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AMBIENTE E RELIGIONE

Ca' Emo, sede della Coimpo: il luogo della strage per proteggere l’ambiente

​​​​​​​Anche la chiesa diocesana di Adria e Rovigo si appresta a celebrare la giornata per la Custodia del Creato unitamente alla Chiesa diocesana di Chioggia, ponendo attenzione al Polesine quale area dove abbondano le bellezze naturali da preservare. 

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ADRIA (RO)- La giornata per il creato è festeggiata assieme dalle Diocesi di Chioggia e Adria-Rovigo in un luogo simbolo della questione ambientale: Ca’ Emo. La morte di 4 persone sul lavoro, avvenuta 5 anni fa, ha messo in luce la necessità di non allentare l’attenzione su tutte quelle attività umane che hanno ricadute sull’ambiente. L’acqua e i suoi fiumi sono portatori di vita (LEGGI L’ARTICOLO SULLA TRAGEDIA).

È su questa duplice base - ricordo della tragedia e benessere idrico - che si vuole celebrare la giornata del creato. Il filo conduttore è rappresentato dal fiume Adigetto. I suoi significati simbolici si stratificano mirabilmente proprio nel luogo prescelto. Bagna Ca’ Emo, frazione di Adria e diocesi di Chioggia, piccola area rurale di confine, ricca di vita sociale.

L’Adigetto è un ramo dell’Adige (LEGGI ARTICOLO), regolato da una chiusa all’altezza di Badia, che attraversa centri nevralgici del Polesine, irriga molti campi e trasporta con sè beni e mali ambientali. Dipende in larga misura dalla ‘creanza’ delle popolazioni e delle attività agro-industriali a monte. Si tratta di trovare un equilibrio fra i diversi usi. L’Adigetto può essere veicolo di una ritrovata armonia tra uomo e natura.

Con il patrocinio della Provincia di Rovigo e della città di Adria, a Ca’Emo, nel centro Parrocchiale, con la collaborazione della Parrocchia Beata M.V, del Monte Carmeolo ed Associazioni di Ca’ Amo, venerdì 13 settembre alle 17, convegno “Prendersi cura del Polesine: Le Acque, la Terra, la Gente - Adigetto: messaggero di pace.

Parteciperanno Vincenzo Pietrantonio (medico Isde), Matteo Ceruti (avvocato), mamme no Pfas, cooperativa Terra Viva con Andrea Bonaldo, Vincenzo Restaino (Arpav), modera Giorgio Osti. Dopo il momento convivale alle 20 e 30 è prevista la preghiera interconfessionale con la partecipazione dei vescovi di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello e di Chioggia, Adirano Tessarollo, oltre ad altri rappresentati di confessioni religiose.

Il mese di settembre vede confermarsi e consolidarsi l'attenzione alla custodia del creato che tante criticità manifesta nel vivere personale e comunitario. Da alcuni anni, in questo mese, viene sollecitata dalle Confessioni Religiose un'attenzione particolare alla custodia del creato. Ciò emerge nel constatare difficoltà mutevoli e diversificate una condizione di criticità nel rapporto degli uomini con la natura.

La giornata del 2019, che anticipa e prepara il Sinodo sull'Amazzonia, mette in luce l'aggravarsi di situazioni di portata universale di fronte alle quali è doveroso assumere posizione, anche in considerazione della dimensione universale della distruzione che va profilandosi in maniera radicale ed irreversibile.

L'Amazzonia è "un polmone del pianeta ed uno dei luoghi in cui si trova la maggior diversità del mondo"; compete al mondo intero accostarsi a tale realtà conoscendone e comprendendone la fragilità e preziosità della biodiversità, di cui anche il nostro territorio è così ricco.

Con l'Amazzonia anche il territorio italiano è caratterizzato da una varietà di organismi e di specie viventi acquatici e terrestri, a "disegnare ecosistemi che si estendono dagli splendidi boschi delle Alpi fino al calore del mediterraneo".

I vescovi d'Italia, riuniti nelle commissioni episcopali per i problemi sociali e per l'ecumenismo ed il dialogo, hanno preso a cuore la sollecitazione di effettuare una lettura attenta e premurosa della realtà nazionale, per ricavarne adeguate possibilità di intervento. Rifacendosi alla forza e incisività espressi dall’Enciclica di Papa Francesco "Laudato Sii", sollecitano uno sguardo sull'ambiente, che conduca a "far prendere corpo e concretezza alla contemplazione del grande miracolo di una ricchezza vitale, che evolutasi da pochi elementi semplici si dispiega sul pianeta terra in forme spledidamente variegate". La Laudato Sii esprime ancora la tenerezza con la quale Dio mostra la ricchezza del suo amore nella varietà delle creature. Nell'encilica però, l'invito alla contemplazione della bellezza si salda con la percezione della minaccia che grava sulla biodiversità a causa di attività e forme di sviluppo che non ne riconoscono il valore.

"La logica dell’ecologia integrale ricorda che la struttura del pianeta è delicata e fragile, ma anche fondamentale per la vita della famiglia umana. In una creazione in cui tutto è connesso, infatti, ogni creatura – ogni essere ed ogni specie vivente – dispiega il suo grande valore anche nei legami alle altre. Intaccare tale rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita con un comportamento irresponsabile. L’attenzione ai più poveri è condizione di possibilità per una vera salvaguardia della biodiversità siamo chiamati, dunque, a convertirci, facendoci custodi della terra e della biodiversità che la abita.

Ma andranno pure contrastati - con politiche efficaci e stili di vita sostenibili - quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico. Occorrerà al contempo potenziare tutte quelle buone pratiche che la promuovono: anche per l’Italia la sua valorizzazione contribuisce in molte aree al benessere e alla creazione di opportunità di lavoro, specie nel campo dell'agricoltura, così come nel comparto turistico. Ed ha pure un grande valore il patrimonio forestale."

Anche la nostra chiesa diocesana si appresta a celebrare la giornata per la Custodia del Creato unitamente alla Chiesa diocesana di Chioggia, ponendo attenzione al Polesine quale area dove abbondano le bellezze naturali da preservare e faticano a trovare ambiente favorevole modalità di rispetto della natura. Il collaborare di chiese sorelle con le istituzioni del territorio sostiene un impegno problematico ed affascinante che porti a sviluppo ecologico integrale secondo la prospettiva dell’ecologia integrale della Laudato Si’, perché - nel dialogo e nella pace tra le diverse fedi e culture - la famiglia umana possa vivere sostenibilmente sulla terra che ci è stata donata.

Articolo di Martedì 3 Settembre 2019

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