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DIRITTI ESCLUVI DI PESCA

La controproposta dei pescatori a porte chiuse: irricevibile

Il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall'Ara si vede cambiate le carte sul tavolo il giorno della manifestazione, il Consorzio propone un 24+24 mesi più ultimi 12 mesi extra di proroga solo per la raccolta: totale 5 anni

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ROVIGO - Il giorno seguente la protesta dei pescatori davanti alla sede della Provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) emergono i dettagli degli incontri avvenuti il giorno precedente, lunedì 9 settembre e si delinea il futuro di quelli che potrebbero essere i passi successivi.

Lato presidente Ivan Dall'Ara "La proposta dei 24 mesi rimane sempre valida. E' l'unica che ci consenta di dare tempo al tempo. Due anni per trovare una soluzione definitiva al problema magari con un intervento legislativo ad hoc o con quegli approfondimenti normativi che al momento non ci sono", lato Consorzio cooperative pescatori del Polesine "Il presidende ed il Cda rappresentano 14 cooperative riunite in consorzio e nessuna di noi accetta un affidamento inferiore ai 5 anni. E' tempo di programmare il lavoro e gli investimenti con un ragionevole respiro temporale".


Queste le posizioni delle due parti in causa, da una parte Ivan Dall'Ara e dall'altra Luigino Marchesini, presidente del Consorzio dei pescatori di Scardovari, a Porto Tolle.

Entrambi lunedì 9 settembre hanno fatto un incontro con i propri portatori di interesse, ma l'unico che si è visto sotituite all'ultimo le carte in tavola è stato Ivan Dall'Ara.

Dall'Ara aveva organizzato infatti un incontro istituzionale in Provincia con l'assessore regionale all'agricoltura, caccia e pesca Giuseppe Pan, il collega assessore Cristiano Corazzari, i sindaci Roberto Pizzoli, Antonio Laruccia, Francesco Siviero, la dirigente di Palazzo Celio Maria Votta Gravina, il consigliere regionale Graziano Azzalin per cercare di trovare la soluzione da proporre alla delegazione di pescatori attesi il giorno successivo in Provincia. Dopo l'appello di Pan per trovare l'equilibrio tra tutte le parti in causa la proposta dei 24 mesi sembrava fosse da tutti condivisa e nessuna obiezione sarebbe stata fatta, nè da Pizzoli e nemmeno da Siviero, i due sindaci del Delta presente. Il commento di Dall'Ara è di stupore: "Ero convinto avrebbero accettato la proposta, tanto che l'ho proposta in sede di incontro con il Consorzio. Avevo ricevuto rassicurazione che l'assessore Pan avrebbe fatto un passaggio con il Consorzio o con il proprio legale, ma anche che Pizzoli avrebbe fatto un passaggio con i pescatori, invece sono arrivati in Provincia con la richiesta dei 5 anni, prendere o lasciare, come se l'incontro del giorno precedente e la condivisione raggiunta non fosse mai successo".

Nell'incontro tra le parti a porte chiuse, in sospensione di seduta in Provincia, la proposta dei 24 mesi sarebbe stata ridicolizzata, e sostituita, a voce, da una controproposta di 24 mesi più 24, più 12 di solo raccolta del seminato, per un totale di 5 anni, 4 di coltivazione effettiva e l'ultimo solo di raccolto. La proposta giunta a porte chiuse a Palazzo Celio è stata giudicata tecnicamente non possibile secondo gli uffici e non ha avuto alcun seguito.

Il rischio di esporre l'ente all'equo indennizzo per il mancato godimento della concessione da parte di un eventuale soggetto, diverso dal Consorzio, che si sentisse danneggiato dall'affidamento al Consorzio dei diritti esclusivi di pesca, non muove la Provincia di Rovigo dal procedere a 12 mesi alla volta, e comunque sempre con il parere contrario del dirigente.

Visto che per i pescatori la proposta di Dall'Ara e Votta non è nemmeno da prendere in considerazione l'unica strada percorribile rimane quella di ottenere il voto favorevole del consiglio provinciale ad un provvedimento di proroga dei diritti di pesca che vada a loro favore. Considerato che il provvedimento, potenzialmente a rischio, sarà portato al voto con il parere negativo del segretario generale è molto ragionevole pensare che, rischio per rischio, la proposta di proroga sarà la massima concedibile, ovvero 15 anni. Servirà il voto della maggioranza del consiglio provinciale ovvero 6 voti favorevoli nel caso fossero tutti presenti o i 5 voti dei consiglieri Pizzoli, Siviero, Mazzuccato, Mantovan, Martello, che al momento si sono resi già disponibili al voto con almeno 1 assente. La consigliera di Adria Emanuela Beltrame già nell'ultimo consiglio provinciale aveva dichiarato, andandosene, che lei non sarebbe stata presente per votazioni riguardanti il comparto pesca, per una questione di inopportunità derivante dai suoi incarichi professionali come legale di un soggetto legato direttamente al mondo della pesca.

Nel caso in cui anche il presidente Dall'Ara fosse assente condurrebbe i lavori il vicepresidente, al momento assente per la rinuncia all'incarico di Francesco Siviero. "Nei prossimi giorni mi preoccuperò di nominarlo" assicura Dall'Ara che attende, in pace, quanto faranno i consiglieri provinciali.

 
Articolo di Mercoledì 11 Settembre 2019

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