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CONFAGRICOLTURA

Protesta cimice, attesi centinaia di agricoltori al teatro Balzan

Martedì 17 settembre a Badia Polesine (Rovigo) Confagricoltura Veneta lancerà un grido d’allarme per i danni causati dalla cimice asiatica. Presenti dirigenti nazionali e regionali e tra gli altri, gli assessori Pan e Corazzari e i parlamentari

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BADIA POLESINE (RO) – Sono attese alcune centinaia di agricoltori alla manifestazione regionale di Confagricoltura Veneto, fissata per  martedì 17 settembre alle 18, al teatro Balzan di Badia Polesine (Rovigo), per lanciare un forte grido di allarme sul flagello della cimice asiatica. Sarà nutrita anche la presenza di esponenti politici regionali e di parlamentari, che, insieme agli agricoltori e ai dirigenti nazionali e regionali di Confagricoltura, cercheranno di far capire la gravità della situazione e scuotere la coscienza di chi deve assumere iniziative adeguate. In piazza saranno esposte anche decine di cassette di frutta e di altri prodotti danneggiati dall’insetto, al grido dello slogan “La guerra dei mondi – lotta alla cimice aliena”. 

Hanno annunciato la loro presenza Giuseppe Pan, assessore regionale all’agricoltura; Cristiano Corazzari, assessore regionale al territorio, cultura e sicurezza; Sergio Berlato, presidente della III commissione regionale; Graziano Azzalin, vicepresidente della III commissione regionale; i deputati Antonietta Giacometti, vicesindaco di Badia Polesine e Roberto Caon, componente della commissione Agricoltura della Camera; i senatori Roberta Toffanin, membro della commissione parlamentare per le questioni regionali e Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura e produzione agroalimentare. Per gli aspetti tecnico-scientifici sarà presente Gabriele Zecchin, dell’unità organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto. Il presidente regionale Luca Zaia non sarà presente a causa di precedenti impegni istituzionali, ma farà pervenire un messaggio di saluto. Invieranno un messaggio registrato anche gli europarlamentari Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, impegnati in quel giorno nella seduta plenaria a Strasburgo. Tra gli interventi anche quello di Albano Bergami, presidente nazionale della sezione frutticola di Confagricoltura.

Nella piazza di Badia Polesine sarà installato un maxischermo, per consentire a tutti di seguire i numerosi interventi che saranno mirati a dare un contributo alla soluzione del flagello della cimice asiatica, che rischia di affossare un settore ortofrutticolo che in Veneto garantisce oltre 20.000 posti di lavoro e ha un valore di 800 milioni, a cui si aggiunge l’indotto. Migliaia di aziende agricole minacciano, infatti, di estirpare i frutteti, dove le perdite vanno dal 40 al 100% della produzione, se non si troveranno soluzioni veloci ed efficaci.

“Confagricoltura chiederà la dichiarazione dello stato di emergenza del settore ortofrutticolo, con la previsione di un sostegno al reddito degli agricoltori e sgravi fiscali e contributivi - sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto. “Sottolineeremo anche come sia necessaria la creazione di un coordinamento nazionale per la ricerca di soluzioni al problema, sostenuta da consistenti risorse pubbliche statali e regionali. Ci auguriamo anche che il nuovo governo proceda con il rapido superamento del divieto legale di introduzione e di sperimentazione in campo della vespa samurai. Infine, servono contributi fino al 100% della spesa per l’installazione di reti antinsetto”.

Massimo Chiarelli e Renzo Cavestro, direttori di Confagricoltura Rovigo e Padova, spiegano come sia necessario trovare velocemente rimedi concreti, perché quelli messi in campo in questi anni si sono dimostrati scoordinati e supportati da poche risorse: “Gli operatori sono esasperati e molto preoccupati per il loro futuro di fronte alla distruzione di pere, mele, kiwi, pesche, susine, albicocche, ciliege e noci, con perdite che vanno dal 40 al 100 per cento del prodotto. In queste condizioni le aziende nell’arco di uno o due anni saranno in ginocchio ed estirperanno gli impianti”.

Dal report annuale di Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare veneto nel 2018 si stima un danno per le principali colture colpite (melo, pero, pesco e nettarine, actinidia) superiore al 40%, per un importo stimato superiore a 100 milioni di euro. 

Gli ettari colpiti in Veneto sono così ripartiti: melo (5.840 ha), pero (2.950 ha), Pesco e nettarine (2.000 ha), Actinidia (3.350 ha), per un tolta di 14.140 ettari.

Articolo di Lunedì 16 Settembre 2019

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