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IL CASO

Scandalo Iras. Rifondazione Comunista chiede le dimissioni della Regione

Guglielmo Brusco ringrazia chi ha denunciato gli abusi e i maltrattamenti agli anziani all’Iras di Rovigo, ma colpevolizza la gestione della Giunta Zaia sulla questione Sanità

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ROVIGO - Martedì 20 agosto i primi interrogatori degli indagati per lo scandalo dell’Iras, davanti al Giudice per le indagini preliminari (LEGGI ARTICOLO). L’accusa per gli operatori della struttura è di maltrattamenti aggravati in concorso nei confronti degli anziani ospiti non autosufficienti  (LEGGI ARTICOLO).

“Zaia e gli altri leghisti ci informino anche dei risultati della Commissione evocata dal Presidente per i fatti degli Istituti Polesani del 2014” (LEGGI ARTICOLO). La pesante accusa arriva da Guglielmo Brusco – Rifondazione Comunista Polesana (Sanità) - che chiede dimissioni di massa.

“La Lanzarin dovrebbe dimettersi dopo fatti così gravi. Zaia idem, insieme a tutti i leghisti interessati, visto che dal 2005 sono loro a dirigere la sanità veneta.  Sono loro i maggiori responsabili, per non aver evidentemente saputo organizzare adeguatamente una catena di progettazione, realizzazione, gestione ed esecuzione di servizi delicatissimi”.

“Quanta vigilanza c’è e come viene preparata questa vigilanza? E a Rovigo, non hanno forse messo in crisi l'Iras i 100 posti letto dati dalla Regione tramite Ulss 5, al Centro Servizi privato? Quanti milioni ha incassato in più ogni anno tale privato e quanti in meno l'Iras? 

Questo non toglie niente alle pesanti responsabilità di chi ha maltrattato in modo inumano persone anziane che già soffrivano. 

Una vergogna che però non deve farci dimenticare le altre responsabilità politiche e non, eventualmente attribuibili anche a chi doveva assicurare piante organiche qualitativamente e quantitativamente adeguate alla delicatezza del servizio, e una vigilanza che impedisse o almeno sapesse troncare subito, e senza il bisogno della Polizia (che ringrazio), gli eventuali abusi sugli anziani”. 

“Grazie anche a chi, come l'operatrice della stessa Iras, dato ricavato dalla stampa - conclude Brusco - ha avuto il coraggio e la dignità di denunciare i fatti. Grazie. Se era senza posto fisso, spero sia assunta immediatamente. Un esempio per tutti”.

 

Articolo di Mercoledì 21 Agosto 2019

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