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RUGBY

Quarto Mondiale al servizio degli Azzurri

Sante Lugarini, come il collega fisioterapista degli All Blacks, si appresta a vivere la quarta World cup con l’Italia. Insieme a lui anche Nicola Quaglio, pilone scuola FemiCz Rovigo

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ROVIGO - E’ ricercato anche da prestigiosi club di calcio di Serie A, Sante Lugarini, il fisio - osteopata della Nazionale Italiana di rugby, si appresta a vivere il suo quarto Mondiale al servizio degli azzurri, come il suo collega Peter Gallagher degli All Blacks.

Le sue mani d’oro custodiscono segreti di spogliatoio, successi esaltanti e cocenti sconfitte, cambiano gli allenatori, i giocatori, ma lui c’è sempre. Non solo Nicola Bibi Quaglio, il pilone scuola FemiCz Rovigo e punto fermo del Benetton Treviso, ma anche il noto professionista co-fondatore del centro riabilitativo Equipe, volerà in Giappone per la Rugby World cup.

Rossoblù nel cuore, dopo l’esperienza ovale con le Fiamme Oro ha prestato servizio nella Polizia Stradale di Badia Polesine per sei anni, ma è stato anche  terapista per ben undici anni nell’atletica che conta, lavorando con personaggi del calibro di Longo, Lambruschini, Andrei e l’astista Iapichino. 

“Il primo Mondiale a livello emotivo è stato sicuramente il più importante - ricorda il 52enne Sante Lugarini - perché abbiamo sfiorato l’accesso ai quarti di finale”. A Saint Etienne le lacrime di Troncon e compagni, dopo la sconfitta di misura contro la Scozia (18-16), non si sono ancora asciugate dal 2007. Tre penalty falliti hanno condannato oltre misura la Nazionale di Berbizier, un vero peccato.

Fisioterapista che nel rugby è parte integrante della squadra, entra in campo, dialoga via radio con lo staff tecnico, ma per Sante Lugarini, avendo giocato, l’emozione è maggiore, si sente parte della squadra. Tre titoli italiani con le giovanili rossoblù, uno con l’Under 15 e due con l’U19 della Rugby Rovigo.

Dal 2007 sono cambiate tante cose nel rugby, in primis gli impatti e di conseguenza ha assunto un ruolo sempre più importante il supporto medico. “Non siamo secondi a nessuno dal punto di vista tecnico e organizzativo - spiega Lugarini - c’è l’attenzione a qualsiasi dettaglio durante la preparazione”. La parte sanitaria è composta da un medico, un Osteopata e due fisioterapisti. Lezioni per migliorare la respirazione con Mike Maric, medico, campione di apnea e coach di atleti del calibro di Federica Pellegrini, Filippo Magnini e Igor Cassina, e per affrontare l’importanza del sonno. 

Un lavoro che dura tutto il giorno quello dei terapisti “In ambito di preparazione cominciamo dalle 8 del mattino fino alle 22, trattiamo anche a livello preventivo atleta per atleta, con una serie di test, per mappare le problematiche dei vari giocatori”. Non proprio una passeggiata di piacere “Ma non ci pesa, lavoriamo per la maglia azzurra”.

Lavoro che è sensibilmente lievitato nel rugby moderno “I traumi sono aumentati, è raro che si sia uno scontro singolo, spesso la difesa agisce con due o tre atleti sul portatore di palla, gli impatti sono sempre più duri”.

Trattamenti specifici per raggiungere il massimo risultato possibile “Per esempio con Mirco Bergamasco, quando ha cominciato a calciare, abbiamo sviluppato un lavoro specifico per migliorare il gesto tecnico”.

Tra gli aneddoti curiosi il numero di metri di bendaggi utilizzati prima della partita “Per Santiago Dallape abbiamo superato i 7 metri, un record. C’è da dire che a livello di spogliatoio è una persona che ci manca parecchio”. “In 14 anni è cambiato molto - sottolinea Sante Lugarini - è un rugby più evoluto, in passato c’era un clima più goliardico, ora si è più professionisti. C’erano più personaggi, Totò Perugini, Mauro Bergamasco, Fabio Ongaro”.

Nazionale che la prima settimana sarà in ritiro in Giappone a Ueda-Sugadaira. poi a Fukuoka. Ma prima partenza per Parigi per il terzo test pre-mondiale con la Francia in programma il 30 agosto, poi a Newcastle in Inghilterra per affrontare gli Inglesi il 6 settembre, poi la trasferta giapponese. In precedenza una sconfitta con l’Irlanda ed un largo successo con la Russia per il morale.

“Tra le precedenti esperienze iridate mi aspettavo qualcosa di più dalla Nuova Zelanda (2011), solo quando siamo arrivati a Auckland abbiamo respirato il vero clima mondiale Quello in Francia (2007) è stato il migliore come ambiente, sicuramente in Giappone troveremo una grande organizzazione”. 

In Giappone l’Italia affronterà la Namibia il 22 settembre a Osaka, il Canada a Fukuoka il 26, il Sudafrica il 4 ottobre a Shizuoka e la Nuova Zelanda il 12 ottobre a Toyota City, fondamentali le prime due partite, proibitive la altre.

Se gli Azzurri riusciranno nell’impresa di accedere ai quarti di finale, la spedizione nel Pacifico durerà circa due mesi “Devo fare un  monumento a mia moglie, che in tutti questi anni mi ha supportato, e anche miei figli. Inoltre, una grande riconoscenza va ai miei colleghi dell’Equipe, in particolare ai miei soci Yarno Celeghin e Patrizia Milan. Grazie a loro posso andare ai mondiali sapendo di lasciare i pazienti in buone mani”.

Quando l’Italia chiama, Sante risponde sempre presente.

Giorgio Achilli

Articolo di Domenica 25 Agosto 2019

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