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POLITICA

La festa della Polenta si tinge d’azzurro

A Villa D’Adige di Badia Polesine (Rovigo) i big di Forza Italia, davanti ad un piatto di polenta, affrontano le tematiche attuali e future. Dal Governo Conte bis al futuro del partito e delle alleanze

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BADIA POLESINE (RO) – Venerdì sera, 20 settembre, la festa della Polenta si è tinta d’azzurro, con una cena organizzata dai vertici locali di Forza Italia che ha visto riuniti in un tavolo difficilmente definibile solo conviviale la senatrice Roberta Toffanin, il coordinatore provinciale Piergiorgio Cortelazzo e ben tre sindaci: Giovanni Rossi, Luigi Viaro e Antonio Laruccia, il coordinatore della sezione badiese di Forza Italia Fabrizio Rossi un assessore comunale e un nutrito numero d’iscritti. Niente male per essere una semplice conviviale fra amici.

Nell’occasione abbiamo avvicinato la senatrice Toffanin interpellandola sulle ultime vicende politiche e sulle possibili conseguenze per Forza Italia, in apparente inarrestabile declino, sia in relazione alla defezione del Governatore della Liguria Giovanni Toti che alla possibilità di finire fagocitata dalla Lega di Salvini. La senatrice, nonostante tutto, si è detta tranquilla sulla tenuta del partito e di non temere fughe verso la nuova formazione di Renzi, perché F.I. conserva una sua ben precisa collocazione nell’area moderata e anti populista: “Abbiamo il nostro elettorato che ci riconosce come centro destra moderato, ha dichiarato, ora che finalmente il quadro politico nazionale è uscito dall’anomalia dell’innaturale governo gialloverde, ripartiamo dalle nostre proposte per le imprese sburocratizzando e rilanciando le infrastrutture, per il lavoro diminuendo il cuneo fiscale per rimpolpare le buste paga dei lavoratori e, soprattutto, affrontando la piaga della disoccupazione che solo gli investimenti nel mondo delle imprese può risolvere”. “Il reddito di cittadinanza non produce lavoro e quando lo produce (il riferimento è alle assunzioni previste all’Inps) è solo nel settore pubblico e notoriamente non fa crescere il paese”. Forse approfittando della presenza dei tre sindaci, la senatrice Roberta Toffanin ha invocato “un’amministrazione più amica dei cittadini, cioè più immediata, veloce e meno onerosa”. Sulla durata del governo giallorosso, la Toffanin è convinta che “Questo governo difficilmente cadrà a breve, perché è tenuto insieme da un collante formidabile che si chiama spartizione del potere; non dimentichiamo che a primavera ci saranno da rinnovare oltre 400 poltrone pubbliche in una settantina di società controllate dal ministero Tesoro, senza contare che fra due anni ci sarà l’elezione del successore di Mattarella”.

Sull’erosione di consensi che hanno portato F.I. al minimo storico anche a livello locale, è intervenuto anche Cortelazzo, che imputa alle disavventure personali di Berlusconi la flessione nel consenso nell’elettorato moderato che, deluso, si è rifugiato nell’astensionismo o nel voto di protesta, come dimostrano le impressionanti oscillazioni registrate dal PD di Renzi, dal M5 stelle e, seppur inversamente, dalla Lega. “Stiamo assistendo a un’evoluzione politica molto veloce, con alti e bassi continui alimentati dalla protesta populista che qualcuno più di altri ha saputo cavalcare ma sono convinto, ha detto il Coordinatore provinciale, che il fenomeno si esaurirà e che le convinzioni più intime riemergeranno; dobbiamo solo recuperare i delusi e riportarli a valutare i contenuti, piuttosto che le sirene degli slogan urlati”. Insomma l’antipolitica non prevarrà e … buon appetito a tutti.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 21 Settembre 2019

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