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LUTTO

E’ morto l’imprenditore Marino Finotti, portò il Contarina in Serie D

Porto Viro (Rovigo) piange il pioniere del commercio ittico polesano e storico presidente dell’Ac Contarina. A 90 anni si è spento Marino “Saioni” Finotti

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PORTO VIRO (RO) - Si è spento mercoledì notte all’età di 90 anni, Marino “Saioni” Finotti storico commerciante ittico di Porto Viro. Un paio di giorni fa è stato ricoverato alla Casa di Cura Madonna della Salute per infarto e nei giorni successivi la situazione si è sempre più aggravata. Fondatore negli anni ‘ 60 della Trapella Maria spa e pioniere (del territorio polesano che diventerà negli anni uno dei  distretti ittici più importanti a livello nazionale) per quel che concerne un certo metodo di commercio, di ricerca di mercati e di commercializzazione all’estero. Ha sdoganato, con i figli a seguito, le frontiere nazionali esportando il nome della ditta , omonima alla fedele moglie, già negli anni ‘70 investendo intuito e denaro seguendo il proprio fiuto per gli affari!

Perché Saioni, così è come tutti lo chiamano, aveva davvero naso per gli affari, dotato di ottima intuizione, intelligenza (nonostante conseguì gli studi sino la terza elementare), capace nell’arte di “fare i conti” , sin da giovanissimo si rimboccò le maniche per non far mancar nulla alla propria numerosissima famiglia d’orIgine in quanto primo di nove fratelli.

Iniziò commerciando mele, “le mele più lustre -lucide- di tutta Contarina e Donada” direbbe lui, poi in tempo di guerra si campava con quel che si poteva ed il contrabbando di tabacco era dietro l’angolo ad attenderlo, tra un fuggi fuggi e l’altro si spostava in bicicletta mezzo con il quale faceva andata e ritorno sino a  Bassano e altri paesi veneti con parecchi pesanti sacchi di grano, farina, tabacco. Il continuo via vai in bicicletta lo teneva in allenamento per le gare di ciclismo alle quali prendeva parte solo per poi vincere e ritirare il premio in denaro e permettere alla propria famiglia che cresceva di vivere serenamente. La famiglia si allargava e Marino allora dipendente di una fabbrica di ghiaccio di Taglio di Po decise di mettersi in proprio per commerciare pesce fresco. 

Non fu certo semplice ma quella marcia in più di cui era fortunatamente dotato e la tenacia che lo contraddistingueva lo hanno portato a creare un piccolo impero, permettendo di aiutare molta gente in termini lavorativi ed  economici. Negli ultimi anni Marino si era ritirato dal mondo del lavoro ma attraverso i figli e i nipoti che lavorano comunque in diverse realtà ittiche si teneva ancora informato sull’andamento giornaliero dei mercati. Tutti i santi giorni, perché non riusciva a stare distante da quello che è sempre stato il suo mondo... la sua arte.

Sulla cresta dell’onda nel 1976 gli viene proposto di sponsorizzare l’Ac Contarina , società sportiva rossonera volto del calcio contarinante, ma gli venne anche proposto di investire la carica di presidente. Significava investire tempo e denaro in un nuovo progetto in un momento impegnativo lavorativamente parlando. Un po’ per gioco e accentando quasi per scherzo Marino si ritrovò così ai vertici dirigenziali dal 1976 al 1985 se pur con notevole sacrificio ma bensì con altrettanto entusiasmo. Con Saioni l’Ac Contarina visse l’epoca d’oro: la promozione in serie D, l’entrata in finale nella Coppa Italia Dilettanti e tanti altri traguardi e risultati ottenuti sotto il comando del “Presidentissimo”. 

Era un uomo semplice ma che puntava in alto : Innamorato del suo Bologna (città che ha ospitato lui, la moglie e la figlia durante l’ alluvione), del ciclismo che per un periodo gli ha permesso di arrotondare in un momento storico in cui pochi riuscivano a metter qualcosa sotto i denti e appassionato dell’ Inter di Moratti figura che a lui piaceva moltissimo e in cui forse si identificava in veste di presidente. 

Estroverso, sorridente, dal carattere determinato e pirotecnico Marinoto, come lo chiamava teneramente la moglie Maria, godeva dell’amicizia e stima di moltissima gente. Il bene e l’affetto che gli veniva dimostrato al suo passaggio per le strade e le attività del paese hanno sempre sottolineato come la benevolenza, la disponibilità, la simpatia del presidente siano state godute da tutti. 

Con la triste perdita di Saioni, Porto Viro non vede spegnersi solo un importante e sempre luminoso faro per il commercio e per lo sport degli anni rossoneri buoni, ma bensì vede spegnersi una memoria storica, un combattente dalle maniche sempre rimboccate, un sorriso sempre stampato rivolto a tutti, un faro che ha illuminato il porto  sicuro per i famigliari e tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo o incontrarlo lungo il proprio cammino. 

Addio Presidente.

Articolo di Mercoledì 18 Settembre 2019

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