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APERTURA DELLA CACCIA

Wwf: "Domenica di caccia nel rispetto delle regole. Speriamo sia un cambio di rotta"

Pochi spari e qualche richiamo, i volontari dell'associazione ambientalistica "ispettori" nella giornata di apertura nel Delta del Po, una delle aree più amate in Italia amati dai bracconieri

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Pila, appostamento di caccia

ROVIGO - Domenica scorsa è ufficialmente iniziata l’annata venatoria 2019-2020, al sorgere del sole alcuni volontari del Wwf Rovigo hanno effettuato una perlustrazione nel Delta del Po, zona è stata classificata dall’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra) come uno dei punti neri del bracconaggio in Italia.
"Ci aspettavamo di trovarci di fronte al consueto contesto - spiega Massimo Benà presidente dell'associazione - caratterizzato dall’ampio uso di fucili a più di tre colpi e dei famigerati richiami elettroacustici. Viceversa la prima laguna ispezionata presentava una situazione quasi surreale. In una delle zone tradizionalmente più “calde” si riscontravano poche macchine in sosta sugli argini, alcuni appostamenti fissi di caccia addirittura non occupati, pochi spari sia in laguna sia in valle e richiami ammutoliti".

I volontari del Wwf sono sopresi e pensano "alla sempre vigile vedetta, appostata ai bordi della strada d’accesso, doveva aver avvistato qualche “pericolo” e dato l’allerta è la spiegazione che ci siamo dati".
Ma che tanta quiete non si trattasse di un caso circoscritto cominciano a sospettarlo quando sono transitati per una lingua di terra incastonata tra la foce del Po di Maistra e due valli da pesca. "Il giorno dell’apertura la zona, per la sua “produttività”, è di norma frequentata da diversi cacciatori mentre domenica solo un paio di auto stazionavano ai bordi dello sterrato che la attraversa. Il sospetto è divenuto conferma quando siamo giunti in uno dei “black point” per antonomasia".

"Anche qui abbiamo riscontrato pochi spari e solo qualche furtiva accensione dei richiami".
"Soddisfatti per quello che stavamo vedendo e sentendo - prosegue Wwf Rovigo - ci siamo diretti verso un’altra laguna dove i bracconieri bazzicano numerosi. Nel tragitto siamo transitati di fronte ad un argine sul quale, il giorno dell’apertura della caccia, era prassi che diversi cacciatori si appostassero in attesa del passaggio di qualche anatide in uscita dalla limitrofa valle. Ieri mattina un solo seguace di diana era in attività. Giunti in corrispondenza della laguna la situazione che ci si è parata davanti era del tutto simile alle precedenti. Non tutti i palchetti di caccia risultavano occupati, pochissimi gli spari e i richiami silenti. L’auto della polizia provinciale che poco dopo è apparsa sull’argine poteva essere la spiegazione dell’inconsueto scenario. Infatti dopo che la pattuglia si è allontanata i richiami sono stati azionati, seppure per brevi intervalli, e contestualmente qualche raffica di 6-7 colpi è partita dai fucili automatici. Ma sempre di poca cosa si trattava rispetto al passato. A quel punto, considerato che le altre lagune risultavano presidiate (così ci avevano riferito i vigili provinciali con cui avevamo scambiato qualche impressione) abbiamo intrapreso la via del ritorno gustandoci durante il percorso uno spettacolare volo di fenicotteri, le planate di un falco di palude, numerosi anatidi e limicoli in riposo nelle golene del Po e la colazione a base di topolini di un affamato airone cenerino. Nel tragitto verso casa il numero di cacciatori intenti a scovare lepri e fagiani osservati in campagna non superava la quindicina a conferma di quanto già sostenuto in altre occasioni ovvero che la questione caccia è destinata a risolversi per consunzione".

"Una rondine non fa primavera. - commenta Benà - È troppo presto per dire se quanto registrato sia sinonimo di effettivo cambiamento di rotta della caccia agli anatidi nelle lagune deltizie. Già il prossimo sabato, quando in tutte o quasi le valli si sparerà, sarà un buon banco di prova per una verifica. La relativa tranquillità rilevata potrebbe infatti essere riconducibile all’“effetto drone”, ovvero alla paura di essere colti in fragrante da questo nuovo strumento in dotazione alla polizia provinciale oppure al timore di un possibile potenziamento della vigilanza nel giorno dell’apertura. Almeno in parte può anche aver influito l’aspettativa di carnieri scarsi, se non vuoti del tutto, per il minor movimento di avifauna causato dal silenzio venatorio in alcune valli. Per il momento gustiamoci questa atipica prima giornata di caccia con l’augurio che non di un fulmine a ciel sereno si tratti bensì di un nuovo paradigma, al passo con i tempi, nel modo di praticare questo hobby nel delta del Po".

Lo scopo finale del Wwf è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

 

di caccia con l’augurio che non di un fulmine a ciel sereno si tratti bensì di un nuovo paradigma, al passo con i tempi, nel modo di praticare questo hobby nel delta del Po.

Articolo di Martedì 17 Settembre 2019

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