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SCANDALO IRAS

Nessun alibi per chi si è macchiato di fatti gravissimi

La posizione del Comitato dei famigliari di Iras Rovigo presieduto da Alessandro Sasso. Già a maggio avevano evidenziato alcune "situazioni spiacevoli" nei modi e nei toni verso gli ospiti

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ROVIGO - Alessandro Sasso presidente del Comitato dei famigliari degli ospititi di Iras Rovigo puntualizza la posizione del Comitato circa le vicende che hanno posto l'ente socio assistenziale letteralmente al centro di un ciclone che ha portato alla sospensione immediata e cautelativa di 9 persone (LEGGI ARTICOLO) in seguito alle indagini portate avanti dalla Squadra mobile della Polizia di Stato di Rovigo.

"Gli operatori si sono macchiati di fatti gravissimi ed inqualificabili - esordisce Sasso - nei nostri atti pubblici e negli incontri privati come Comitato siamo sempre stati lineari e coerenti con il nostro modo di accostarci e considerare il problema.
La mancanza di personale, i carichi di lavoro più impegnativi, non possono essere considerati alibi per una condotta altamente inqualificabile nei confronti degli ospiti.

Riconfermiamo durezza e fermezza di giudizio nei confronti dei 9 indagati e nel contempo solidarietà e sostegno agli ospiti, famigliari e a tutto il personale che sta lavorando in una situazione psicologica pesante e che quotidianamente deve convivere con un clima che mortifica il loro impegno.

Il nostro compito è quello di recepire le istanze dei famigliari. In un verbale trasmesso alla direzione già a maggio ponevamo in risalto alcune situazioni spiacevoli che si sarebbero verificate, come alcuni episodi di comportamenti bruschi, sia nei modi che nei toni, nei confronti degli ospiti, ma non venne preso in considerazione il nostro porre in evidenza questo stato di cose".
Articolo di Giovedì 22 Agosto 2019

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