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ODORI ED INQUINAMENTO

Fresenius Kabi diffidata di nuovo per gli scarichi inquinanti

La Provincia di Rovigo, ricevute le analisi di Acquevenete relative alle acque reflue industriali e delle acque meteoriche di prima pioggia, ha trasmesso una ulteriore diffida all'azienda che continua a non rispettare le prescrizioni ambientali imposte

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ROVIGO - Non è la prima volta per la ditta di Villadose Fresenius Kabi, ma questa potrebbe essere quella del cambiamento. Nuova diffida ad adempiere della Provincia di Rovigo nei confronti di Fresenius Kabi di via San Leonardo, zona industriale, entro 15 giorni per il rispetto delle prescrizioni contenute nella Autorizzazione integrata ambientale rilasciata per lo svolgimento delle loro attività industriali.

Tradotto significa che l'azienda al momento non rispetta le prescrizioni a tutela dell'ambiente, quindi è inquinante, deve spiegare il perchè, deve spiegare come evitare in futuro il ripetersi di eventualità simili, dovrà prendere tutti gli accorgimenti del caso per scongiurare il ripetersi, nuovamente, di eventi come quelli a loro contestati.

Nelllo specifico i risultati delle analisi condotte dal gestore del ciclo integrato dell'acqua, Acquevenete, evidenziano come "nel periodo dal 26/08/19 al 29/08/19 si sono registrati valori medi di portata scaricata in fognatura di 524 mc/g, pari a 21,5 mc/h, ben superiori rispetto ai valori autorizzati (312 mc/g e 13 mc/h) e sostenibili dall’impianto di trattamento" e che anche in seguito ad "ulteriori campionamenti effettuati nei giorni 30 agosto e 5 settembre emergono superamenti accertati per il parametro azoto ammoniacale in campioni istantanei prelevati presso lo scarico finale SF1 (135 mg/l) e presso il fabbricato A1 (149 mg/l), oltre ad uno sforamento del parametro COD (849 mg/l) presso il pozzetto SF6" e che "in tali acque è stata riscontrata la presenza di tracce di solventi, sostanze non compatibili con la tipologia di scarico autorizzato".

La violazione contestata, così come ricordato nella diffida, non è da prendere sottogamba visto che l'inosservanza entro i 15 giorni può portare ad una seconda diffida e contestuale sospensione dell'attività per un tempo determinato finché il gestore non dichiara di aver individuato e risolto il problema che ha causato l'inottemperanza, oppure addirittura alla revoca dell'autorizzazione e alla chiusura dell'installazione, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo o di danno per l'ambiente.

Il lavoro svolto dai comitati ambientalisti è stato incessante, con segnalazioni continue ad Arpav, Vigili del fuoco ed Acquevenete, che si è trovata addirittura nelle condizioni di dover ripristinare la funzionalità filtrante dell'impianto di Villadose. Proprio in seguito a questo episodio si è intensificato il monitoraggio della situazione e non è escluso, come anticipato (LEGGI ARTICOLO) che alla ditta in questione, se vorrà continuare ad operare a Villadose, non venga imposto di provvedere a realizzare un impianto di pretrattamento degli scarichi proprio da parte del gestore, un depuratore industriale a tutela del depuratore civile di Villadose e della salute dei residenti.

La soddisfazione dei comitati, soprattutto di Terre nostre Villadose è palpabile visto che per anni sono sempre stati considerati semplicemente dei terroristi armati di fake news, degli haters professionisti animati da secondi fini, degli strilloni da "al lupo al lupo!" da sbugiardare e screditare.

Questa volta, magari sarà stata l'unica, avevano ragione.
Articolo di Domenica 22 Settembre 2019

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