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PANATHLON 

A colpi di pedale in giro per il Mondo e una giudice alle Olimpiadi 

L’impresa di Oscar Tosini capace di completare due volte la Parigi – Brest – Parigi di oltre 1200 chilometri, e Federica Guarniero, che nel 2020 sarà giudice alle Olimpiadi di Tokyo, protagonisti della conviviale del Panathlon di Rovigo 

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ROVIGO - Conviviale dedicata alla due ruote, la prima del Panathlon di Rovigo, dopo la pausa estiva. Ospiti del presidente Gianpaolo Milan giovedì 3 ottobre, all’Hotel Cristallo di Rovigo, Oscar Tosini, che ha partecipato alla mitica “Paris-Brest-Paris” per ben due volte, e Federica Guarniero, che nel 2020 sarà una delle due Giudici di gara della FCI alle Olimpiadi di Tokyo.

Entrambi sono legati a doppio filo alla società ciclistica Emic, mentre l’ex sindaco di Bosaro è ancora tesserato con il sodalizio del presidente Massimo Rossi, Federica Guarineiro lo è stata. Ospiti della conviviale anche il presidente onorario del sodalizio bosarese, Cristian Rondina, il consigliere regionale Vittorino Gasparetto e il dirigente Mirvano Mazzetto.

Federica Guarniero è stata tesserata con il Gc Bosaro Emic dal 1988 al 1994, quando ha smesso di correre ha deciso di rimanere nel mondo del ciclismo.

Al compimento dei 18 anni ha partecipato e superato il corso per giudici di gara, ad aprile 1995 era già abilitata. Dopo 6 anni ha partecipato e superato il corso per giudici di gara Nazionale e nel 2006 quello Internazionale di Mountain bike e nel  2019 il corso nazionale elite strada e pista. Dopo diversi campionati del Mondo e prestigiose competizioni, la polesana di Buso (Rovigo), nel 2020 sarà Giudice di gara a Tokyo alle prossime Olimpiadi.

“Fare il Giudice di gara è come fare l’arbitro di calcio - ha spiegato Federica Guarniero - ogni corsa è diversa. Le Olimpiadi sono il massimo, non ci andrò con la maglia azzurra, ma rappresento il Polesine e per me è un sogno pensare di prendere parte ad una competizione a cinque cerchi”. Laureata in Economia aziendale, Federica lavora per un’azienda di Milano che si occupa di programmazione pubblicitaria, e il ciclismo è la sua passione “è una scuola di vita”.

Oscar Tosini, 74 anni compiuti, percorre la bellezza di 25 mila chilometri l’anno, tra i percorsi più affascinanti Oslo – Capo Nord attraverso la Norvegia (circa 2.180 Km), Periplo dell’isola Islandese da Reykiavik – Reykjavik  (circa 1.620  Km), Giro dell’Olanda – Danimarca  fino allo stretto di SKagen (1000 Km),  Camino di Santiago “da  Lourdes – Santiago de Compostela  - Fistera”  (circa 1.220 Km) e La via  Francigena dal “Colle  del Gran San Bernardo a Roma”  (circa 1.050 Km).

Le più importanti prestazioni sportive sono Le Gran Fondo, e le ultra cycling o randonnée con La Fausto Coppi, la Nove colli, la maratona delle dolomiti, Milano San Remo,  L’eroica, La Parigi Roubaix, Amstel Gold Rance.

Tra le ultra cycling o Randonnée  più importanti percorse e omologate a cui ha partecipato figurano la “Monaco – Ferrara” di  650 km, la “Parigi – Brest – Parigi”  di 1.230 Km, La “Mille e un miglia” di 1.650 km. la più lunga randonnée europea, la “Londra – Edimburgo – Londra”  di 1.440 km, la “999 miglia Roma – Matera – Roma” di 1.600 Km, la “Madrid - Gijon – Madrid”  di 1.230 Km, la “Silk  Route” via della seta in Uzbekistan di 1.320 Km. Gare che complessivamente durano circa tre giorni, a seconda delle distanze. Non c’è una classifica, ma per ricevere l’omologazione bisogna percorrere il tragitto entro un tempo limite. Non una gara di velocità, ma di resistenza in cui si corre anche di notte con medie che oscillano tra i 13-14 km l’ora. Dormire? Poco. Come ha spiegato Oscar Tosini ci si riposa una paio d’ore, quando va bene.

Nel 2018 è stato insignito del diploma “Europe Challenge Randonnée”  per aver completato e omologateo le quattro randonnée più importanti e impegnative d’Europa (La Parigi-Brest-Parigi, La Mille e un miglia, La Londra Edimburgo Londra, Madrid-Gijon-Madrid). Attualmente sono circa 30 i randoneur insigniti di tale riconoscimento europeo. 

Ben 74 anni e non sentirli, Oscar Tosini dopo aver migliorato la prestazione precedente (di quattro anni prima), vuole ritentare la Parigi-Brest-Parigi, ma il regolamento dall’anno prossimo non gli consentirà di correre per la Federazione, ma l’ex sindaco ha fatto sapere che sta pensando di tentare la strada francese, dove le norme lo consentono. 

Una preparazione meticolosa  racconta Tosini: “Mi sono allenato per sei mesi per questo appuntamento arrivando a percorrere anche 250 chilometri al giorno”.

Un totale di 1.219 chilometri, in 83 ore e 39 minuti (sulle 90 prefissate), l’incredibile tempo di Oscar Tosini in un percorso particolarmente tortuoso con un notevole dislivello (oltre 10 chilometri).

Unico del Polesine in gara, tra i pochi ultra settantenni (5 o 6), ha raccontato, con un pizzico di emozione, il plauso del pubblico, la cioccolata calda offerta in cambio di una cartolina da spedire una volta rientrato in Italia e il brivido nell’arrivare alla conclusione di una gara massacrante con 6 mila partenti da 56 Paesi diversi ed oltre 2 mila ritirati. Senza dimenticare una caduta a 50 chilometri dall’arrivo “Un colpo di sonno, ma quando mi sono rialzato l’adrenalina mi ha consentito di arrivare al traguardo”.

I due ospiti della prima conviviale post estate, giovedì sera  erano accompagnati da Piero Callegarin, presidente dell’Arci di Rovigo, che ha accolto di buon grado l’invito, del panathleta Vittorio Cogo, di programmare delle serate dedicate allo sport nella prossima programmazione cinematografica al Duomo. Una rassegna d’autore che comincerà il 10 ottobre con “Toro Scatenato” di Martin Scorzese. Quattro giovedì dedicati a sport e cinema, in collaborazione con Mondovale, Panathlon Rovigo, e Uisp.

Articolo di Venerdì 4 Ottobre 2019

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