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CRISI

43 lavoratori lasciati a casa, la politica non può fare finta di nulla

Il tavolo sul lavoro creato per evitare il licenziamento collettivo alla Sic fu un’ottima iniziativa e Michele Aretusini, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rovigo, ne vuole uno permanente per evitare licenziamenti di massa

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ROVIGO - Ancora un duro colpo all’occupazione in Polesine: “Serve un tavolo che sia permanente, non una tantum”. Con queste parole il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Michele Aretusini, commenta la nuova terribile notizia del licenziamento di massa previsto alla Ecolab Production, ex Esoform, multinazionale che ha comunicato ai sindacati la volontà di chiudere lo stabilimento di Rovigo e lasciare quindi a casa 43 lavoratori (LEGGI ARTICOLO).

“Lo avevo detto ancora ai tempi della Sic, ma non fui ascoltato. Ora torno a ripeterlo: l’allora presidente della Provincia Marco Trombini istituì un tavolo per il lavoro e io dissi che doveva essere permanente e non una tantum. Invece ci ritroviamo punto a capo con un tavolo che è durato solo il tempo dello sdegno generale per un licenziamento di massa ma che poi è sparito nel nulla ed ora altri 43 lavoratori lasciati a casa dalla sera alla mattina senza che nessuno sapesse nulla – spiega il capogruppo Michele Aretusini - I dati sul lavoro in Polesine sono chiari e a dirlo è proprio il bollettino stilato dalla Provincia: Rovigo è molto lontana dai numeri di ripresa che caratterizzano il resto del Veneto.  Allora avevo chiesto: è necessario arrivare alla prossima crisi, licenziamento collettivo o fallimento di industrie, imprese, aziende polesane per tornare a parlare di lavoro in Polesine con tutte le forze politiche, le istituzioni, gli enti preposti del territorio? E purtroppo è stato

così. Lo ripeto: il tavolo sul lavoro creato per evitare il licenziamento collettivo alla Sic fu un’ottima iniziativa, ma non può rimanere una tantum”.

Articolo di Mercoledì 11 Settembre 2019

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