Condividi la notizia

AMBIENTE

Prendiamoci cura del Polesine

Una giornata dedicata alla salvaguardia del creato il 13 settembre a Ca’ Emo (Rovigo). Grande partecipazione, presenti anche le mamme no Pfas

0
Succede a:

CA’ EMO (Ro) - La sala parrocchiale di Cà Emo era gremita di gente. Si è celebra la giornata per la Custodia del Creato venerdì 13 settembre,  organizzata dalle diocesi di Adria- Rovigo e di Chioggia insieme, unite dalla volontà comune di prendersi cura del territorio, delle sue acque, della sua gente. “Prendersi cura” è infatti il titolo del convegno  di apertura della giornata, voluto e coordinato, insieme all’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro delle Diocesi,  da don Giulio Bernardinello, dal prof. Giorgio Osti, sociologo all’Università di Trieste, ma anche membro della CEI per la salvaguardia del Creato.   

Al tavolo dei relatori l’avvocato Matteo Ceruti ed una delegazione di mamme no PFAS.  Da buon sociologo, Osti ha parlato della necessità di un nuovo metodo di lavoro, capace di unire e fare sintesi di due prospettive, quella razionale e scientifico-analitica e quella spirituale.

“E’ necessario conoscere, allora, accedere a tutte le informazioni, non adagiarsi ad una sorta di rassegnazione passiva, né all’indifferenza, ma diventare sempre di più cittadini attivi”. Lo ha ribadito con forza  l’avvocato ambientalista Matteo Ceruti, sottolineando come gli abitanti di un territorio siano il primo presidio alla sua tutela. “E’ la ricerca dell’equilibrio tra interessi contrapposti – ha aggiunto – la vera sfida, Da una parte quelli economici, aziendali e lavorativi, dall’altra la salubrità e la tutela dell’ambiente. A tal riguardo alcune sentenze sono chiare ribadendo come nessuna tutela può farsi tiranna rispetto all’interesse economico”.   

Ci pensa l’Enciclica di Papa Francesco a restituire ordine alla difficoltà di trovare un equilibrio. E lo fa al paragrafo 194 in cui è scritto che non basta conciliare, su alcuni temi le vie di mezzo sono solo un ritardo al disastro. “Le vie di mezzo – ha aggiunto Ceruti – sono le tante autorizzazioni amministrative rilasciate il più delle volte in buona fede, ma che diventano spesso uno scudo per gli illeciti”. Se per Papa Francesco la crisi ambientale è anche una crisi sociale, per Ceruti il Polesine è un’area fragile, in cui sono stati possibili disastri come quello della Coimpo e la cui storia recente è più spesso scritta nelle aule di tribunale. Ci pensano le mamme no Pfas, Anna Maria Panarotto e Giorgia Dal Lago, ad invitare i tanti presenti a non rassegnarsi, ad essere sempre vigili, ad insegnare ai propri figli che un ambiente salubre è un luogo dove poter vivere bene e a lungo. Loro, le mamme No Pfas, non si arrendono e da anni , da quando hanno scoperto nel sangue dei loro figli la presenza di veleni come i Pfas, appunto, insieme alla Regione del Veneto, chiedono al Parlamento Italiano e a Bruxelles di porre dei limiti alla presenza di veleni nell’acqua. L’acqua è infatti la fonte di trasmissione per eccellenza di questi veleni. “Bevendo l’acqua del sindaco – ha raccontato la signora Dal Lago – mangiando le verdure che annaffiavo con la stessa acqua e che producevo io, che volevo per me e per i miei 5 figli una vita sana e a contatto con la natura il più possibile,  ho ammalato la mia famiglia”.  In provincia di Vicenza, Padova e Verona sono oltre 350mila le persone in cui è stato riconosciuto l’avvelenamento del sangue da presenza di Pfas, imputabile all’acqua. Ma si stima che le persone contaminate possano essere almeno il doppio. Tutto a causa degli sversamenti  dell’azienda Mitemi,oggi fallita, che per anni ha portato molta ricchezza nel territorio e  la cui area non è ancora stata bonificata. “Non mi basta cercare i responsabili di questo disastro – ha concluso la Dal Lago – non voglio farne una questione di colpe. Pure io, con la mia indifferenza del tempo, con la mia ingenuità sono in parte responsabile di ciò che accaduto alla mia famiglia. Ciò che voglio è trovare una soluzione buona a questo disastro”.

Molti gli interventi dal pubblico, le preoccupazioni per ciò che anche il Polesine sta pagando in termini ambientali. In questa prospettiva di presidio, tutela e soprattutto educazione e sensibilizzazione anche la Chiesa ha un ruolo fondamentale. Lo ha detto a conclusione del dibattito il Vescovo della diocesi di Adria e Rovigo, monsignor Pierantonio Pavanello: “E’ un compito  fondamentale di tutti i credenti prendersi cura dell’ambiente. La sua salvaguardia è salvaguardia dell’uomo, è amore e lode per il Creato. E’ anche una questione di Fede.Continueremo a lavorare per promuovere una cultura nuova”.

Articolo di Sabato 14 Settembre 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it