uguale, - prosegue Zanirato - mi sono offerto di metterlo su, ma almeno un tecnico comunale o regionale deve venirci a dire dove e come”.

Oggi inoltre il porticciolo non è navigabile, non vi può approdare nessuno. “I pontili si sono conficcati a terra, non c’è acqua. Nessuna barca riesca ad approdare. Il porto va dragato. Per me lo deve sempre fare finanziare il Comune, anche se la mia collaborazione è sempre massima”. “Mi sono posto anche il problema di riuscire a dragare il porto. Poi dove smaltisco il terreno asportato? Ci sono costi paurosi per questo. Ho offerto di farlo anche nei miei terreni, ma servono autorizzazioni e analisi dei terreni. Ripeto sono costi da proprietario e non da gestore”.

Il maltempo inoltre ha fatto volare via gli impianti antincendio. “Ho arredato e tentato di aprire all’interno della Club house un locale per piccola ristorazione, un bar. C’è un bellissimo, enorme camino. Chi lo ha progettato non so, ma quando lo abbiamo provato assicuro che ha fatto un tale fumo che a momenti ci saremmo intossicati tutti da monossido di carbonio. Quindi ho accantonato anche questa soluzione, il camino va sistemato. Non è il proprietario a doverlo fare?”.
Anche l’asfaltatura dei piazzali è grossolana. “Ormai sono ciotoli e sassi, il sottile strato di asfalto non esiste quasi più”.


Tutto questo senza contare il contenzioso che si è creato con il Gruppo canoe Polesine.
“Quando arrivammo nel 2014 loro erano già dentro, con la concessione temporanea di capannone e porzione della Club house. Loro lì avevano indirizzo e sede. C’erano bambini e ragazzini che andavano avanti ed indietro a tutte le ore. Come potevo sistemare barche e usare solventi nel capannone dove loro tenevano le canoe? Non potevo. Quando ho cambiato la serratura di quello che loro usavano come ufficio, sono stato denunciato in procura perché loro sostenevano di avere un pre-uso della chiave”. Il Comune aveva infatti dato loro le chiavi nel 2010.
La sentenza definitiva è del 30 aprile 2019 e loro sono costretti a pagare ogni spesa legale ed il processo. “Sono disponibile a lavorare a 360 gradi con il Gruppo canoe Polesine per fare eventi e fare sport, ma ciò deve avvenire nella massima sicurezza, che a mio avviso non c’è, mentre per loro sì”. Per ospitare la società sportiva Zanirato ritiene necessario una discesa separata e diretta, laterale e utilizzabile anche in caso di mareggiata, anche questa è stata messa nella lista.

In questi anni la collaborazione con il Comune di Rovigo è sempre stata intensa, garantisce Zanirato, ma nonostante le sue difese degli uffici comunali, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L’incontro con il nuovo assessore della giunta di Edoardo Gaffeo, Giuseppe Favaretto, è avvenuto 20 giorni fa. Zanirato gli ha fatto tutta la lista, “l’assessore mi ha chiesto di attendere 6 mesi entro i quali il Comune metterà a punto una messa in ordine di tutto. Poi insieme ci attiveremo con la Regione Veneto, per essere più efficaci nell’avere una risposta e sbloccare questa situazione”.

E l’Interporto spa che sbandiera di avere degli acquirenti? “Ho la gestione fino al 2032. Può aspettare”.
Articolo di Mercoledì 14 Agosto 2019

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