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FESTIVAL DELLE ARTI E DELLA MULTIDISCIPLINARITA'

Come cambiano video e storytelling per il turismo. A Tensioni si impara [VIDEO]

Al Censer di Rovigo debutto della due giorni d'arte e cultura ideata e programmata da Fabbrica dello zucchero. Il bellissimo video innovativo sull'ex zuccherificio della regista Raffaella Rivi

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ROVIGO - Tensioni, il festival delle arti e della multidisciplinarità, è partito. Programma fitto quello del 28 e 29 settembre che ci tiene al Censer di Rovigo a cura di Fabbrica dello zucchero. Un mix di proposte culturali, artistiche e di energie che generano i cambiamenti che il festival intende proporre.

Molto interessante la proposta mattutina di Raffaella Rivi, docente di video-storytelling del dipartimento Management dell’università Ca’ Foscari di Venezia, che ha condotto un lavoro finanziato da interreg assieme a ArtVision+. Ha proposto 9 video storytelling innovativi per il turismo culturale, di cui quattro relativi al Polesine: l’ex zuccherificio di Rovigo, il teatro Sociale, il museo di Ca’ Vendramin e il museo della giostra di Bergantino. Un modo innovativo di intersecare tra loro parte visuale, parte sonora, soggetti e parole. “Ho messo in campo una nuova modalità ci concrete e realizzare video di promozione turistica, - ha spiegato - locanda dagli stereotipi emozionali e attenta ad evocare il bene culturale con il contributo vivo di artisti che operano nel territorio”. Davvero un bel lavoro, da vedere e da cui imparare. 



Prima della proiezione in sala Bisaglia c’è stato il momento inaugurale che ha visto assieme Giuseppe Toffoli, presidente di Censer e vice presidente di Fondazione Cariparo, il vicesindaco di Rovigo Roberto Tovo e l’ideatore e coordinatore di Tensioni, Claudio Ronda. Toffoli ha introdotto la nuova vocazione dei locali dell’ex zuccherificio, diventando laboratorio scientifico e tecnologico di idee, e oggi di proporre cultura. Apprezzabile per Tovo questo modo di vedere un luogo sociale e culturale, stimolo alla sensibilità e alle emozioni. “Questo è solo l’inizio - ha spiegato Ronda - di un progetto complessivo di vaste dimensioni, con la volontà di andare in tante direzioni e di portarlo nella sua forma più completa nell’arco di tre anni”. 

L’inizio è cominciato ben nutrito: spettacoli, laboratori, mostre, talk, perfomance, concerti. La fabbrica dello zucchero si è messa al lavoro. 

Articolo di Sabato 28 Settembre 2019

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