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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Marchesini a Dall'Ara: Provincia irresponsabile, pronti a fare causa e chiedere i danni per milioni di euro

Il Consorzio cooperative pescatori del Polesine di Scardovari (Porto Tolle) ha dato mandato all'avvocato Giampietro Berti di procedere per abuso d'ufficio ed ad un altro studio per la quantificazione dei danni per la mancata proroga

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PORTO TOLLE (Rovigo) - Il Consorzio cooperative pescatori del Polesine presieduto da Luigino Marchesini attende con grande preoccupazione e trepidazione la seduta del consiglio provinciale indetta per il prossimo giovedì 22 agosto, ma al tempo stesso sta valutando e predisponendo le iniziative volte a tutelare il lavoro di 1.500 associati e delle altre centinaia di persone coinvolte nell’indotto generato dall’allevamento dei molluschi nell’area del Delta del Po.

"Si ritiene infatti, senza fondamenti, irrazionale ed irresponsabile la proposta del Presidente Dall’Ara di diniego della proroga di 15 anni della Convenzione. Già in questi giorni è stato dato mandato allo studio legale dell’avvocato Giampietro Berti di valutare le obbligate motivazioni che il Presidente provinciale dovrà sostenere per fare approvare il diniego. Non si sa con quali giustificazioni si potrà “smontare” il parere autorevole, a favore dei pescatori pronunciato dall’Avvocatura di Stato, successivamente specificato e confermato, per la realtà del Polesine dal sottosegretario al Mipaaf Franco Manzato, sostenuto recentemente anche dall’Avvocatura regionale e sempre promosso e raccomandato dal Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Nel caso tali motivazioni siano valutate vaghe o sostenute da argomentazioni deboli e con fondamenti giuridici impropri, si procederà subito a presentare un esposto in Procura della Repubblica per abuso di ufficio".

Contestualmente è stato dato un ulteriore mandato ad un competente studio legale di valutare e quantificare i danni che il Consorzio sta subendo per l’immobilismo e il protrarsi di questa fase di stallo che il Presidente provinciale e la dirigente Maria Votta Gravina hanno generato.

Il Consorzio infatti, nel corso del 2019 ha visto il susseguirsi di quattro proroghe ed ha dovuto, in questa fase di grande incertezza, bloccare ed azzerare tutte le iniziative legate all’allevamento ovvero l’acquisto di semina, lo sviluppo aziendale, l’innovazione tecnologica, l’espansione commerciale.
"Già quest’anno l’impossibilità di programmazione e pianificazione aziendale porterà ad un grave calo di fatturato valutato in oltre 10 milioni di euro che si acuirà il prossimo anno proprio per l’incapacità decisionale e la visione miope dei vertici provinciali.

Anche la proposta che sarà discussa sempre il giorno 22, di approvare una convenzione di un solo anno, è assolutamente ottusa e inconcepibile, basti pensare che un ciclo di allevamento standard per la vongola verace è di almeno 24 mesi. I danni arrecati, già ingentissimi e destinati ad aumentare in maniera vertiginosa nei prossimi mesi, saranno oggetto di richiesta di risarcimento".

Il Consorzio confida nella intelligenza e saggezza dei consiglieri provinciali affinchè si dissocino dal disegno incomprensibile, illogico e contro il bene di tutti i 1.500 pescatori soci del Consorzio.
"Con tutte le nostre forze, con grande tenacia e coraggio, difenderemo sempre il nostro lavoro il nostro meraviglioso territorio e non permetteremo a nessuno di distruggere ciò che abbiamo creato e ciò che ci spetta di diritto per il bene nostro, dei nostri figlie e delle future generazioni" conclude il presidente del Consorzio Luigino Marchesini.

 
Articolo di Martedì 20 Agosto 2019

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