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ATER

Spunta l'idea di una raccolta firme per bloccare gli aumenti dei canoni  

Sull’aumento degli affitti delle case popolari interviene la Lista Uniti per Costa (Rovigo) che chiede con forza il blocco della Legge. Quasi 24 mila famiglie si sono viste recapitare l’incremento, oltre 4 mila rischiano lo sfratto 

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L’assessore regionale Lanzarin

COSTA DI ROVIGO - La lista Uniti per Costa sostiene la richiesta, mossa da più fronti, alla Giunta della Regione Veneto affinché sospenda subito la legge 39/2017, entrata di fatto in vigore lo scorso primo luglio, sugli alloggi Erp: “il testo va modificato evitando, nel frattempo, ulteriori danni. I comitati provinciali attivati dalla Regione arrivano tardi, questo provvedimento ha già iniziato a produrre i suoi nefasti effetti: il canone è aumentato per 23.930 famiglie, il 77,7% del totale, l’incremento medio è del 20-30%, ma in alcuni casi, non pochi, l’affitto è addirittura triplicato; inoltre è stato avviato lo sfratto, o più gentilmente “la procedura di decadenza”, per 4.194 famiglie, a cui vanno aggiunte quelle che non hanno comunicato l’Isee, complessivamente sono 5.535, il 18,5% del totale”.

L’assessore regionale Lanzarin ha annunciato che ci sarà una valutazione caso per caso da parte di questi nuclei che poi dovranno proporre le modifiche al Tavolo di monitoraggio istituito dalla Giunta. “Appaiono rassicurazioni generiche e tardive: si tratta di persone fragili che non sanno cosa fare e che si trovano nella confusione più totale, non il modo migliore per affrontare un’emergenza sociale. In Veneto, infatti, ci sono oltre quattromila case Ater sfitte per assenza di manutenzione. Come mai non sono mai state destinate le risorse necessarie a sistemare questi appartamenti, dato che ci sono 14.500 famiglie in lista di attesa? Per anni non ci sono stati controlli efficaci, è evidente, ma la risposta non può essere quella di colpire nel mucchio per stanare i furbi. Chi non ha diritto alla casa popolare va “messo alla porta”; giusto intervenire su chi dispone di redditi alti ma nell’arco di due anni, il tempo concesso per mettersi in regola, chi ha proprietà immobiliari o mobiliari potrebbe farla franca, intestandole a familiari o fiduciari. Allo stesso tempo bisogna tutelare le categorie più fragili, ovvero pensionati o ultrasettantenni che hanno l’unica colpa di aver risparmiato una vita o di aver ricevuto la liquidazione dopo anni di sacrifici e lavoro e vengono messi alla porta perché superano i parametri”.

La lista Uniti per Costa fa una proposta “Lanciamo l’idea di una raccolta firme per chiedere alla Giunta Regionale di rimediare a questa legge, agendo questa volta bene e in fretta e al contempo chiediamo all’Amministrazione Comunale quali passi ha intrapreso nei confronti della Regione Veneto, di concerto con le altre Amministrazioni Locali Polesane.

Noi siamo disponibili ad avviare azioni concordate per affrontare il caos e le difficoltà create da una Legge Regionale che non aveva previsto i “danni” che stava creando”.

Articolo di Venerdì 16 Agosto 2019

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