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IL CASO

Scandalo Iras. Diventa un caso politico

Dopo l’indagine che ha portato al coinvolgimento di nove operatori dell’Iras di Rovigo accusati di maltrattamenti agli anziani, i commenti dei sindacati Cgil e Uil, e del Circolo Polesano di Libertà e Giustizia

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ROVIGO - La città è profondamente turbata. Reparto non autosufficienti dell’Iras di Rovigo, nel quartiere San Bortolo, che è balzata agli onori delle cronache nazionali, “grazie” alla minuziosa indagine della Squadra mobile della Questura di Rovigo diretta da Gianluca Gentiluomo (LEGGI ARTICOLO).

Violenze, insulti, botte, umiliazioni, anziani che non potevano difendersi, tutto ripreso dalle telecamere nascoste dagli inquirenti. Nove gli indagati, sette Oss e due inservienti, otto donne ed un uomo. Oltre due mesi di prove acquisite, poi la misura cautelare la vigilia di Ferragosto nei confronti dei nove operatori che, allo stato, sono inibiti da svolgere il lavoro. GUARDA L'INTERVISTA AL DIRETTORE DELL'IRAS 

Da martedì partiranno gli interrogatori di Garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari, in quel caso gli indagati potranno raccontare la propria verità. Devono rispondere di maltrattamenti in concorso nei confronti degli ospiti della struttura, soggetti non autosufficienti, di qui la doppia aggravante. GUARDA IL VIDEO DELLA QUESTURA

La misura interdittiva del divieto di svolgere l’attività professionale, è stata resa necessaria per evitare il protrarsi dei reati contestati. Scandalo Iras che inevitabilmente diventa un caso politico (LEGGI LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO EDOARDO GAFFEO) .   

“Gli episodi avvenuti all’Iras di Rovigo, e in corso di accertamento da parte degli inquirenti, ci mettono di fronte ad una vicenda che scuote le nostre coscienze”. Maria Verita Boddi, presidente del Circolo di Padova del Popolo della Famiglia e referente regionale del Veneto, sottolinea: “Questi episodi, da non liquidare superficialmente come frutto di “poche mele marce”, costringono la politica a ripensare le azioni sociali e di welfare per gli anziani, perché non siano gestite in pura ottica economica, ma possano promuovere generosità, solidarietà tra generazioni, in controcorrente con l’odierno individualismo. I dati diffusi recentemente dall’Istat, rendono evidente il numero crescente di persone (prevalentemente anziane) in condizioni di non autosufficienza, che sempre più si affidano alle case di riposo. Il rispetto verso questi anziani è un valore e un obbligo che non dovrebbe mai essere dimenticato, specie da chi opera in queste strutture. Ben vengano dunque controlli e sanzioni”. 

Che brutta storia, e che vergogna. Iras, per decenni fiore all'occhiello della civica amministrazione ridotta oggi, dopo reiterati commissariamenti regionali a fonte di scandalo e mortificazione per tutta la città. La dimensione dell'inchiesta e le modalità con cui ha preso l'avvio, qualunque ne sia l'esito, non permettono di fronteggiare la situazione lanciando il refrain del "poche mele marce". Parole dure quelle usate da Giacomo Prandini, vicesegretario del comitato comunale PD di Rovigo

“Se altri dipendenti hanno ritenuto di denunciare all'autorità giudiziaria piuttosto che avvisare i dirigenti responsabili, questo è indice di una situazione lavorativa terribile e di carenze gestionali allarmanti. Perché non si è ancora udito il commissario neo riconfermato ? Ci sono molte domande che attendono risposte  dal punto di vista gestionale ma ancor più dal punto di vista politico. Che intende fare Zaia con le Ipab tutte commissariate in una sorta di controautonomia al prosecco?”

“E’ stata già segnalata da me - sottolinea Giacomo Prandini - e da altri l'impellenza di affrontare il problema degli interventi per gli anziani. Sperando di avere notizie un po' più dettagliate ho convocato il coordinamento comunale del partito per lunedì 23 agosto per un esame e proporrò di organizzare, entro settembre ,con il gruppo consiliare, a fianco dell'amministrazione comunale, un convegno/pubblico dibattito sull'argomento per condividere proposte e iniziative da assumere”.

“Le notizie che arrivano dalla Magistratura in merito alle indagini sull’Iras - commenta il segretario Generale Fp Cgil Rovigo, Davide Benazzo - colpiscono e per prima cosa riteniamo necessario esprimere la massima solidarietà agli ospiti e ai tanti lavoratori che dentro questo Ente assicurano un’assistenza di qualità per persone fragili che dipendono dalle stesse che le accudiscono. 

Ora tutti cominceranno a chiedere più controlli, telecamere, e tra questi gli stessi che in questi anni hanno ridotto le risorse e messo nelle condizioni economiche disastrose strutture come l’Iras. 

Preme anche sottolineare che il periodo trascorso da tanti anziani in queste strutture, che rappresenta il loro fine vita, non può essere argomento di discussione solo in queste bruttissime situazione e per il resto del tempo un problema di tipo economico. La qualità dell’assistenza che è in stretta relazione con quanto investo sul personale, deve tornare al centro. Deve tornare al centro il lavoro e quanto decido di investire attraverso la rivisitazione degli organici, una costante formazione che mi permetta di coinvolgere e rendere sempre più l’assistenza vicino ai bisogni delle persone. 

Spero che questo brutto episodio possa determinare una forte alleanza tra lavoratori e famigliari per chiedere alla politica investimenti sulla qualità dei servizi e sul lavoro. Punire chi sbaglia è giusto, ma questo è compito della Magistratura… la politica e la società tutta ha invece il compito di creare le condizioni perché questo non accada”. 

“Come Uil esterniamo la nostra preoccupazione per le sorti dell’Ente - il commento di Cristiano Maria Pavarin - Uil Fpl - ma soprattutto per i lavoratori che si sono sempre prodigati per garantire la continuità dei servizi con professionalità e passione. Lavoratori che in questi anni si sono sobbarcati, attraverso il taglio della produttività, i costi derivati dalla precaria situazione economica dell’Ente. Invitiamo a fare molta attenzione al nuovo Piano Socio Sanitario nel quale la Regione ha previsto un ruolo di fondamentale importanza alle strutture pubbliche di assistenza come l’Iras. Queste, infatti, gestiranno la cronicità in ambiente residenziale, ma potrebbero anche svolgere funzioni di assistenza domiciliare assieme ad altri servizi competenti. Ci auguriamo che l’amministrazione Gaffeo sappia cogliere questa grande opportunità e sappia gestire al meglio lo “strumento” Iras riportandolo al pieno delle sue funzioni”.

“Il caso della gestione dell’Iras, esploso sulla stampa pochi giorni orsono - commenta il Circolo Polesano di Libertà e Giustizia - dopo l’annuncio della decisione da parte della Regione Veneto di prorogare per un altro anno il commissariamento della gestione della struttura assistenziale, mette sul tavolo due questioni di vitale importanza.

L’annunciata trasformazione dell’ente avverrà, viste le scelte del rinnovo, con alla guida un Commissario scelto dalla Regione e non con un  consiglio di amministrazione democraticamente eletto dal Comune. E questo vale per tutte le importanti scelte che si dovranno fare e che sono  collegate all’Iras, comprese quelle di Casa Serena. Se si aggiungono a ciò le ripetute affermazioni dell’assessore regionale del settore Lanzarin  di voler trasformare le Ipab venete, e quindi anche Iras che è una Ipab, da Enti pubblici in Fondazioni di diritto privato, si avverte il rischio altissimo di una espropriazione in questo delicato settore (dove in ballo ci sono diritti e aspettative di ospiti, famiglie, lavoratori) di patrimonio e di controllo pubblici. Dalle dichiarazioni emerse il Comune di Rovigo appare come disarmato.

Ci chiediamo se questo atteggiamento sia frutto di impossibilità e/o incapacità a reagire nei confronti della Regione, o di una scelta voluta. In ogni caso si profila una situazione grave per una vicenda delicata, in un settore vitale dei servizi alla persona

Il Comune di Rovigo e la nuova Giunta, il suo Sindaco in prima persona, hanno  davanti a loro un banco di prova per evitare che commissariamento e poi trasformazione in gestione privata (con amministratore unico, nominato sempre dalla Giunta Zaia) facciano tabula rasa di diritti primari dei cittadini di Rovigo”.

Articolo di Venerdì 16 Agosto 2019

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