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INTOLLERANZA

Razzismo e violenza ad Adria, intervengono i Carabinieri

Una giovane coppia trova una abitazione in località Curicchi a Bottrighe, comincia il trasloco, ma viene assalita verbalmente e minacciata da un vicino che non si placa nemmeno davanti ai militari dell'Arma

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ADRIA (Rovigo) - Un episodio che lascia poco spazio all'immaginazione: un odio razziale esibito con spavalderia, condito da parolacce, minacce, anche di morte, tra vicini di casa. Non ci sono futili motivazioni, solo la profonda convinzione che avere un marocchino come vicino di casa è inammissibile, e quindi "se ne deve andare".

"Il problema è che sei marocchino (bestemmia) tu non meriti niente. Vieni qui che ti faccio ricordare il giorno che sei nato. - Questo un estratto delle esternazioni riprese di nascosto dalla vittima dell'aggressione - Io porto rispetto solo a tua moglie (italiana), ma tu chi ***** sei? Ti stacco la testa dal collo. Brutto pezzo di *****".

La vicenda, di cui è già a conoscenza il sindaco di Adria Omar Barbierato, ed i carabinieri, prontamente intervenuti in loco giovedì scorso, nasce dall'esigenza di una coppia di Adria, residente nei pressi del Museo archeologico di Adria, di trovare una sistemazione più comoda per la famiglia, che negli anni si è allargata.
Rachid, residente in Italia da 10 anni, e la moglie, attualmente incinta, hanno deciso di trasferirsi a Bottrighe, in via Curicchi, ed hanno regolarmente affittato l'ultimo immobile della via gestendo il trasloco un po' alla volta nei fine settimana e nei giorni liberi. La scadenza del 9 di ottobre è perentoria nei confronti dell'appartamento da liberare in centro ad Adria e quindi con la legittima necessità di completare il trasloco Rachid ha percorso più e più volte la strada, pubblica, che passa davanti alla proprietà del vicino.

Quanto poi il vicino ha scoperto che Rachid potrebbe essere addirittura intenzionato all'acquisto della casa, al momento con alcune problematiche da sanare con il proprietario, questione di qualche mese, sembra essere scattata la molla dell'intolleranza estrema, del tipo: "se questo marocchino viene a vivere qui non va più via, quindi è meglio affrontarlo subito".

La cosa è particolarmente triste visto che Rachid è un esempio di buona integrazione, con una moglie italiana, un figlio italiano ed un secondo in arrivo. Una famiglia che con la nuova casa darà spazio ad uno dei nonni, che potrà accudire i bambini.

In attesa che vengano presi provvedimenti nei confronti del vicino, Rachid, che si sente inascoltato, al momento, ha deciso di rendere pubblica la sua storia perchè intende risolvere la questione e non vivere nella paura di ritorsioni da parte del vicino violento ed intollerante.
Articolo di Lunedì 30 Settembre 2019

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