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CULTURA 

Parte il primo festival Ruggero Sichirollo

Raddoppiano gli appuntamenti organizzati da Proposta Teatro Collettivo. Sabato 24 agosto a Corte Bussari ad Arquà Polesine (Rovigo) c’è il noto artista Giovanni Giusto

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ARQUA’ POLESINE (RO) – Conclusa con successo la ventiseiesima edizione della rassegna teatrale svoltasi presso la cornice del Castello Estense di Arquà Polesine, si aggiungono nuove tappe alla rassegna dal titolo “Teatro popolare e mondo contadino” per l’edizione 2019. Gli appuntamenti, organizzati a livello tecnico ed artistico dalla compagnia Proposta Teatro Collettivo sotto la direzione artistica del regista Giorgio Libanore, si spostano infatti nelle Corti rurali del Medio Polesine, quelle corti che sono state simbolo e fil rouge del percorso intrapreso già negli appuntamenti teatrali presso il Castello Estense.

L’evento, organizzato dalla compagnia arquatese e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con le corti ospitanti gli eventi, prende il nome di “Festival Ruggero Sichirollo” ed è dedicato all’attore e amico della compagnia, prematuramente scomparso lo scorso anno. Il messaggio di Ruggero Sichirollo è sempre stato lo stesso, ovvero quello di portare in scena il teatro popolare di qualità, non dimenticando mai le radici che al Polesine ci legano.

E proprio da quella che è stata ed è tuttora casa sua comincia questo percorso sabato 24 agosto alle 21.15. La compagnia ospitata sarà di scena presso Corte Bussari in via Valmolin Superiore, 1432 ad Arquà Polesine. Ad aprire le danze sarà il Teatro dei Pazzi di San Donà di Piave, che proporrà uno spettacolo molto particolare.

Dai campi al mar” è una performance di teatro-canzone del noto artista Giovanni Giusto, che per l’occasione sarà accompagnato dai suoi tre musicisti ed affiancato da una narratrice. Porta in scena i racconti e le poesie di un tempo lontano, la vita e le persone del nostro territorio, il lavoro nei campi, le cose semplici, le preghiere, le feste, la politica e poi… Il mare. Il mare senza ombrelloni, che fino a qualche decennio fa si raggiugeva dopo ore di bicicletta, magari con la “morosetta” sul manubrio.

Una finestra sulla vita dura di chi lavorava e viveva in campagna e vedeva il mare come la meta della libertà, per riscoprire il sapore del passato mescolato alla dolcezza e alle risate della vita di ogni giorno, oggi così diversa da quella di allora. Al termine un rinfresco a base di panbiscotto, salame e vino offerto in collaborazione con la Corte ospitante. Costo d’ingresso a 6 euro. È caldamente consigliata la prenotazione al numero: 3441350020.

Articolo di Venerdì 23 Agosto 2019

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