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CASO IRAS

L'appello: "Salviamo l'Iras, patrimonio della nostra storia"

Riccardo Dal Lago e Cristiano Pavarin della Uil: "La forte esposizione finanziaria dell'Ipab di Rovigo non freni una programmazione di rilancio e nuovi funzioni della casa di riposo assieme ad Ater"

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ROVIGO - “L’Iras rappresenta la storia di Rovigo. Nei suoi 5 secoli di vita ha garantito lavoro a molte famiglie e ha dato assistenza alle fasce più fragili della nostra città. Non possiamo tradire la storia. La nostra storia”. Lo dicono a voci unite Riccardo Dal Lago, segretario Confederale Uil Padova-Rovigo, e Cristiano Maria Pavarin, segreteria UilFpl Rovigo. “Il nostro è l’appello perché sia creato un percorso per il rientro economico dell’Iras e di impegnarsi seriamente per trovare un accordo, senza strumentalizzazioni di sorta, senza speculazioni politiche, con l’unico obiettivo condiviso: garantire continuità per questa importante realtà rodigina”.

L’Iras è un Ipab (Istituto Pubblico di Assistenza e beneficienza), commissariato da più di tre anni dalla Regione Veneto a causa della grave situazione economica, situazione che sta gravando direttamente sugli stipendi e sulle condizioni di lavoro del personale dipendente. Da alcuni anni, i dipendenti dell’Iras non percepiscono la quota di produttività e si trovano spesso a lavorare con personale ridotto a causa delle mancate sostituzioni delle assenze per ferie, malattia e tutte le altre cause previste dal contratto. Questa situazione è diventata insostenibile ed è assolutamente necessario trovare una soluzione. “E’ ormai necessaria una programmazione attraverso un piano industriale di rilancio che possa, nel tempo, ripianare\spalmare il debito, anche per consentire i dovuti investimenti sul personale che deve essere adeguato attraverso le opportunità sancite dagli istituti contrattuali vigenti” spiegano i due sindacalisti.

Ad oggi non risulta ancora possibile fare una programmazione, causa la forte esposizione finanziaria nei confronti delle banche, che supera i 5 milioni di euro e che deriva perlopiù, dagli investimenti strutturali effettuati nello stabile di Casa Serena. Lo stabile di Casa Serena è un edificio di proprietà del comune di Rovigo, che lo ha affidato, attraverso una convenzione che risale al 2004, in gestione all’ente di assistenza rodigino, in comodato d’uso gratuito, per un periodo che può arrivare ai 99 anni. La stipula del contratto-convenzione impegna formalmente l’Iras, ad eseguire le opere di manutenzione straordinaria necessarie a rendere agibile Casa Serena, per la sua destinazione d’uso, finalizzata a dare risposte alla crescente richiesta di assistenza socio-sanitaria di un territorio sempre più anziano e sempre più bisognoso di questo tipo di servizi.

Se da un lato, la convenzione del 2004 stabilisce gli obblighi modali dell’Iras, tra cui la messa a norma della struttura, risulta altrettanto evidente come nella stessa convenzione, al punto 6.2, sia scritto che :“Qualora il rapporto tra le parti dovesse cessare, il Comune di Rovigo sarà tenuto a subentrare nell’ammortamento degli investimenti sostenuti”…

"L’Iras è tra le principali realtà produttive rodigine. A chi vi lavora, come previsto dal contratto collettivo, - dicono i due della Uil - andrebbe restituita la giusta dignità assieme alla dovuta sostenibilità finanziaria dell’ente. Sarà quindi necessario ricercare le condizioni per ridare la giusta serenità che si deve a chi svolge questa delicata professione di cura e assistenza a favore degli anziani ospiti non autosufficienti.

“Siamo coscienti del fatto che l’attuale amministrazione, che sta governando il consiglio comunale di Rovigo, non possa avere responsabilità dirette. E’ altrettanto vero che, nel segno della continuità amministrativa, la giunta Gaffeo ha un ruolo, anche giuridico, di fondamentale importanza nel ricercare la giusta soluzione. E’ evidente che il Comune di Rovigo dovrà essere il principale protagonista a garanzia del futuro”.

“Valutiamo positivamente la disponibilità dell’Ater all’acquisto dello stabile o di parte di esso. Questo consentirebbe la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica rivolti alla popolazione anziana, motivo per cui potrebbero innescarsi le condizioni per effettuare una seppur complicata operazione di compra-vendita. Tale operazione creerebbe i presupposti per l’avvio di una stagione nuova nei rapporti tra le istituzioni presenti in città”. 

“Questa operazione, ovviamente, non dovrà limitarsi ad un’operazione di cassa, ma dovrà essere l’occasione giusta per fare una futura programmazione dei servizi socio-sanitari del nostro territorio, anche per effetto della riforma regionale di trasformazione delle Ipab. Riforma che darà l’opportunità all’Iras di trasformarsi in Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona (APSP), attraverso una gestione consociata dei servizi sociali e socio-sanitari".

 A questo proposito la Uil Fpl propone la realizzazione di un tavolo permanente con le istituzioni al fine di: programmare politiche sociali efficaci come, ad esempio una forma comune di assistenza domiciliare territoriale; la realizzazione di  un centro diurno per gli anziani non autosufficienti; la nascita di un Servizio di Alta Protezione Alzheimer; un numero adeguato di posti letto di Ospedale di Comunità; ottimizzare l’utilizzo dell’esistente centro cottura di Casa Serena per scuole e agli asili della città.

Articolo di Martedì 24 Settembre 2019

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