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PERSONAGGI

"Fotografare le storie dell'anima è la mia passione"

Alessandra Rigolin, originaria di Lendinara (Rovigo), si è affermata come artista che usa la fotografia per scandagliare la storia e la "verità delle persone"

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LENDINARA (ROVIGO) - Ha iniziato fotografando paesaggi. Le belle campagne venete solcate dai filari di pioppi. Un bel gioco di linee e geometrie. Aveva un maestro accanto a sé, Franco Fontana, uno dei fotografi italiani più celebri nel mondo.Alessandra Rigolin, all'epoca trentenne, decide di seguire il corso di fotografia di Enrico Bossan, insegnante al master in Giornalismo dell’Università di Padova e capo del dipartimento di Fotografia di Fabrica. Una folgorazione. “Cara ragazza, per fare arte è meglio essere in pace con se stessi. Il tuo paesaggio è dentro di te. Gira la macchina fotografica”. Alessandra ci pensa. “Per me fotografare era una necessità interiore, ma volevo anche essere felice dei miei scatti”. Così cambia tutto. Trascorre un anno a fare autoscatti. La sua Reflex Nikon digitale piantata sul cavalletto dentro casa e scatta e stampa. Tappezza tutta la stanza. La foto che scruta l’animo, “mi faceva stare bene, avevo trovato la mia strada”. Inoltre Alessandra impara l’editing, così comincia a scegliere. Di migliaia di foto ne rimangono sei, quelle che raccontano la storia dell’anima spezzata e ricomposta, la sua, come un puzzle. “Oliviero Toscani dice che non servono mille immagini per raccontare una cosa. Ne basta una”.

Ne esce StanZe performance e spettacolo emozionale che ricostruisce il percorso personale, con l’esposizione dei sei scatti ottenuti anche da foto strappate e ricomposte con i cerotti.

StanZe 2
With me

Oggi Rigolin ha 43 anni, nata e vissuta a Lendinara, vive a Rovigo
. “Offro la mia arte a chi mi apprezza e a chi ha bisogno di fare un percorso interiore attraverso le immagini della propria vita. Una foto può fare ridere, piangere, mostrare dolori e gioie. Io tiro fuori la verità delle persone dalle loro foto e dal loro essere”.

La cosa è un po’ incompresa in un mondo in cui selfie e click con il cellulare sembrano catturare tutti gli attimi di una vita. “Io rimetto insieme i cocci e i momenti felici. Io racconto storie intime e personali”.

Ha partecipato a diverse esposizioni anche internazionali, a Torino con Franco Fontana, a Fotissima sempre in Piemonte, espone con Arno Rafael, “ma la funzione delle mie foto è quella di stare in casa, appese nel salone da pranzo della famiglia, perché raccontano la storia di quella famiglia”.
Incontra Paolo Gioli, artista di scatti memorabili, “Lui fa parte della storia del mondo della fotografia, mi ha aiutato a conoscere e ad approfondire la storia della fotografia”; Mauro Fiorese, uno dei migliori 100 fotografi del mondo, “mi ha aiutato a formarmi con la fotografia, è davvero venuto a mancare troppo presto”.

Il sito Bianconiglio (www.alessandrarigolin.com) presenta i lavori di Alessandra Rigolin. Tante famiglie. “Il tema della Sacra famiglia per me è fondamentale”. Le foto dei matrimoni rientrano nel progetto “Sposami (e non wedding - precisa -), come dono di sé”. “Quando scatto io sono il Bianconiglio e Alice sei tu, il soggetto della mia foto. Un mondo un po’ malinconico - conclude Rigolin - ma la vita è questo. Ora sono pronta per raccontare il territorio”. 

Non vediamo l’ora, cara ricercatrice di storie dell’anima.

Irene Lissandrin

(pubblicato anche sul Numero Unico della 354 fiera di Lendinara) 

 

Articolo di Domenica 1 Settembre 2019

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