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L'INIZIATIVA

Il portavoce nazionale di Amnesty International dal sindaco Edoardo Gaffeo

Il sindaco Gaffeo ha ricevuto il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury a Rovigo per rilanciare la campagna “Verità per Giulio Regeni”

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ROVIGO - “Ritengo questa campagna un simbolo, non si tratta semplicemente di richiamare l'attenzione sul caso particolare di Giulio Regeni, che sicuramente necessita di avere una verità, ma è necessario mettere al centro i diritti umani. Il fatto che questa campagna sia sostenuta da Amnesty è fondamentale. Dobbiamo mettere in campo tutti gli sforzi possibili per riuscire a trovare una verità e ridare anche, se possibile, quel minimo di serenità ai genitori, affinché possano capire perché e che cosa è successo in quell'occasione”.   E' quanto ha affermato il sindaco Edoardo Gaffeo, che oggi ha ricevuto nel suo ufficio a palazzo Nodari, Riccardo Noury portavoce di Amnesty International Italia accompagnato da  Giovanni Stefani rappresentante di Amnesty International provinciale e da Michele Lionello di Voci per la libertà. Presenti anche gli assessori Mirella Zambello e Dina Merlo.


In merito all'adesione alla campagna del Comune di Rovigo, Noury ha detto: “siamo riconoscenti di questo gesto. Il tempo purtroppo gioca a nostro sfavore, per mille ragioni, tra queste anche la normalizzazione dei rapporti tra Paesi. Il 14 settembre di due anni fa tornava al Cairo l'ambasciatore italiano. Quello è stato il primo segnale di normalizzazione dei rapporti, a cui ne sono seguiti molti altri, ripresa di scambi commerciali e tanti segnali che si stia aiutando l'Egitto a mettere una pietra sopra questa campagna, che è una campagna ineludibile, durerà fino a quando l'obiettivo scritto sopra lo striscione non sarà  raggiunto”.
Il sindaco e i rappresentanti di Amnesty hanno poi partecipato all'incontro pubblico organizzato in Pescheria, a due anni dal ritorno dell'ambasciatore italiano al Cairo, con l'obiettivo di rilanciare la campagna invitando tutte le amministrazioni comunali ad aderire e ad appendere lo striscione.


Giulio Regeni era un cittadino italiano e uno studente di dottorato presso l’Università di Cambridge, nel regno unito. Stava conducendo una ricerca sull'economia egiziana nel periodo successivo al 2011, quando finì il governo di Hosni Mubarak.
Era al Cairo per svolgere la sua ricerca quando, il 25 gennaio 2016, il quinto anniversario della “Rivoluzione del 25 gennaio”, venne sequestrato. Il suo corpo, con evidenti segni di tortura, venne ritrovato nove giorni dopo, il 3 febbraio, in un fosso ai bordi dell’autostrada Cairo-Alessandria.
Da allora Amnesty International Italia ha lanciato una grande campagna e migliaia di persone, enti, scuole, amministrazioni locali hanno esposto striscioni con la richiesta di  “Verità per Giulio Regeni”. l'obiettivo della campagna e' di accertare le responsabilità per il sequestro, la sparizione, la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni. Non vogliamo permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo.
Alla vigilia di ferragosto del 2017 il governo italiano ha annunciato la volontà di “normalizzazione” nei rapporti con l’Egitto attraverso il ritorno dell’ambasciatore al Cairo: l’ambasciatore si è insediato al Cairo il 14 settembre. Da allora pochi sono stati i passi in avanti nella ricerca della verità.


 
Articolo di Venerdì 13 Settembre 2019

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