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POLITICA ROVIGO

Scaramucce tra primedonne in salsa Pd

Nello Chendi attacca il “suo” sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo contestandone il metodo decisionale, che probabilmente non lo include in quello che lui stesso definisce “i consigli dei soliti 4 amici al bar”

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ROVIGO - Il consigliere comunale Nello Chendi, presidente anche della Assemblea provinciale del Pd, alza la voce contro Edoardo Gaffeo in quella che sembra essere una richiesta di attenzioni nei suoi confronti.
Non farebbe parte del “cerchio magico” quei “soliti 4 amici al bar” di cui il sindaco si circonda, l’accusa principale di Chendi che non sembra mettere in discussione la maggioranza, ma pare quasi la reazione, sguaiata, di un amante tradito dall’amato, con tanto di frecciatine alla mancanza di buone maniere da parte del sindaco, probabilmente assorbite nel corso dei (troppi) studi.
Poi la proposta conciliatoria che però è formulata come un ultimatum: “O si cambia metodo o si valuta se proseguire (o meno)”. I numeri per un “cambiamento forzato” al momento non ci sono.

“In questa fine estate 2019, che coincide con i primi 100 giorni del nuovo sindaco Edoardo Gaffeo, vediamo gli effetti di una sindrome epidemica che potremo definire “Salvinite acuta" che colpisce duramente chi vuole essere un uomo solo al comando - scrive Chendi - Questa sindrome porta a chiedere "pieni poteri" ma finanche a prenderseli direttamente come è successo al neo sindaco Gaffeo che sta sempre più manifestando la sindrome, adducendo come espediente il termine "prerogativa" del sindaco, vedasi il caso della scelta del segretario generale del comune di Rovigo Ballarin.

Su questa scelta non è in discussione il valore o le capacità del prescelto, ma il metodo: il sindaco se ne è infischiato della maggioranza e dei 19 aspiranti segretari che hanno partecipato ad una "inutile e finta" selezione.
In effetti il nome scelto era nella testa del sindaco già da mesi, nonostante le pubbliche smentite, ed era stato deciso ascoltando i "soliti 4 amici al bar". Adesso basta... la misura è colma e se il sindaco vuole essere l'uomo solo al comando (alla Salvini) evidentemente come Pd abbiamo sbagliato candidato”.

“In politica per avere rispetto bisogna prima saper rispettare, al sindaco glielo abbiamo già spiegato, ma il prevalere di studi economici ha forse oscurato l'etica ed il bon ton.
In conclusione o il sindaco Gaffeo cambia metodo o per quanto concerne il mondo che rappresento, valuteremo collegialmente come questa esperienza può continuare” conclude Nello Chendi.

Nadia Romeo non prende parte alla polemica politica e si dichiara super partes per rispetto al ruolo istituzionale che ricopre da presidente del consiglio comunale di Rovigo.

Graziano Azzalin, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ritiene che "l'uscita estemporanea di Nello Chendi sia priva di fondamento e al momento incomprensibile e non possa essere assolutamente interpretata in modo diverso da mal di pancia personali".
"Trovo clamorosamente sbagliati modo e forma"  aggiunge Azzalin che invita il collega consigliere Chendi a spiegarsi visto che, secondo lui, "Le sue parole non rappresentano né la volontà del partito né quella dei tanti elettori che ci hanno votato per cambiare la città".
Articolo di Giovedì 19 Settembre 2019

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